«Obbligo vegano» sarebbe una «menzogna bella e buona»: cosa rivela il caso sulle campagne di voto dell'UDC
Come lo stesso partito utilizza la stessa tattica di esasperazione per l'iniziativa sull'alimentazione e per l'iniziativa zurighese sulla caccia
Il 27 settembre la Svizzera vota sull'iniziativa sull'alimentazione.
In un video su Instagram il consigliere nazionale UDC Ernst Wandfluh ha messo in guardia da un presunto obbligo vegano che farebbe sparire cervelat, fondue e uova al tegamino. Interpellato, ha poi ridimensionato lui stesso: la storia dell'obbligo vegano sarebbe un'esasperazione. La promotrice Franziska Herren ha ribattuto che molti oppositori non avrebbero mai letto il testo dell'iniziativa e mentirebbero spudoratamente. In realta l'iniziativa chiede soltanto una maggiore promozione dell'alimentazione vegetale, non un obbligo di consumo.
Chi segue da anni la nostra informazione sulla caccia per hobby conosce questo schema. Esattamente la stessa impostazione l'avevamo gia vista nel 2017 nel rapporto del Consiglio di Stato zurighese sull'iniziativa cantonale sulla caccia «Guardiacaccia al posto dei cacciatori», redatto sotto la direzione dell'allora direttore delle costruzioni UDC Markus Kagi, egli stesso cacciatore per hobby. Anche in quel caso si lavoro con cifre che non reggevano a una verifica: presunte 400’000 ore di lavoro prestate dai cacciatori per hobby zurighesi, ben oltre i valori dell'associazione mantello JagdSchweiz, oltre all'affermazione che non esisterebbe alcun problema di sicurezza, benche solo tra il 2011 e il 2015 siano stati registrati oltre 1500 feriti in incidenti di caccia. Il nostro fact check completo sul rapporto lo trovate nel nostro dossier sulla caccia.
Due casi, a quasi un decennio di distanza, un unico schema: chi alimenta la paura con un obbligo che il testo dell'iniziativa non prevede affatto spera che nessuno vada a rileggere. Perche proprio in politica si argomenti cosi spesso con l'esagerazione invece che con il tenore letterale, lo abbiamo analizzato nel nostro contributo Un mistico sulla caccia e sul potere inquadrato: chi aspira al potere sugli altri tende dunque a puntare sulla dominanza anziché sui fatti anche nel discorso politico.
Colpisce inoltre chi manca all'appello nell'iniziativa sull'alimentazione: Pro Natura aveva inizialmente sostenuto la raccolta di firme con ampia maggioranza del consiglio dei delegati e ora è l'unica grande associazione ambientalista ad aver deciso la parola d'ordine del No. Greenpeace Svizzera lascia libertà di voto, Quattro Zampe non intende «esprimersi attivamente sull'iniziativa». Restano la promotrice e innumerevoli volontari che hanno investito molto denaro, energia e tempo.
La Protezione Svizzera degli Animali PSA non è del tutto inattiva: sostiene attualmente due iniziative popolari contro l'importazione di prodotti in pelliccia ottenuti con maltrattamenti e di foie gras, e i suoi statuti menzionano espressamente misure politiche e giuridiche, «segnatamente mediante iniziative, petizioni e consultazioni», quali strumenti per il conseguimento dello scopo sociale. Ciò solleva però la domanda del perché l'associazione mantello, forte di molti membri e donazioni, di fronte a oltre 85 milioni di animali macellati ogni anno in Svizzera, non lanci una propria iniziativa nazionale contro lo sfruttamento sistematico negli allevamenti da reddito né sostenga in modo visibile nella campagna di voto un'iniziativa come quella sull'alimentazione. La più piccola organizzazione Animal Rights Switzerland, con una petizione contro l'«esplosione delle cifre di macellazione», ha comunque ottenuto 72 voti favorevoli in Consiglio nazionale. Chi dispone dei mezzi maggiori e della più ampia portata, ma non prende l'iniziativa proprio là dove è coinvolto il numero di gran lunga più elevato di animali, dovrebbe accettare che questa domanda gli venga posta dalla propria base.
Anche qui emerge uno schema: entrambe le iniziative non sono state lanciate dalla PSA, bensì dalla piccola Alliance Animale Suisse, sostenuta dalla fondazione Animal Trust e dalle associazioni Animal Equité e Wildtierschutz Schweiz, e appoggiata nella raccolta firme da una ventina di altre organizzazioni come Swissveg, Animal Rights Switzerland e la VgT. La PSA si è aggiunta con la sua portata e i suoi mezzi solo in seguito come sostenitrice, anziché fare da apripista.
È significativo che in entrambi i casi sia stato lo stesso partito a guidare l'esasperazione del dibattito. Questo non fa dell'UDC l'unico partito che esagera durante le campagne di votazione. Ma dimostra una cosa: chi vuole respingere un progetto dovrebbe prima leggere il testo dell'iniziativa, invece di presentarlo pubblicamente in modo scorretto. La popolazione ha diritto a un dibattito onesto, che si tratti di alimentazione o di caccia per hobby.
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