Stop alla sofferenza animale: le recinzioni come trappole mortali per la fauna selvatica
Le recinzioni diventano trappole mortali per gli animali selvatici. La campagna chiede recinzioni rispettose della fauna selvatica e la rimozione delle barriere inutili nel paesaggio.
Può iniziare la raccolta firme per l'iniziativa «Stop alla sofferenza animale – contro le recinzioni come trappole mortali per la fauna selvatica». Il governo di San Gallo ha esaminato il testo e dichiarato l'iniziativa ammissibile. Il termine per la raccolta scade il 5 luglio 2019.
Le recinzioni inadeguate causerebbero, nel solo Canton San Gallo, centinaia di morti e sofferenze tra gli animali selvatici ogni anno, ha comunicato il comitato promotore dell'iniziativa martedì, in occasione dell'avvio della raccolta firme. L'iniziativa popolare è stata lanciata congiuntamente da Pro Natura San Gallo-Appenzello, dal WWF San Gallo e dai cacciatori sangallesi.
Né i Comuni né il Cantone si farebbero carico delle cause di questo problema. I Cantoni vicini, invece, disporrebbero di normative più efficaci in materia.
Con l'iniziativa legislativa «Stop alla sofferenza animale – contro le recinzioni come trappole mortali per la fauna selvatica» si intende introdurre una regolamentazione chiara e coerente anche nel Canton San Gallo.
Vietare il filo spinato
Il filo spinato dovrebbe essere vietato in linea di principio, come già avviene nel Canton Grigioni. Il filo spinato ancora presente dovrà essere rimosso entro quattro anni.
Anche nei boschi le recinzioni dovrebbero essere vietate in linea di principio. Le uniche eccezioni sono le strutture di protezione forestale ed ecologica, che devono essere mantenute adeguatamente e controllate regolarmente.
Le reti da pascolo (recinzioni mobili) e le recinzioni elettriche, secondo la volontà del comitato, potranno essere installate e utilizzate solo quando gli animali pascolano effettivamente nei prati.
I promotori dell'iniziativa hanno cinque mesi di tempo per raccogliere le 6000 firme necessarie.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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