20.10.2026, 08:41

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Smaltimento degli animali uccisi con la caccia: rendere noti i costi e verificare un finanziamento secondo il principio di causalità

Gran parte delle volpi e dei tassi uccisi con la caccia viene smaltita senza che la carne o la pelliccia vengano utilizzate. L'intervento chiede trasparenza su quantità, costi e finanziamento pubblico, nonché la verifica di una copertura dei costi secondo il principio di causalità da parte di chi pratica la caccia.

Postulato

Il Consiglio di Stato è incaricato di esaminare e di illustrare in un rapporto

  1. quali dati sono disponibili sul numero e sul peso degli animali uccisi dai cacciatori che vengono eliminati, senza previo utilizzo come alimento o per la pelliccia, tramite i centri di raccolta delle carcasse animali o altre vie di smaltimento, e come tali dati possano essere rilevati e pubblicati annualmente in futuro per specie animale;
  2. quali costi derivano dalla raccolta, dallo stoccaggio temporaneo, dal trasporto e dallo smaltimento, chi li sostiene e in che misura siano già coperti da tasse o altri contributi dei cacciatori;
  3. come i costi finora sostenuti dalla collettività possano essere attribuiti secondo il principio di causalità ai cacciatori o alle società di caccia, quali adeguamenti giuridici siano necessari a tal fine e quali vantaggi e svantaggi presentino tasse individuali o supplementi a destinazione vincolata;
  4. come, nella raccolta dei dati e nella ripartizione dei costi, si possano distinguere i regolari abbattimenti venatori dagli animali investiti, dagli altri animali trovati morti e dagli abbattimenti ordinati dalle autorità.

Il rapporto deve indicare opzioni d'azione concrete e le modifiche legislative necessarie a tal fine.

Motivazione

Secondo una proiezione pubblicata nel rapporto del Consiglio federale «Obbligo di dichiarazione per le pellicce» del 23 maggio 2018 (sezione 3.3), delle circa 27’000 pelliccerie abbattute in Svizzera nel 2015 (circa 22’000 volpi rosse, 3’500 tassi, 1’050 faine, 140 martore) solo circa 9’500 pelli sono state destinate alla produzione di pellicce, ovvero il 38 per cento nel caso della volpe rossa. I dati sugli abbattimenti provengono dalla statistica federale della caccia, quelli sull'utilizzo delle pelli dall'associazione di categoria SwissFur. Il Consiglio federale concluse allora che ogni anno circa 17’500 animali da pelliccia uccisi dai cacciatori vengono smaltiti senza essere utilizzati. A quel tempo una pelle grezza valeva circa otto franchi.

Quanti di questi animali vengano oggi smaltiti tramite centri di raccolta pubblici e quali costi ne derivino non risulta da questi dati. La costruzione e la gestione dei centri di raccolta delle carcasse animali sono di norma a carico dei comuni; i costi di smaltimento sono sostenuti, a seconda del cantone, dai comuni, dal cantone o dalla cassa cantonale per le epizoozie. Per chi consegna gli animali, il conferimento è in molti luoghi gratuito. L'intervento parlamentare intende chiarire se e in quale forma la quota di costi imputabile agli animali uccisi dai cacciatori sia già rilevata e quali dati manchino per un'esposizione pubblica separata.

Lo smaltimento igienicamente sicuro delle carcasse animali è di interesse pubblico. Da ciò non deriva però automaticamente che la collettività debba farsi carico dei costi per gli animali uccisi nella caccia ricreativa e smaltiti senza previo utilizzo come alimento o pelliccia. Tanto meno, dato che persino CacciaSvizzera nel suo documento di posizione del 20 novembre 2025 ammette che l'odierna caccia alla volpe ha a malapena un'influenza limitante percepibile sulla popolazione complessiva. Come principio guida serve il principio di causalità, sancito dall'art. 74 cpv. 2 Cost. per la protezione dell'ambiente. Il Consiglio di Stato dovrà motivare l'attuale ripartizione dei costi e indicare le possibilità di un finanziamento secondo il principio di causalità.

Variante: interpellanza

  1. Quanti animali uccisi dai cacciatori sono stati smaltiti negli ultimi cinque anni nel cantone tramite i centri di raccolta delle carcasse animali, suddivisi per specie?
  2. Quali costi ne sono derivati e chi li ha sostenuti (cantone, comuni, cassa per le epizoozie)?
  3. I cacciatori pagano una tassa per la consegna degli animali abbattuti? In caso negativo, perché no?
  4. Quante delle volpi, dei tassi e delle martore abbattuti sono state utilizzate come alimento o pelliccia e quante sono state smaltite senza tale utilizzo?
  5. Su quali basi giuridiche e interessi pubblici si fonda un eventuale finanziamento pubblico e perché i costi non vengono addebitati, o lo sono solo in parte, ai cacciatori?
  6. Se i dati richiesti non sono disponibili: quali dati vengono già rilevati, quali mancano e con quale onere si potrebbe colmare questa lacuna?

Indicazioni per l'adattamento cantonale