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FAQ

Cosa sono i predatori e quale ruolo svolgono?

I predatori – ovvero specie di fauna selvatica che cacciano altri animali come cibo – dal punto di vista ecologico non sono una minaccia, ma un elemento fondamentale di ecosistemi funzionanti.

Redazione Wild beim Wild — 18 marzo 2026

In Svizzera fanno parte di questa categoria lupo, lince, orso bruno così come specie più piccole come volpe, tasso, puzzola e martora.

Nonostante questo ruolo ecologico, i predatori in Svizzera vengono sistematicamente perseguitati, regolamentati e – nel caso di lupo e lince – sempre più spesso abbattuti legalmente. Questo articolo spiega cosa fanno i predatori, perché i cacciatori per hobby li vedono come concorrenti e cosa dice la scienza sul loro status di protezione.

Cos'è la cascata trofica? Il principio di Yellowstone

L'esempio più noto della forza ecologica dei predatori è il Parco Nazionale di Yellowstone negli USA. I lupi furono sterminati nel 1926 e reintrodotti nel 1995. Quello che seguì superò ogni aspettativa: i lupi regolarono la popolazione di alci (specie di cervo nordamericana). Gli alci modificarono il loro comportamento ed evitarono valli profonde e rive dei fiumi. Nelle valli alleviate si ripresero salici, pioppi tremuli e pioppi. I castori tornarono perché c'erano di nuovo rami di salice. Gli stagni dei castori modificarono il bilancio idrico dei fiumi. Pesci, anfibi e uccelli acquatici beneficiarono dei nuovi habitat.

Questo effetto viene chiamato dall'ecologia cascata trofica: i cambiamenti a un livello della catena alimentare scatenano effetti a cascata su altri livelli. I predatori stanno al vertice di questa cascata. Dove mancano, gli ecosistemi perdono la loro dinamica e complessità. Il principio di Yellowstone non vale solo in Nord America. Studi dall'Europa – tra cui dalla Svizzera, Scandinavia e Polonia – documentano effetti simili dopo il ritorno di lupo e lince.

La lince in Svizzera: regolazione del capriolo e ringiovanimento forestale

La lince (Lynx lynx) fu reinsediata in Svizzera negli anni '70 e da allora si è stabilita in diverse regioni. La sua preda principale è il capriolo – più precisamente, caprioli deboli, malati e vecchi, che cattura preferibilmente grazie alla sua percezione sensoriale superiore.

Le conseguenze di questa selezione sono ecologicamente significative: primo, popolazioni di caprioli più sane – la fitness genetica della popolazione aumenta perché gli individui deboli vengono eliminati prima. Secondo, meno danni da brucamento nella foresta: dove le linci sono presenti, il capriolo cambia il suo comportamento ed evita spazi aperti, proteggendo così i giovani alberi in posizioni esposte. Terzo, ringiovanimento forestale: studi dal Giura e dai Grigioni mostrano che in aree con presenza di lince il ringiovanimento forestale è significativamente migliore che in aree senza lince.

KORA – Ecologia dei Carnivori e Gestione della Fauna Selvatica (il centro di ricerca svizzero per i predatori) ha documentato questi nessi in diversi studi. La conclusione è chiara: la lince è un guadagno per la foresta svizzera – e una concorrenza per i cacciatori per hobby, il che spiega perché le associazioni venatorie fanno lobbying contro la protezione della lince. Maggiori informazioni sulla lince in Svizzera nel nostro dossier.

Il lupo in Svizzera: ritorno, impatto e conflitti

Il lupo (Canis lupus) è tornato naturalmente dall'Italia in Svizzera negli anni '90. Secondo KORA – Ecologia dei Carnivori e Gestione della Fauna Selvatica nel 2025/26 vivevano circa 43 branchi di lupi in Svizzera. L'impatto ecologico del lupo sulle popolazioni di cervi è analogo all'effetto Yellowstone: i lupi regolano le popolazioni di cervi, specialmente animali più vecchi, più deboli e malati. In regioni con presenza di lupi, studi mostrano un cambiamento comportamentale dei cervi rossi. Un minor brucamento da parte dei cervi in certe aree forestali può contribuire al recupero della foresta protettiva – un tema esistenziale per la Svizzera.

Maggiori informazioni sul nesso tra predatori e foresta protettiva nel Dossier sul conflitto foresta-fauna selvatica. Informazioni complete sul lupo offre il nostro Dossier sui lupi.

Lo sciacallo dorato: nuovo predatore in Svizzera

Lo sciacallo dorato (Canis aureus) si sta diffondendo dall'Europa sudorientale verso l'Europa centrale dagli anni 2010 e ha raggiunto anche la Svizzera. È significativamente più piccolo del lupo – simile a un cane di taglia media – e si nutre principalmente di piccoli mammiferi, carogne, frutti e occasionalmente di piccoli animali selvatici o discendenti di animali da reddito.

Lo sciacallo dorato attualmente non è ancora un abitante stabilmente insediato in Svizzera con popolazioni stabili, ma singoli esemplari vengono regolarmente documentati. Occupa una nicchia ecologica e può contribuire alla regolazione delle popolazioni di piccoli animali. La reazione della lobby venatoria allo sciacallo dorato è notevole: benché difficilmente possa essere considerato un concorrente della caccia per hobby, negli ambienti venatori viene già definito «problematico» – uno schema che si ripete con ogni nuovo predatore.

Convenzione di Berna e status di protezione: cosa dice il diritto internazionale

La Convenzione di Berna (Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa) è il più importante accordo europeo per la protezione della natura. Lupo, lince e orso bruno sono elencati nell'Allegato II della Convenzione di Berna come «specie animali rigorosamente protette». Ciò significa che gli Stati contraenti – tra cui la Svizzera – sono obbligati a proteggere queste specie e a conservarne gli habitat.

Deroghe dal regime di protezione sono consentite solo in condizioni ristrette: devono servire alla protezione della salute pubblica o della sicurezza, prevenire danni gravi o essere nell'interesse della ricerca. Il livello di protezione della Convenzione di Berna è sempre più sotto pressione: la Commissione UE ha proposto nel 2024 un declassamento dello status di protezione del lupo da «rigorosamente protetto» a «protetto» – su pressione della lobby venatoria e agricola.

Revisione LCP 2025: cosa è cambiato in Svizzera

La Legge riveduta sulla caccia e la protezione (LCP) è entrata in vigore il 1° febbraio 2025. Dal punto di vista dei predatori sono rilevanti i seguenti cambiamenti: i Cantoni possono ora abbattere lupi preventivamente e in maggior numero, senza che debba essere dimostrato un danno specifico. Le autorità possono agire più rapidamente quando viene superata una determinata dimensione della popolazione di lupi. WWF, Pro Natura, BirdLife Svizzera e altre organizzazioni di protezione della natura hanno criticato duramente la revisione LCP, poiché mina la protezione dei predatori e favorisce gli interessi della lobby venatoria.

La revisione LCP è un esempio paradigmatico di come la narrativa della lobby venatoria trovi ingresso nella legislazione: il lupo viene presentato come una «minaccia» per il bestiame e la selvaggina, benché la protezione professionale delle greggi potrebbe risolvere la maggior parte dei conflitti. Maggiori informazioni sulle misure di protezione delle greggi nel Dossier sulla protezione delle greggi in Svizzera.

Perché i cacciatori per hobby vedono i predatori come concorrenza

Il conflitto fondamentale tra cacciatori per hobby e predatori è un conflitto di concorrenza: entrambi «vogliono» gli stessi animali. Lupo e lince predano cervi, caprioli e camosci – esattamente le specie animali che vengono preferibilmente cacciate dai cacciatori per hobby. Quando i predatori cacciano animali selvatici, questi animali mancano come oggetti di abbattimento per la caccia per hobby.

Questo conflitto di concorrenza nel dibattito pubblico viene raramente nominato così chiaramente. Invece i predatori vengono presentati dalla lobby venatoria come pericolo per il bestiame (lupo), come causa di povertà della fauna selvatica (lince) o come specie invasive (sciacallo dorato) – narrative che nascondono l'effettivo conflitto di interessi. Dal punto di vista ecologico la metafora della concorrenza è sbagliata: i predatori regolano naturalmente le popolazioni di fauna selvatica e non sparano per interesse ricreativo, ma perché hanno fame.

Predatori e foreste di protezione: una connessione sottovalutata

Il bosco di protezione è di importanza esistenziale per la Svizzera: protegge insediamenti, strade e linee ferroviarie da valanghe, cadute di sassi e frane. Circa il 43% del bosco svizzero ha una funzione protettiva. Affinché questo bosco possa svolgere la sua funzione, ha bisogno di rinnovamento – ossia di giovani alberi in crescita. Il maggior ostacolo al rinnovamento forestale nelle Alpi svizzere è il morso della selvaggina. I predatori possono contribuire al sollievo del bosco di protezione attraverso il loro effetto regolatore sulle popolazioni di ungulati. Questo è scientificamente dimostrato. Per saperne di più nel Dossier sul conflitto bosco-selvaggina.

Predatori più piccoli: volpe, tasso, martora e rapaci

Non solo il lupo e la lince sono predatori. Anche le specie più piccole svolgono importanti funzioni regolatrici: la volpe regola le popolazioni di topi e piccoli roditori, che altrimenti causerebbero danni considerevoli in agricoltura. Il tasso mangia lombrichi, larve di insetti e piccoli mammiferi e contribuisce all'aerazione del suolo. La martora e la martora dei faggi regolano piccoli mammiferi e uccelli. I rapaci (astore, poiana, falco pellegrino) regolano le popolazioni di piccoli mammiferi e uccelli dall'alto.

Tutte queste specie sono sotto pressione da parte dei cacciatori per hobby o dell'agricoltura industriale. I rapaci vengono ancora illegalmente perseguitati nonostante la protezione legale. Volpi, tassi e martore vengono abbattuti in gran numero. Le giustificazioni si assomigliano sempre: «danni al bestiame», «concorrenza per la selvaggina» o «specie invasiva» – narrative che spesso non reggono scientificamente.

Conclusione: proteggere i predatori invece di combatterli

I predatori non sono una minaccia – sono una necessità ecologica. La cascata trofica del Parco di Yellowstone, il rinnovamento forestale dovuto alla presenza della lince in Svizzera, la rilevanza del bosco di protezione nella regolazione degli ungulati: tutto questo dimostra che i predatori forniscono servizi ecosistemici che non possono mai essere sostituiti dai cacciatori per hobby.

La revisione JSG 2025 va nella direzione sbagliata. Indebolisce la protezione dei predatori a favore di un'industria del tempo libero e di una lobby agricola che rifiuta la protezione professionale delle greggi come troppo costosa o troppo impegnativa. Eppure una protezione coerente delle greggi – combinata con una cornice di tolleranza per le popolazioni di predatori – sarebbe più sensata sia ecologicamente che economicamente rispetto al prelievo permanente delle popolazioni di lupi.

Contenuti di approfondimento su wildbeimwild.com:

Maggiori informazioni sull'attuale politica venatoria in Svizzera le trovi nel nostro Dossier su wildbeimwild.com.

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