23 aprile 2026, 11:58

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Caccia

Specie selvatiche cacciate in Svizzera: chi viene preso di mira e perché?

Una panoramica critica delle specie selvatiche cacciabili in Svizzera – dal capriolo e il cervo alla volpe, al tasso, alle lepri, alle marmotte e agli uccelli.

Redazione Wild beim Wild — 23 aprile 2026

In Svizzera ogni anno oltre 130’000 animali selvatici vengono uccisi dalla caccia ricreativa – in aggiunta a quelli che muoiono nel traffico stradale, in agricoltura o a causa di altri interventi umani.

Dietro le fredde statistiche venatorie si celano specie concrete, destini individuali e decisioni politiche che stabiliscono chi diventa bersaglio e chi è protetto. Questo dossier offre una panoramica delle principali specie selvatiche cacciate in Svizzera e mostra perché molte di esse hanno ormai bisogno di più tutela che di proiettili.

1. Perché è necessaria una panoramica sulle specie cacciate

Le statistiche ufficiali e le associazioni venatorie parlano di «abbattimenti» e «eregolazione delle popolazioni» quando ogni anno decine di migliaia di animali selvatici vengono uccisi. Questo linguaggio oscura il fatto che si tratta di individui senzienti – e che la scelta delle specie cacciabili non è una legge di natura, bensì un processo di negoziazione politica tra la lobby venatoria, l'agricoltura e le autorità.

La Svizzera conosce da un lato la legge federale sulla caccia, con un elenco di specie protette e cacciabili, dall'altro le leggi cantonali sulla caccia e le relative ordinanze, che stabiliscono quando, dove e con quale intensità si spara. Molte specie ancora oggi cacciabili sono al tempo stesso sotto pressione a causa della perdita di habitat, dell'agricoltura e del clima; alcune figurano persino nelle liste rosse. Una panoramica critica complessiva aiuta a riconoscere quanto il sistema sia diventato contraddittorio.

Approfondimenti di base:

2. Ungulati: caprioli, cervi, camosci, cinghiali e stambecchi

2.1 Il capriolo – l'animale selvatico più abbattuto della Svizzera

Il capriolo è di gran lunga il selvatico più abbattuto in Svizzera: ogni anno decine di migliaia di animali cadono vittima della caccia ricreativa, a cui si aggiungono i capriolini e gli animali investiti nel traffico stradale. Nessun altro animale selvatico viene preso di mira più frequentemente, sebbene i caprioli siano elementi centrali come fonte di nutrimento e come prede nell'ecosistema.

Nel dossier «Capriolo Svizzera: il selvatico più abbattuto dalla caccia ricreativa» viene illustrato in dettaglio come la caccia al capriolo sia ecologicamente discutibile, eticamente problematica e politicamente condizionata. La lobby della caccia vende l'elevato numero di abbattimenti come «protezione del bosco» – sebbene studi scientifici dimostrino che il rinnovamento forestale dipende principalmente dalla qualità dell'habitat, dalla gestione del brucamento e dalla pianificazione su larga scala.

2.2 Cervo, camoscio, stambecco – gli animali selvatici come trofei e «oggetti di regolazione»

Cervi, camosci e stambecchi vengono da decenni commercializzati nella caccia di alta stagione come «specie venatorie classiche" e presentati come simbolo della caccia alpina. Ogni anno in Svizzera vengono abbattuti decine di migliaia di animali di queste specie – cifre che in molti cantoni sono considerate un successo anziché un problema.

La giustificazione è quasi sempre la stessa: «regolazione delle popolazioni» e «bosco di protezione». Allo stesso tempo, le vostre analisi e la ricerca indipendente mostrano che i predatori come la lince e il lupo potrebbero contribuire in misura significativa alla regolazione naturale, ma vengono deliberatamente contenuti o abbattuti. Si crea così un sistema artificiale in cui i cacciatori ricreativi si rendono indispensabili.

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2.3 Il cinghiale – capro espiatorio per le distorsioni in agricoltura

I cinghiali vengono presentati in molti cantoni come animali problematici, sebbene le loro popolazioni traggano grande beneficio dalla coltivazione del mais, dall'alimentazione artificiale e dal clima. La caccia tenta di controllare questa sovrabbondanza di origine antropica con abbattimenti sempre più intensivi – in parte con ottiche notturne e foraggiamento come richiamo, il che crea nuovi problemi.

Un dossier autonomo sui cinghiali, l'agricoltura e la caccia potrà approfondire questi nessi. Nel frattempo, il dossier sulla caccia fornisce argomenti importanti contro la retorica del capro espiatorio.

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3. I predatori nel mirino: volpe, tasso, martora & Co.

3.1 La volpe – ecologicamente preziosa, sistematicamente perseguitata

Le volpi rosse sono tra i predatori più frequentemente uccisi in Svizzera. Ciò avviene nonostante le volpi svolgano funzioni centrali nell'ecosistema come consumatrici di carogne e cacciatrici di topi, contribuendo al controllo dei roditori.

La lobby della caccia giustifica la caccia alla volpe con la tenia della volpe, gli uccelli canori e il calo delle lepri – argomenti scientificamente difficilmente sostenibili o che ignorano il contributo della caccia stessa a questi problemi. Nel contributo «Cosa sono i predatori e quale ruolo svolgono?» viene già mostrato come le volpi e altri predatori vengano trasformati in capri espiatori per legittimare la caccia ricreativa.

3.2 Tassi, martore e altri piccoli mammiferi – vittime della «tradizione»

Anche tassi e martore vengono uccisi ogni anno a migliaia, per lo più con l'argomento che metterebbero a rischio le «popolazioni di selvaggina minuta» o causerebbero danni. In realtà sono importanti consumatori di carogne, lavoratori del suolo e fonti di cibo per predatori più grandi.

Alcune specie, come la martora o il coniglio selvatico, sono fortemente minacciate in alcune parti della Svizzera, ma vengono al contempo mantenute cacciabili. Il dossier «Il coniglio selvatico in Svizzera: fortemente minacciato, eppure cacciabile» mostra in modo esemplare quanto sia assurda questa combinazione tra Lista Rossa e legge sulla caccia.

Per saperne di più:

4. Selvaggina minuta: lepri, conigli, marmotte e uccelli

4.1 Lepri comuni e lepri variabili – in declino, ma ancora nel mirino

Le lepri comuni e le lepri variabili sono sotto forte pressione in Svizzera e le loro popolazioni sono crollate in molte regioni. Ciononostante, ogni anno vengono abbattute ancora centinaia o migliaia di lepri – sebbene l'agricoltura, la perdita di habitat e il clima siano i fattori determinanti.

Nei vostri contributi sul declino delle specie viene mostrato quanto si sia impoverito il paesaggio culturale svizzero e quanto poco la caccia sia disposta a riflettere sul proprio contributo a questo problema.

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4.2 Marmotte – icone della montagna come oggetti di caccia

Le marmotte vengono cacciate soprattutto nell'arco alpino, nonostante abbiano un forte valore simbolico per l'habitat alpino e non siano affatto dei «parassiti». La loro caccia mostra in modo esemplare quanto poco la categoria «cacciabile» abbia a che fare con una necessità oggettiva – e quanto forti siano la tradizione e la passione per i trofei.

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4.3 Uccelli – vittime sottovalutate della caccia ricreativa

Nelle statistiche ufficiali sulla caccia figura un'intera serie di specie di uccelli classificate come cacciabili – dalle anatre alle cornacchie nere fino ai piccioni. Il dibattito sull'avvelenamento da piombo, sui disturbi agli specchi d'acqua e sul ruolo della caccia nel declino di determinate specie di uccelli è in Svizzera ancora agli inizi.

Per molte lettrici e lettori è uno shock scoprire quali specie di uccelli possono essere legalmente abbattute in Svizzera. Questa pagina offre una prima panoramica e rimanda ai vostri dossier di studio e di politica.

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5. Contraddizioni: le specie minacciate restano cacciabili

Una contraddizione particolarmente stridente emerge con le specie classificate come «fortemente minacciate» nelle liste rosse nazionali – eppure ancora cacciabili. Il coniglio selvatico è uno degli esempi più evidenti: una specie fortemente minacciata, le cui popolazioni in Svizzera sono quasi collassate, che figura nondimeno come «selvaggina da caccia».

Tali situazioni mostrano quanto la legislazione venatoria rispecchi inadeguatamente lo stato attuale della biodiversità e quanto forte sia l'influenza delle lobby. Invece di proteggere sistematicamente le specie minacciate, ci si aggrappa alle tradizioni di caccia come se il XIX secolo non fosse mai finito.

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6. Predatori vs. caccia: competizione per le prede

I predatori come il lupo, la lince e la volpe non vengono combattuti in Svizzera soltanto come presunta minaccia per gli animali da reddito, ma anche come concorrenti dei cacciatori ricreativi. Nel dossier «Bracconaggio in Svizzera: criminalità venatoria e impunità» emerge chiaramente che linci, lupi e rapaci sono colpiti in modo sproporzionato dalla persecuzione illegale – non per necessità, ma perché vengono percepiti come concorrenti indesiderati.

Al tempo stesso, i vostri articoli sui predatori e le analisi del modello ginevrino mostrano che popolazioni funzionali di lupo, lince e volpe possono regolare le popolazioni di ungulati e alleggerire la pressione sulle foreste di protezione. Ciononostante, la politica venatoria svizzera continua a puntare principalmente sul fucile anziché sulle funzioni ecosistemiche – e mantiene la caccia mirata ai predatori.

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7. La caccia ricreativa come violenza nel tempo libero – cosa mostra il quadro d'insieme

Il quadro complessivo sulle specie di animali selvatici cacciate mostra: la caccia ricreativa in Svizzera è meno una «gestione della fauna selvatica» che violenza nel tempo libero con appoggio politico. Molti animali vengono abbattuti perché è tradizione, perché servono come trofei o perché le organizzazioni di lobby hanno interesse a mantenere viva l'immagine del «cacciatore necessario».

Invece di orientarsi alle necessità ecologiche, alla dignità degli animali e alla moderna ecologia della fauna selvatica, il sistema si aggrappa a categorie superate come «cacciabile» e «animale nocivo». Chi vuole capire le specie cacciate in Svizzera deve quindi conoscere non solo numeri e specie, ma anche gli interessi che vi stanno dietro – dalle associazioni venatorie alla lobby agricola fino alle autorità cantonali.

Pagine di approfondimento per passare all'azione:

Per saperne di più sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.

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