16.10.2026, 07:17

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Divieto della caccia alla volpe nel cantone

1. Mozione

Il Consiglio di Stato è incaricato di presentare le misure legislative e amministrative necessarie per introdurre nel cantone (…) una gestione della volpe scientificamente fondata, ecologicamente adeguata e basata sull'evidenza, ispirata al cantone di Ginevra. Le misure devono seguire l'evidenza scientifica disponibile, secondo cui per la caccia generale e di routine alla volpe nella sua forma attuale non è dimostrato alcun beneficio sufficiente per la regolazione della popolazione, la lotta alle malattie, la protezione della biodiversità o la prevenzione dei danni causati dagli animali selvatici. In particolare, il Consiglio di Stato deve:

  1. vietare la caccia generale alla volpe in tutto il cantone, estendendo a tutto l'anno il periodo di protezione della volpe rossa sulla base dell'art. 5 cpv. 4 della legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e uccelli selvatici (LCP); il divieto comprende tutte le forme di caccia, in particolare la caccia all'aspetto, la posta, la caccia in tana e la caccia con trappole. Restano riservate unicamente le misure puntuali autorizzate dalle autorità ai sensi dei numeri 2 e 3;
  2. consentire l'uccisione di singole volpi solo in casi eccezionali chiaramente definiti, quando sia necessaria per scongiurare un pericolo concreto e rilevante per la sicurezza pubblica o la salute animale o per prevenire danni considerevoli e non sia disponibile alcuna misura efficace e più mite. Ogni intervento deve essere previamente autorizzato e motivato per iscritto dall'autorità cantonale competente, eseguito e documentato dal servizio faunistico cantonale; in caso di pericolo acuto che non ammette indugio, l'intervento deve essere segnalato immediatamente e motivato per iscritto a posteriori;
  3. consentire l'uccisione di una volpe malata o ferita solo se il servizio faunistico cantonale o una veterinaria o un veterinario hanno accertato che non vi è alcuna prospettiva realistica di guarigione e che l'uccisione è necessaria per motivi di benessere animale. Una licenza di caccia (patente o affitto) da sola non autorizza a effettuare tale accertamento; il Cantone non si avvale della possibilità prevista dall'art. 8 cpv. 2 LCP di conferire questa facoltà anche ai titolari di licenza di caccia. Resta salva la soppressione immediata, per porre fine alle sofferenze, di animali gravemente feriti, in particolare dopo incidenti stradali, da parte della polizia, del servizio faunistico o della competente sorveglianza della caccia;
  4. garantire che i provvedimenti nei singoli casi di cui al numero 2 non vengano estesi a prelievi ricorrenti o su vasta scala per la regolazione generale delle popolazioni, per la lotta di routine contro le malattie o per la protezione di animali selvatici o dell'agricoltura, a meno che un servizio scientifico indipendente confermi per iscritto la necessità di un simile programma e la sua valutazione venga pubblicata;
  5. introdurre un monitoraggio regolare e trasparente delle popolazioni di volpi, delle zoonosi e di altri rischi sanitari rilevanti, dei danni causati dalla fauna selvatica e degli indicatori di biodiversità; indicare le perdite distinguendo tra animali trovati morti, abbattimenti eccezionali di cui al numero 2 e uccisioni di animali malati o feriti di cui al numero 3; pubblicare annualmente i risultati e riferire al parlamento cantonale dopo tre anni;
  6. dare la priorità a misure efficaci, non letali e scientificamente fondate, in particolare vaccinazioni, lotta contro i parassiti, recinzioni, valorizzazione degli habitat, gestione dei rifiuti a prova di volpe, informazione della popolazione sulle conseguenze dell'alimentazione degli animali selvatici nonché misure di protezione mirate per specie minacciate o animali da reddito.

Nel suo progetto il Consiglio di Stato tiene conto delle necessarie disposizioni transitorie, in particolare per quanto riguarda le pianificazioni venatorie esistenti, i rapporti di affitto di caccia in corso e le autorizzazioni di caccia già rilasciate.

2. Motivazione

Ogni anno in Svizzera tra 15’000 e 25’000 volpi rosse vengono uccise da cacciatori ricreativi.[1] In Germania il carniere supera le 450’000 volpi[2], in Francia ogni anno vengono uccise circa 500’000-600’000 volpi con la caccia, la caccia con trappole e la caccia in tana[3], in Polonia circa 180’000[4] e in Spagna circa 170’000[5]. In totale, in Europa ogni anno vengono uccise ben oltre un milione di volpi nell'ambito della caccia ricreativa.

Come obiettivi della caccia ricreativa alla volpe vengono solitamente indicati i seguenti motivi:

  • a) lotta alle epidemie,
  • b) regolazione della popolazione,
  • c) protezione di altre specie animali,
  • d) prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica,
  • e) esercizio della caccia come tradizione.

Studi scientifici e la perizia dell'unità di ricerca SWILD, commissionata dal Cantone di Zugo, mostrano la seguente situazione riguardo ai motivi da a) a d):

a) Prevenzione delle malattie

In Svizzera la rabbia è stata eliminata con esche vaccinali, non con la caccia.[6] Anche in altri Paesi europei la lotta alla rabbia è rimasta senza successo finché sono stati impiegati soltanto metodi letali come la caccia, l'avvelenamento o la gassazione.[15]

Con esche antielmintiche distribuite ripetutamente è dimostrato che si può ridurre la prevalenza della tenia della volpe.[7] La caccia supplementare si è invece rivelata inadatta: in uno studio sul campo di quattro anni nella regione di Nancy, il tasso di infestazione delle volpi da parte della tenia della volpe nella zona sottoposta a caccia intensiva è salito dal 40 al 55 per cento, mentre nella zona di controllo è rimasto stabile.[8] La caccia può dunque rivelarsi controproducente, perché l'uccisione di animali territoriali comporta una maggiore immigrazione e mobilità, aumentando così i tassi di contatto e di infezione tra gli animali.[10]

Per quanto riguarda la rogna, non è provato che la caccia ne rallenti la diffusione; la letteratura sulla rogna nella volpe rossa descrive piuttosto che la malattia si diffonde anche nelle popolazioni cacciate e che non tutte le volpi infette muoiono, anche quando presentano zone prive di pelo.[9] La caccia non è in grado di distinguere gli animali resistenti da quelli sensibili e colpisce così anche le volpi che hanno superato la malattia. Nel Cantone di Ginevra le volpi affette da rogna vengono abbattute dal servizio faunistico solo se sono già troppo debilitate.[15]

Dal divieto di caccia alla volpe entrato in vigore in Lussemburgo nel 2015, il monitoraggio statale non fornisce alcun indizio del temuto aumento della prevalenza della piccola tenia della volpe; i valori misurati sono anzi scesi dal 39,7 per cento nel 2014 al 9,8 per cento nel 2023.[11]

In sintesi, per la caccia ricreativa alla volpe non è dimostrato alcun beneficio nella prevenzione o nella lotta alle malattie; nel caso della tenia della volpe è dimostrato che risulta controproducente.

b) Regolazione della popolazione

Nonostante la caccia intensiva, le popolazioni di volpi rimangono stabili su superfici più ampie.[13] L'immigrazione e la maggiore riproduzione compensano rapidamente le riduzioni locali.[14] Una riduzione locale della densità di volpi è raggiungibile solo con un impegno molto elevato e continuo su grandi superfici, come quello che la caccia ricreativa generale non è in grado di garantire.[15] Alla stessa conclusione giunge il rapporto tecnico di Zugo: la caccia alla volpe praticata oggi non avrebbe alcun effetto regolatore sulle popolazioni di volpi; queste sarebbero limitate dalla disponibilità di risorse e dalle malattie.[15]

La caccia ricreativa alla volpe nella sua forma attuale non è quindi né efficace né necessaria per regolare le popolazioni di volpi.

c) Protezione di altre specie animali e biodiversità

Secondo lo stato della ricerca, il declino delle specie rare è dovuto in primo luogo alla perdita di habitat e all'agricoltura intensiva; la predazione da parte della volpe è un fattore tra molti.[16] Singoli progetti di protezione delle specie dimostrano che una caccia molto intensiva e prolungata a volpi e altri predatori su aree più vaste può aumentare il successo riproduttivo di determinate specie; questo impegno non è presente nella caccia ricreativa generale e, non appena viene meno, subentrano i meccanismi di compensazione della popolazione di volpi.[15] L'efficacia di singoli programmi intensivi di protezione delle specie non giustifica pertanto una caccia alla volpe generalizzata su tutto il territorio.

Gli uccelli nidificanti a terra vengono ad esempio protetti con grande successo nel Wauwilermoos, nel canton Lucerna, recintando i loro nidi. Inoltre, il paesaggio agricolo modificato viene individuato come problema principale per gli uccelli nidificanti a terra in questione.[17] Per la lepre comune, il miglioramento delle condizioni dell'habitat è la misura prioritaria; con adeguate riqualificazioni è possibile ottenere una maggiore densità di lepri anche senza cacciare la volpe.[15]

Nel monitoraggio nazionale della lepre comune del 2016, la densità più alta tra tutte le aree di conteggio è stata misurata nel cantone di Ginevra, l'unico cantone senza caccia ricreativa dal 1974: 17,7 lepri comuni ogni 100 ettari nell'area GE03. Tutte e tre le aree di conteggio ginevrine, con 13,5-17,7 lepri comuni ogni 100 ettari, si collocavano di gran lunga al di sopra della mediana svizzera di 3,4, come già da almeno due decenni.[18] Questo confronto non è un esperimento controllato, ma mostra che densità elevate di lepri comuni e la rinuncia alla caccia alla volpe sono compatibili.

I dati disponibili non forniscono quindi alcuna prova solida del fatto che la caccia ricreativa generalizzata alla volpe, nella sua forma attuale, serva alla biodiversità o alla protezione delle lepri e degli uccelli nidificanti al suolo.

d) Prevenzione dei danni causati dalla selvaggina

Il cantone di Ginevra ha abolito la caccia ricreativa, compresa la caccia alla volpe, nel 1974.[19] Su richiesta, Ginevra ha segnalato danni causati dalla volpe, che tuttavia non sono considerati eccessivi. Secondo il rapporto tecnico di Zugo, dal 2005 al 2025 il cantone di Ginevra ha versato complessivamente CHF 77’135 di indennizzi alle aziende agricole, in media circa CHF 4’500 all'anno. Nel cantone di Zugo, dove la volpe viene cacciata, tra il 2012 e il 2025 sono stati comunque segnalati 67 casi di danno per una somma complessiva di CHF 28’088.70, in media circa CHF 2’000 all'anno.[20] Queste somme si basano su periodi e regole di indennizzo diversi; mostrano tuttavia che in entrambi i casi i danni causati dalle volpi sono ridotti e non scompaiono con la caccia.

Più significativo è il confronto diretto: Pépin et al. (2025) hanno osservato per quattro anni la predazione delle volpi sulle galline in aree con e senza caccia alla volpe. La caccia non ha portato né a una riduzione significativa delle popolazioni di volpi né a differenze nei tassi di danno; la protezione dei recinti all'aperto con reti in alto e in basso ha invece ridotto in modo significativo la predazione da parte delle volpi.[15]

Talvolta si sostiene che la caccia alla volpe contribuisca a ridurre il numero di incidenti con volpi. Non esistono prove scientifiche in tal senso. Secondo il rapporto tecnico di Zugo, in Svizzera il numero di abbattimenti è in calo dal 1996, mentre il numero di volpi uccise sulla strada per milione di chilometri percorsi dai veicoli ristagna dalla metà degli anni Novanta e dal 2010 tende a essere più basso.[21]

I problemi con le volpi e i sacchi della spazzatura lasciati all'aperto si possono risolvere con una migliore gestione dei rifiuti, ad esempio con contenitori a prova di volpe, come i tradizionali contenitori in metallo largamente utilizzati in Svizzera.

I dati disponibili non forniscono quindi alcuna prova solida del fatto che la caccia ricreativa sistematica alla volpe contribuisca in modo significativo alla prevenzione dei danni causati dalla selvaggina.

e) Esercizio della caccia come tradizione

La popolazione non è a conoscenza della portata della caccia alla volpe né delle evidenze scientifiche. Ci si chiede quanto sostegno incontrerebbe tra la popolazione la prosecuzione della caccia ricreativa alla volpe nella misura attuale, se le evidenze scientifiche fossero note. Inoltre, uno sfruttamento non avviene praticamente più: la carne non viene utilizzata e per la pelliccia la domanda è quasi inesistente.[22] La sola tradizione non può giustificare l'uccisione ogni anno di migliaia di animali non umani senza alcun beneficio dimostrabile.

Conclusione

Le evidenze scientifiche esposte riguardo ai motivi da a) a c) e le esperienze di Ginevra riguardo al motivo d) indicano che la caccia di routine alla volpe non è un mezzo efficace per la regolazione della popolazione, la prevenzione delle malattie, la promozione della biodiversità o la prevenzione dei danni. Non è più sostenibile uccidere ogni anno in tutta la Svizzera da 15’000 a 25’000 volpi senza un beneficio dimostrato. L'onere di dimostrare il beneficio spetta a chi vuole uccidere questi animali, non a chi mette in discussione tale pratica. Laddove sorgono conflitti concreti, questi vanno risolti in modo mirato, proporzionato e in via prioritaria con misure non letali. È quindi opportuno che il Consiglio di Stato attui le misure da 1 a 6 elencate nella mozione.

Si osserva inoltre che Ginevra e il Lussemburgo[23] hanno abolito la caccia alla volpe. Su richiesta, il Cantone di Ginevra ha confermato che non si sono registrati danni eccessivi all'agricoltura o alla biodiversità, né focolai eccessivi di malattie, né una «sovrappopolazione». Il Cantone di Zugo, in risposta a una petizione volta a verificare la necessità scientifica della caccia alla volpe, ha incaricato un servizio specializzato esterno di rispondere alla petizione sotto forma di rapporto. Il rapporto rileva che la caccia alla volpe praticata oggi non regola con successo le popolazioni e non riduce il rischio di infezione da malattie, ma può addirittura aumentarlo, e che le popolazioni di volpi non aumenterebbero in modo apprezzabile in caso di rinuncia alla caccia alla volpe.[24] La commissione della caccia di Zugo ha quindi deciso il 16 giugno 2026 di non promuovere più in modo proattivo la caccia alla volpe. Il Consiglio di Stato del Cantone di Basilea Città ha dichiarato il 30 giugno 2026 di essere aperto a un esame approfondito della rinuncia alla caccia regolare alla volpe rossa.[25]

Il diritto federale non osta a un divieto cantonale. Secondo l'art. 5 cpv. 4 LCP i cantoni possono prolungare i periodi di protezione o restringere l'elenco delle specie cacciabili. Le misure contro singoli animali che causano danni considerevoli restano possibili secondo l'art. 12 cpv. 2 LCP. Secondo l'art. 8 LCP i guardiacaccia e gli ispettori della caccia possono abbattere in ogni momento animali malati o feriti; se questa facoltà venga concessa anche ai titolari di licenza di caccia lo decide il cantone, e la mozione vi rinuncia. Non si chiede una messa sotto protezione: la volpe rossa rimane una specie cacciabile con periodo di protezione per tutto l'anno. I compiti dei titolari di licenza di caccia in caso di incidenti con la fauna selvatica restano invariati. L'onere esecutivo si sposta dall'amministrazione della caccia al monitoraggio e alla rendicontazione; gli abbattimenti di regolazione da parte del servizio faunistico sono rari: nel cantone di Ginevra negli ultimi due anni non ce ne sono stati.[26]

3. Fonti

  1. Senza i cosiddetti abbattimenti speciali. Statistica federale della caccia, numeri di abbattimenti della volpe rossa, https://www.jagdstatistik.ch/de/statistics
  2. Deutscher Jagdverband: Jahresjagdstrecke Deutschland 2024/2025, Rotfuchs (carniere dei Länder; dato dell'associazione, non esiste una statistica federale ufficiale), https://www.jagdverband.de/sites/default/files/2026-03/2026-02_Infografik_Primaerwert_Jahresjagdstrecke_Deutschland_2024_2025.jpg
  3. Assemblée nationale, Commission du développement durable et de l’aménagement du territoire, Compte rendu (dichiarazione di una deputata su abbattimento, cattura con trappole e caccia in tana considerati insieme), https://www.assemblee-nationale.fr/dyn/17/comptes-rendus/cion-dvp/l17cion-dvp2526038_compte-rendu.pdf
  4. Stacja Badawcza PZŁ Czempiń (2024): Sytuacja zwierzyny 2024, stagione di caccia 2023/24, https://czempin.pzlow.pl/wp-content/uploads/2024/12/SytuacjaZwierzyny2024.pdf
  5. Ministerio para la Transición Ecológica y el Reto Demográfico (MITECO): Estadística anual de caza, https://www.miteco.gob.es/es/biodiversidad/estadisticas/est_anual_caza.html
  6. Ufficio federale della sanità pubblica UFSP: Rabbia, https://www.bag.admin.ch/de/tollwut
  7. König A. et al. (2019): Effective long-term control of Echinococcus multilocularis in a mixed rural-urban area in Germany, https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6461256/; Comte S. et al. (2013): Fox baiting against Echinococcus multilocularis: Contrasted achievements among two medium size cities, https://www.swild.ch/sites/default/files/publications/Comte_PreVetMed2013.pdf; Takahashi K. et al. (2013): Efficacy of anthelmintic baiting of foxes against Echinococcus multilocularis in northern Japan, https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0304401713004548
  8. Comte S. et al. (2017): Echinococcus multilocularis management by fox culling: An inappropriate paradigm, Preventive Veterinary Medicine 147, pag. 178–185, https://doi.org/10.1016/j.prevetmed.2017.09.010
  9. Constantin E.-M. (2005): Epidemiologische Untersuchung zur Verbreitung der Räude beim Rotfuchs (Vulpes vulpes) in Baden-Württemberg, https://refubium.fu-berlin.de/handle/fub188/6813; Davidson R., Bornstein S., Handeland K. (2008): Long-term study of Sarcoptes scabiei infection in Norwegian red foxes, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18586406/; Pisano S. R. R. et al. (2019): Spatiotemporal spread of sarcoptic mange in the red fox in Switzerland, https://parasitesandvectors.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13071-019-3762-7; Pence D. B. & Ueckermann E. (2002): Sarcoptic mange in wildlife, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11974622/
  10. Prentice J. (2012): The perturbation effect in wildlife systems, https://etheses.whiterose.ac.uk/id/eprint/3233/1/jamie-thesis.pdf
  11. Administration de la nature et des forêts, Lussemburgo (2025): Rapporto tecnico sulla gestione della fauna selvatica e la caccia, n. 10, pag. 35, https://environnement.public.lu/content/dam/environnement/documents/chasse/2025/anf-hum-bulletinchasse10-web-20250327.pdf; riportato in SWILD (2026), fig. 10
  12. Davidson R., Bornstein S., Handeland K. (2008), come fonte 9.
  13. Keuling O. et al. (2011): The German Wildlife Information System (WILD) – Population densities and den use of red foxes 2003–2007 in Germany, https://www.researchgate.net/publication/222103481; Baker P. J. et al. (2002): Effect of British hunting ban on fox numbers, Nature 419, https://wildbeimwild.com/wp-content/uploads/2023/08/7-Baker-British-ban-effect-on-fox-numbers-2002.pdf; Kämmerle J.-L. et al. (2019): Restricted-area culls and red fox abundance: Are effects a matter of time and place?, https://conbio.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/csp2.115
  14. Kämmerle J.-L. et al. (2019), come fonte 13.
  15. SWILD (2026): Basi scientifiche per la caccia alla volpe. Rapporto tecnico su incarico della Direzione dell'interno del Cantone di Zugo, 2ª versione del 7 maggio 2026 (rabbia pag. 11, rogna a Ginevra pag. 14, biodiversità pag. 12, Pépin et al. pag. 13, conseguenze di un divieto pag. 18), https://cdn.zg.ch/dam/jcr:564a8a41-d4d5-4a52-b4ae-841094af8e66/BE_WissGrundlagenFuchsjagd-ZG_SWILD_20260507_V2.pdf
  16. Knauer F. et al. (2010): A statistical analysis of the relationship between red fox and prey species, https://nsojournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.2981/07-040; The impact of Agri-Environment Schemes (AES) and red fox (Vulpes vulpes) on the density of European brown hare (Lepus europaeus) populations in Hungary, https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2024.06.10.598166v1.full; Kujawa K. & Łęcki R.: Does Red Fox Vulpes vulpes Affect Bird Species Richness and Abundance in an Agricultural Landscape?, https://www.researchgate.net/publication/233679427; Spaar R. et al. (2012): Elemente für Artenförderungsprogramme Vögel Schweiz, https://www.artenfoerderung-voegel.ch/assets/files/fachberichte/Spaar_etal_2012_Elemente_fuer_Artenfoerderung_Voegel.pdf
  17. Korner P., Hohl A., Horch P.: Brood protection is essential but not sufficient for population survival of lapwings Vanellus vanellus in central Switzerland, https://nsojournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/wlb3.01175
  18. Hoffmann J. (2016): Schweizer Feldhasenmonitoring 2016. Stazione ornitologica svizzera, Sempach, https://wildbeimwild.com/wp-content/uploads/2017/04/feldhasenmonitoring-2016.pdf; Fischer C. & Tagand R. (2012): Spatial behaviour and survival of translocated wild brown hares, Animal Biodiversity and Conservation 35.2, pag. 189–196, https://www.researchgate.net/publication/236025085
  19. SWILD (2026), pag. 9 e 14, come fonte 15.
  20. SWILD (2026), pag. 8 e 15, come fonte 15.
  21. SWILD (2026), pag. 11, fig. 5, come fonte 15.
  22. SWILD (2026), pag. 8, come fonte 15.
  23. Luxemburger Wort: La caccia alla volpe resta vietata, https://www.wort.lu/luxemburg/fuchsjagd-bleibt-verboten/1067638.html
  24. SWILD (2026), pag. 18 e 19, come fonte 15.
  25. Lettera della Direzione dell'interno del Cantone di Zugo del 19 giugno 2026 al firmatario della petizione; decisione del Consiglio di Stato del Cantone di Basilea Città del 30 giugno 2026 relativa all'interpellanza scritta Brigitta Gerber concernente la necessità della caccia alla volpe (P265186), https://www.bs.ch/regierungsratsbeschluesse/P265186
  26. SWILD (2026), pag. 14 e 15, fig. 7, come fonte 15.

Per approfondire

  • Statistica federale della caccia Link
  • Spiegazioni e fonti Link
  • Letteratura scientifica: Studi sulla volpe rossa
  • I cacciatori diffondono malattie: 
  • La caccia favorisce le malattie: 
  • Cacciatori ricreativi nella criminalità: L'elenco
  • Il divieto della caccia insensata alla volpe è ormai improrogabile: articolo
  • Il Lussemburgo proroga il divieto di caccia alla volpe: articolo
  • Caccia minore e malattie della fauna selvatica: articolo
  • Dissuasione degli animali selvatici: articolo