25 agosto 2026, 08:21

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Ambiente & protezione della natura

Bostrico, siccità e un predatore che nessuno interpella: come il lupo aiuta il bosco

Perché la brucatura indebolisce il bosco e i grandi predatori possono rafforzarne la resilienza.

Redazione Wild beim Wild — 25 agosto 2026

A Steinhausen ZG sono stati recentemente abbattuti 150 abeti rossi.

La siccità aveva indebolito gli alberi, permettendo al bostrico di diffondersi. Il forestale Markus Amhof ha parlato alla «Tagesschau» del lavoro di 30 anni andato distrutto. Anche nella zona di Brugg AG e a Uster ZH il coleottero provoca danni.

Il nesso è noto: se agli abeti rossi manca l'acqua, diminuisce la loro capacità di difendersi con la resina dai bostrici che penetrano. Il caldo accelera inoltre lo sviluppo del bostrico tipografo. Lo stress da siccità e da calore aumenta così notevolmente il rischio di danni da bostrico su vaste superfici.

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Ma nel dibattito su clima e coleottero si trascura spesso un'altra questione: sotto i vecchi popolamenti danneggiati può davvero rinnovarsi un bosco variegato e resiliente?

Quando manca la prossima generazione del bosco

Gli abeti rossi già sotto stress idrico sono particolarmente vulnerabili al bostrico. Molti alberi giovani però finiscono sotto pressione già prima: caprioli, cervi e camosci ne brucano i germogli, soprattutto nelle specie arboree gustose ed ecologicamente preziose.

La brucatura rallenta la crescita e può limitare fortemente la rinnovazione naturale di singole specie. L'Inventario forestale nazionale svizzero ha registrato, per gli alberelli tra i 10 e i 129 centimetri, una brucatura del germoglio apicale del 17,1 per cento; in particolare l'abete bianco e la quercia sono sottoposti a forte pressione.

Questo è determinante per la trasformazione del bosco. Se abete bianco, acero, quercia o sorbo degli uccellatori vengono continuamente compromessi, spesso rimane una rinnovazione più povera. Proprio queste specie arboree possono però contribuire a trasformare i popolamenti puri o fortemente caratterizzati dall'abete rosso in boschi misti più ricchi di struttura e specie.

I popolamenti puri di abete rosso sono particolarmente a rischio per il bostrico tipografo: molti alberi adatti alla riproduzione si trovano fitti gli uni accanto agli altri. I boschi misti non sono immuni dalla siccità o dai bostrichi, ma distribuiscono il rischio su diverse specie arboree e strutture. Una rinnovazione naturale variegata è quindi un elemento importante per boschi più resilienti al clima.

Cosa c'entrano i lupi

Qui entra in gioco un fattore che spesso manca nella discussione sulla salute del bosco: i grandi predatori.

I lupi possono influenzare la rinnovazione forestale in due modi. In primo luogo abbattono ungulati e possono così contribuire localmente a limitarne le popolazioni. In secondo luogo la loro presenza può modificare il comportamento spaziale e temporale di cervo, capriolo e camoscio. Gli animali brucano in condizioni di rischio diverse, in determinate circostanze evitano certi luoghi o momenti e si trattengono meno a lungo nei singoli punti.

In ecologia questo possibile effetto indiretto viene definito «Landscape of Fear». Non si intende che la selvaggina si comporti ovunque allo stesso modo o che la brucatura scompaia automaticamente. L'intensità di un tale effetto dipende dalla densità della selvaggina, dall'habitat, dalla copertura, dai disturbi, dalla stagione, dalla caccia per hobby e dalla presenza locale di predatori.

Per la Svizzera l'area del Calanda nel cantone dei Grigioni fornisce indicazioni importanti. Lì nel 2011 si è formato il primo branco di lupi dell'epoca attuale. Le ricerche condotte dalla scienziata del WSL Andrea Kupferschmid hanno esaminato lo stato del bosco nell'area centrale di questo branco. Per l'abete bianco, l'acero di monte e il sorbo degli uccellatori è stata rilevata una brucatura comparativamente ridotta. I lavori discutono gli effetti diretti e indiretti dei lupi sulla rinnovazione forestale. Non esiste tuttavia una prova univoca del prima e dopo, poiché per il periodo precedente all'insediamento dei lupi non sono disponibili dati standardizzati sulla brucatura per la regione.

Proprio questa limitazione è importante: il lupo non «salva» semplicemente il bosco. Ma è parte di un sistema di effetti ecologici che può influenzare dove e con quale intensità gli ungulati brucano i giovani alberi. Dove la pressione diminuisce localmente, aumentano le probabilità che si affermino più specie arboree e che nasca un bosco giovane più variegato.

Conflitto bosco-selvaggina senza predatori?

Nella politica svizzera della caccia per hobby, il conflitto bosco-selvaggina viene spesso utilizzato come giustificazione per una caccia per hobby più intensa delle popolazioni di ungulati. Il problema della brucatura è reale; riguarda il bosco di protezione, la biodiversità e la capacità di adattamento dei boschi al caldo e alla siccità.

Diventa problematico quando il dibattito viene condotto come se la caccia per hobby fosse l'unica risposta immaginabile. I predatori naturali possono assumere una parte della regolazione delle popolazioni di ungulati e del loro comportamento. Non sostituiscono necessariamente in modo completo la gestione umana degli animali selvatici. Il loro ruolo non deve tuttavia essere escluso a priori.

Obiettivi forestali, interessi della caccia per hobby, esigenze del bosco di protezione e protezione dei grandi predatori devono essere considerati insieme. Chi vuole rafforzare il bosco a lungo termine contro lo stress climatico non può puntare solo sugli abbattimenti e sulle misure tecniche di protezione. Decisivo è anche se i processi naturali possano ottenere di nuovo più spazio.

Il lupo come parte del futuro del bosco

I danni a Steinhausen, Brugg e Uster mostrano quanto le popolazioni di abete rosso diventino vulnerabili sotto lo stress da siccità e caldo. La crisi del bostrico non è un puro problema di coleotteri – rivela quanto il bosco dipenda da una rinnovazione funzionante.

Che sotto le vecchie popolazioni danneggiate cresca un nuovo bosco variegato, contribuisce a determinare quanto bene i boschi svizzeri resisteranno alle future siccità, tempeste e parassiti. La brucatura degli animali selvatici può frenare questo sviluppo. I grandi predatori possono influenzare quanto sia forte e dove si generi questa pressione.

Il lupo non è una soluzione miracolosa per la crisi climatica nel bosco. Il suo ritorno è però un fattore che, in un serio dibattito sulla rinnovazione forestale, sul bostrico e sui boschi resistenti al clima, non può più mancare.

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