23.10.2026, 15:35

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Petizione: nessuna arma da fuoco senza valutazione psicologica dell'idoneità

Il 9 luglio 2026 a Faido una donna di 56 anni è stata uccisa a colpi di arma da fuoco nel recinto di una clinica di riabilitazione. Le autorità hanno identificato come autore l'ex marito di 59 anni, di Leontica, un cacciatore ricreativo che possedeva legalmente più armi. In Svizzera nessuno deve dimostrare, né prima dell'acquisto di un'arma né in seguito a intervalli regolari, di essere psicologicamente idoneo a possedere un'arma letale. Questa petizione vuole cambiare le cose.

👉 Ancora più efficace di una firma: scrivi personalmente ai membri della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale. Essa può ora elaborare il progetto di legge sul ritiro delle armi in caso di violenza domestica.

Le nostre richieste

I firmatari chiedono all'Assemblea federale di modificare la legge sulle armi (LArm) e la legge sulla caccia (LCP) in modo che:

  1. l'idoneità venga verificata prima del primo sparo. Chi acquista un'arma da fuoco o ottiene per la prima volta un'autorizzazione di caccia deve dimostrare la propria idoneità personale: con una procedura scientificamente validata per l'idoneità in relazione alle armi e con un colloquio personale presso un professionista qualificato e indipendente. Ciò vale espressamente anche per le armi da caccia, che oggi possono essere acquistate senza permesso d'acquisto di armi.
  2. l'idoneità valga anche per chi già possiede armi e venga rinnovata regolarmente. L'obbligo di dimostrare l'idoneità vale anche per le persone che già possiedono armi da fuoco; per loro viene fissato un periodo transitorio legale. In seguito la verifica viene ripetuta almeno ogni cinque anni, dal compimento dei 60 anni almeno ogni due anni, integrata da una valutazione medica. Senza una prova valida le armi da fuoco non possono essere né acquistate né ulteriormente detenute o utilizzate, e un'autorizzazione di caccia non viene né rilasciata né rinnovata.
  3. si agisca subito in presenza di segnali di allarme. In caso di denuncia o querela per violenza domestica, di minacce e di separazioni conflittuali, tutte le armi da fuoco, comprese munizioni e silenziatori, vengono sequestrate in via cautelare, l'autorizzazione di caccia viene sospesa e viene impedito l'accesso ad armi prese in prestito.
  4. Le armi sequestrate devono essere restituite solo dopo un nuovo esame. Le armi sequestrate possono essere restituite solo dopo una nuova valutazione positiva dell'idoneità e soltanto se non sussistono altri impedimenti legali. Lo stesso vale per il rilascio di una nuova autorizzazione di caccia sospesa. La conclusione di un procedimento penale, da sola, non basta.
  5. Le autorità devono sapere l'una dell'altra. Polizia, procura, ufficio cantonale delle armi e autorità venatoria si scambiano in modo regolamentato informazioni sul possesso di armi e sulle autorizzazioni di caccia. In futuro la statistica criminale riporterà le armi da caccia separatamente.

Faido e Leontica: cosa è successo in Ticino

Il 9 luglio 2026 a Faido una donna di 56 anni è stata trovata con una ferita da colpo di arma da fuoco alla testa nell'area di una clinica di riabilitazione. È morta poco dopo. Le autorità hanno identificato come autore il suo ex marito, di 59 anni, di Leontica. Il giorno seguente l'uomo ha fatto saltare in aria un edificio, ha ferito diversi agenti di polizia ed è morto a sua volta.

Secondo quanto riportato dalla RSI, che si è basata sulla polizia giudiziaria ticinese, l'uomo era un cacciatore ricreativo e possedeva legalmente diverse armi. Poiché davanti alla clinica nessuno aveva sentito alcuno sparo, la polizia ha ipotizzato un'arma del delitto dotata di silenziatore. Se l'arma del delitto facesse parte delle sue armi registrate e se per un silenziatore disponesse di un'autorizzazione eccezionale, secondo lo stato delle indagini da noi documentato era una questione ancora aperta (Femminicidio a Faido, esplosione a Leontica).

Che l'autore fosse un cacciatore ricreativo è emerso da una ricerca della IG Wild beim Wild, pubblicata il 14 luglio 2026. La RSI, su richiesta, ha confermato l'informazione come fatto accertato, sulla base della conferenza stampa della polizia giudiziaria ticinese. La ricerca della IG Wild beim Wild ha così portato al centro del dibattito pubblico lo status di cacciatore dell'autore e il suo possesso legale di armi.

Il caso solleva una questione di fondo: come viene verificata l'idoneità personale di chi ha accesso legale ad armi letali?

Non un caso isolato

Faido non è un caso isolato. Nell'ottobre 2019 a Courfaivre, nel canton Giura, un cacciatore ricreativo di 47 anni e sua moglie sono stati trovati morti nella loro abitazione. L'uomo possedeva una patente di caccia dal 2007 e avrebbe ucciso prima la moglie e poi se stesso (Dramma di un cacciatore ricreativo nel canton Giura). Altri casi li documentiamo costantemente nella rubrica Criminalità & Caccia.

Un altro rischio emerge dal caso Pedrinate. Nel settembre 2019 un cacciatore ricreativo di 51 anni, guardia di confine di professione, uccise a colpi di fucile nei pressi di Chiasso, durante una caccia al cinghiale, un compagno di caccia di 50 anni, scambiandolo per un cinghiale. Nell'ottobre 2021 fu condannato per omicidio colposo a due anni e dieci mesi, sei mesi dei quali da scontare. Secondo la RSI non era il suo primo incidente di caccia (Ticino: guardia di confine uccide uno spazzacamino, RSI). Dopo l'incidente precedente continuò a cacciare armato. Una verifica periodica dell'idoneità interviene proprio su questo punto.

Sono minacciate anche le persone che si trovano nel bosco. Un interessato racconta che nell'ottobre 2008 era in cammino con il suo cane a Tersnaus, nel Cantone dei Grigioni. Quando fotografò due cacciatori ricreativi, uno di loro gli si avventò contro con il fucile, glielo puntò addosso e alzò il calcio per colpirlo. Mentre fuggiva, sentì uno sparo. Secondo la sua versione, la polizia di Ilanz lo sconsigliò di sporgere denuncia, perché altrimenti i cacciatori ricreativi lo avrebbero denunciato a loro volta per le fotografie (Come si diventa oppositori della caccia?). Senza denuncia, casi simili non compaiono in nessuna statistica.

Nel settembre 2025 un cacciatore ricreativo avrebbe puntato per diversi secondi il fucile contro un guardiacaccia nei pressi di Göschenen. Il Tribunale territoriale di Uri lo ha dichiarato colpevole nell'ottobre 2026 di violenza e minaccia contro le autorità e i funzionari; la sentenza non è ancora passata in giudicato (Göschenen: un cacciatore ricreativo avrebbe minacciato un guardiacaccia). Nel dicembre 2025, a Füllinsdorf, un'attivista di Hunt Watch che documentava una battuta su un sentiero forestale pubblico sarebbe stata minacciata e gettata a terra da un battitore. Ha sporto denuncia penale (Aggressione violenta a un'attivista durante una battuta). Chi passeggia nel bosco, va in bicicletta o raccoglie funghi condivide lo spazio con persone armate, la cui idoneità nessuno verifica regolarmente.

In Svizzera nessuno sa quanti di questi reati siano commessi da persone in possesso di una patente di caccia. Né la Statistica criminale di polizia né le autorità cantonali della caccia rilevano questo nesso in modo sistematico (Armi da caccia e violenza: cosa mostrano i dati svizzeri). Anche lo studio della Confederazione, in circa la metà dei casi, non conosce la provenienza dell'arma utilizzata. Per questo non è possibile quantificare l'entità dei casi non denunciati.

Anche al di fuori degli atti di violenza, la caccia ricreativa è pericolosa. Dal 2000, secondo l'Ufficio prevenzione infortuni (UPI), in Svizzera oltre 75 persone hanno perso la vita in relazione alla caccia ricreativa. Statisticamente, un incidente di caccia avviene ogni 29 ore. Gli assicuratori contro gli infortuni riconoscono ogni anno circa 300 incidenti durante la caccia, e solo tra le persone attive obbligatoriamente assicurate (Quanti incidenti di caccia avvengono in Svizzera?).

La lacuna nella legge

Il diritto vigente in materia di armi prevede impedimenti all'acquisto, in particolare in presenza di indizi di pericolo per sé stessi o per terzi. L'attuale procedura non prevede invece un obbligo generale di superare una valutazione psicologica dell'idoneità prima dell'acquisto e poi a intervalli regolari. Accertamenti approfonditi iniziano di regola solo quando vi sono già degli indizi.

Inoltre, determinati fucili da caccia possono essere acquistati senza permesso d'acquisto di armi. Sono richiesti un contratto scritto e una notifica all'ufficio cantonale delle armi; una valutazione psicologica dell'idoneità non ne fa parte (fedpol). Nemmeno un esame di caccia superato sostituisce una valutazione psicologica dell'idoneità.

Allo stesso tempo, in Svizzera 29’328 persone praticano la caccia ricreativa (Statistica della caccia Svizzera 2025). Le loro armi si trovano nelle abitazioni private, spesso per decenni e fino a un'età avanzata.

Che cosa mostra lo studio federale

Uno studio dell'Università di San Gallo, commissionato dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, ha contato dal 2015 al 2022 in ambito domestico 41 omicidi consumati con armi da fuoco e 50 vittime. Gli autori erano quasi esclusivamente uomini, in maggioranza svizzeri over 60. Nel 61 per cento dei casi l'autore si è poi tolto la vita (Studio UFU).

Lo studio mostra anche i limiti dei dati: le informazioni sull'origine e sulla legalità delle armi mancano in circa la metà dei casi. In molti atti non sono stati trovati segnali d'allarme classici, il che non significa che non ce ne fossero. Gli interventi legati a un singolo episodio non individuano in modo affidabile i casi privi di segnali d'allarme riconoscibili o segnalati. Per questo IG Wild beim Wild chiede di integrarli con valutazioni regolari dell'idoneità (Analisi: il ritiro delle armi in caso di violenza domestica).

Cosa mostrano i dati dalla Francia

Ciò che la statistica svizzera non riporta lo mostra la ricerca in Francia. La medica legale Alexia Delbreil e il criminologo Jean-Louis Senon hanno analizzato 42 casi di omicidio del partner della Cour d’Appel de Poitiers. Nel 71 per cento circa delle armi da fuoco utilizzate si trattava di fucili da caccia. I ricercatori li descrivono come armi occasionali, disponibili in casa. Già nel 2003 lo psichiatra Jean-Louis Terra rimandava a risultati di ricerca secondo cui il rischio di omicidio per una donna è cinque volte più alto in una famiglia in cui è presente un'arma da fuoco. Nel 2021 ha definito questo risultato ancora valido (Studi sugli effetti della caccia ricreativa).

Chi sono gli autori lo mostra un'inchiesta delle giornaliste Laurène Daycard e Fanny Marlier per la rivista di Amnesty «La Chronique». In Francia, dal 2018 al 2022, hanno contato 168 femminicidi con armi da fuoco e in 104 casi hanno ricostruito il profilo dell'autore: il 35 per cento erano cacciatori ricreativi, l'8 per cento dei quali ex cacciatori (Monitoraggio degli autori senza controllo delle armi, Amnesty). In Svizzera questa domanda non viene nemmeno posta.

Questo è il momento giusto

Il 20 ottobre 2026 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha approvato l'iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Jessica Jaccoud: in caso di violenza domestica e di separazioni conflittuali le armi da fuoco devono essere ritirate temporaneamente. Si apre così la strada affinché la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale elabori un progetto di legge. Questa petizione chiede di integrare le misure di protezione legate a singoli eventi con l'obbligo generale di una verifica dell'idoneità.

Già il 23 settembre 2026 la IG Wild beim Wild ha chiesto alla consigliera agli Stati Marianne Maret e alla consigliera agli Stati Andrea Gmür-Schönenberger di tenere conto dell'accesso alle armi e delle armi da caccia nella prevista legge quadro contro la violenza domestica. Come si presenta oggi la lacuna di dati lo mostra la nostra inchiesta «Monitoraggio degli autori senza controllo delle armi».

Nessun sospetto generalizzato, ma uno standard minimo

Chi guida un'automobile a partire dai 75 anni deve far confermare dal medico la propria idoneità alla guida ogni due anni. Chi possiede un'arma letale deve oggi dimostrare la propria idoneità solo se esistono già indizi concreti di pericolo. Questa petizione non è rivolta contro singole persone, ma contro una lacuna normativa che può costare vite.

Canzone per la petizione: «Endstadium». Perché automobilisti e piloti devono sottoporsi regolarmente a controlli, mentre chi possiede un'arma da caccia, dopo un'unica verifica, non più? Di più sulla pagina delle canzoni.

Continua a leggere: Dossier caccia e armi · Rubrica Criminalità & caccia · Testo modello: protezione dalla violenza domestica con armi · Testo modello per i parlamenti cantonali: controlli dell'idoneità per la patente di caccia · Cassette arancioni: aiuto in Ticino dopo Faido e Leontica

Aiuto: Aiuto alle vittime in tutta la Svizzera, gratuito e 24 ore su 24 al numero 142. In caso di pericolo acuto: numero di emergenza della polizia 117.

La petizione si rivolge a: All'Assemblea federale, all'attenzione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N)

Gentili membri dell'Assemblea federale
Gentili membri della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale

Il 9 luglio 2026 a Faido una donna di 56 anni è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco. Le autorità hanno identificato come autore il suo ex marito di Leontica, un cacciatore ricreativo che possedeva legalmente più armi. Il caso mette in luce una lacuna: il diritto sulle armi conosce impedimenti all'acquisto, ma non un obbligo generale di dimostrare l'idoneità psichica prima dell'acquisto di un'arma e, successivamente, a intervalli regolari. Determinati fucili da caccia possono persino essere acquistati senza permesso d'acquisto di armi.

Faido non è un caso isolato. A Pedrinate nel 2019 un cacciatore ricreativo ha ucciso a colpi d'arma da fuoco un compagno di caccia, scambiandolo per un cinghiale. Nel 2021 è stato condannato per omicidio colposo, e non era il suo primo incidente di caccia. Dal 2000, secondo l'UPI, in Svizzera più di 75 persone hanno perso la vita in relazione alla caccia ricreativa.

Uno studio dell'Università di San Gallo, commissionato dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, ha contato nel periodo dal 2015 al 2022, in ambito domestico, 41 omicidi consumati con armi da fuoco e 50 vittime. In molti atti non figuravano i classici segnali d'allarme. Un ritiro delle armi che scatta solo dopo una denuncia non intercetta in modo affidabile i casi privi di segnali d'allarme riconoscibili o segnalati.

Vi invito a utilizzare il progetto relativo all'iniziativa parlamentare Jaccoud per modificare la legge sulle armi e la legge sulla caccia in modo che:

chi acquista un'arma da fuoco o ottiene per la prima volta un'autorizzazione di caccia dimostri la propria idoneità mediante una procedura scientificamente validata e un colloquio con un professionista indipendente, anche per le armi da caccia senza permesso d'acquisto di armi.

l'obbligo di dimostrare l'idoneità valga, dopo un periodo transitorio, anche per gli attuali detentori di armi e venga ripetuto almeno ogni cinque anni e, a partire dai 60 anni di età, ogni due anni.

In caso di violenza domestica, minacce e separazioni conflittuali, tutte le armi da fuoco con le relative munizioni e i silenziatori vengano sequestrati in via precauzionale, l'autorizzazione di caccia venga sospesa e l'accesso ad armi prese in prestito venga impedito.

Le armi sequestrate vengano restituite solo dopo una nuova valutazione di idoneità con esito positivo.

Polizia, ufficio armi e autorità venatoria si scambino le informazioni in modo regolamentato e la statistica criminale riporti separatamente le armi da caccia.

Cordiali saluti

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