Il numero di uccelli diminuisce rapidamente in tutto il mondo
Il numero di uccelli diminuisce rapidamente in tutto il mondo. Un nuovo studio mostra che quasi la metà di tutte le specie di uccelli registra popolazioni in calo.
Gli uccelli sono sotto pressione in tutto il mondo come mai prima d'ora: quasi la metà di tutte le specie di uccelli mostra popolazioni in diminuzione, solo il 6% in aumento.
1409 specie (una ogni otto) figurano oggi nella Lista Rossa mondiale, 187 si sono già estinte. È quanto mostra il nuovo rapporto scientifico «State of the World’s Birds 2022» di BirdLife International. Il rapporto individua inoltre le cause della crisi globale della biodiversità e propone soluzioni. Un confronto con la Svizzera rivela che la situazione nel nostro Paese è particolarmente drammatica, con una percentuale di specie minacciate tre volte superiore.
Il rapporto scientifico pubblicato ieri «State of the World’s Birds 2022» di BirdLife International illustra, sulla base dei dati più aggiornati disponibili da tutto il mondo, la situazione degli uccelli sul nostro pianeta. Gli uccelli sono indicatori dello stato della biodiversità. Appartengono ai gruppi di specie più studiati a livello mondiale e sono presenti quasi ovunque sulla Terra. Il declino di specie di uccelli o di interi gruppi fornisce pertanto importanti segnali sui problemi presenti nei singoli ecosistemi.

Il rapporto sullo stato degli uccelli a livello globale viene pubblicato ogni quattro anni. Nel quinto aggiornamento di quest'anno, i dati sono, secondo gli autori, più allarmanti che mai. In quasi la metà di tutte le circa 11’000 specie di uccelli presenti sul nostro globo si registra un declino, con molte popolazioni già fortemente ridotte. Solo il 6% delle specie mostra tendenze in aumento. Una specie di uccello su otto (13%) figura nella Lista Rossa globale secondo i rigidi criteri internazionali (categorie da «vulnerabile» a «in pericolo critico di estinzione»). Un ulteriore 9% figura nella lista di allerta precoce (categoria «quasi minacciata»). 187 specie si sono già estinte.
Lista Rossa svizzera ancora più lunga
In Svizzera la situazione è ancora più drammatica: la Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Svizzera, elaborata secondo gli stessi criteri internazionali, comprende una percentuale di specie circa tre volte superiore – il 40% delle 205 specie di uccelli nidificanti figura nella Lista Rossa. Anche la lista di allerta precoce è più lunga (20% contro 9%). 17 specie hanno potuto essere riclassificate in una categoria migliore dal 2010, mentre 25 sono passate a una categoria peggiore1. Particolarmente a rischio sono le specie delle terre agricole e delle zone umide; nelle foreste la situazione degli uccelli è leggermente migliore, sebbene con eccezioni.
Un confronto diretto tra i dati svizzeri e quelli globali presenta alcune difficoltà metodologiche. Il fatto che la situazione dell'avifauna e della biodiversità in Svizzera sia particolarmente grave è tuttavia chiaramente confermato da numerosi altri studi e confronti complementari2.
Cinque specie presenti nella lista di allerta precoce globale sono anche uccelli nidificanti in Svizzera: la pernice di Sicilia, la moretta tabaccata, la chiurla maggiore (tuttavia funzionalmente estinta in Svizzera), il gipeto barbuto e il nibbio reale. A queste si aggiungono 14 specie di uccelli presenti nella Lista Rossa o nella lista di allerta precoce europea, tra cui il pavoncella, il pernice bianca alpina, il prispolone e la tortora selvatica3. Per tutte queste specie la Svizzera ha una responsabilità particolare in ragione del loro status di minaccia a livello mondiale o europeo.
Alcune ulteriori importanti conclusioni del rapporto:
- Solo in Nord America e nell'UE le popolazioni di uccelli si sono ridotte di 3 miliardi di individui negli ultimi 50 anni. Ciò corrisponde a un calo del 29% in Nord America e di circa il 18% nell'UE.
- In Europa si registrano grandi differenze a livello di ecosistemi: mentre le popolazioni di uccelli nelle foreste sono diminuite del 3% dal 1980, gli uccelli delle terre agricole sono calati del 57%. Per gli uccelli di montagna il calo ammonta al 10% in soli 12 anni (2002–2014).
- L'espansione e l'intensificazione dell'agricoltura rappresentano, secondo il rapporto, la principale minaccia per gli uccelli del mondo, con il 73% di tutte le specie minacciate colpite. La crescente meccanizzazione, l'uso di agrofarmaci e la conversione di prati in seminativi hanno portato, ad esempio, a una riduzione del 57% degli uccelli delle terre agricole in Europa dal 1980.
- Il disboscamento non sostenibile e la gestione forestale sono anch'essi un grave problema a livello mondiale: la perdita di oltre 7 milioni di ettari di foresta all'anno (1,7 volte la superficie della Svizzera) ha ripercussioni sulla metà di tutte le specie di uccelli minacciate.

Alle dichiarazioni d'intenti devono seguire i fatti
«Gli uccelli ci forniscono informazioni sullo stato del nostro ambiente naturale», afferma Patricia Zurita, CEO di BirdLife International. «Noi esseri umani, però, ignoriamo i loro messaggi.» Aggiunge: «Mentre la pandemia di Covid e altre crisi hanno distolto l'attenzione dall'agenda ambientale, la comunità mondiale deve ora tornare a concentrarsi sulla crisi della biodiversità.»
Anche per Raffael Ayé, direttore di BirdLife Svizzera, è chiaro che alla crisi globale della biodiversità viene ancora prestata troppo poca attenzione – proprio in Svizzera. «Le crisi climatica e della biodiversità devono essere affrontate congiuntamente. Ci troviamo nella sesta ondata di estinzione globale e dobbiamo ora combatterla con determinazione.» Una delle misure più urgenti è la salvaguardia delle aree più importanti necessarie per la conservazione della biodiversità e degli uccelli. In Svizzera è fondamentale costruire rapidamente un'infrastruttura ecologica funzionante: una rete nazionale di aree di valore, nelle quali la biodiversità venga efficacemente protetta e promossa. «È importante che tutte le politiche settoriali prendano coscienza della grande necessità di agire e collaborino per affrontare le sfide insieme, affinché possano finalmente essere attuate le misure necessarie a proteggere le nostre basi di vita», afferma Raffael Ayé.
Ulteriori misure urgenti nel contesto globale:
- Adeguamenti nella politica agricola a favore di un'agricoltura sostenibile
- Lotta al disboscamento delle foreste
- Rapido contrasto alla crisi climatica con vere soluzioni basate sulla natura
- Lotta al bracconaggio e migliori leggi sulla caccia
- Misure concrete di promozione per le specie minacciate
- Misure rafforzate contro la diffusione mondiale di specie animali e vegetali invasive non autoctone.
- Una pesca sostenibile e la riduzione del pescato accessorio.
La svolta è possibile
In definitiva, però, gli uccelli ci danno anche motivo di speranza: dimostrano che con misure efficaci le specie possono essere salvate e la natura può riprendersi. Oltre 450 Important Bird and Biodiversity Areas (IBA) hanno potuto essere designate come aree protette grazie agli sforzi dei partner di BirdLife. E dal 2013, 726 specie di uccelli minacciate a livello mondiale hanno beneficiato direttamente delle misure del partenariato BirdLife. Anche BirdLife Svizzera ottiene, con i suoi progetti per la civetta, la pavoncella, il topino e altre specie, un forte impatto positivo sulle loro popolazioni. Raffael Ayé conclude: «Se la politica, le autorità, l'economia e la società investiranno finalmente seriamente nella protezione della biodiversità in Svizzera, un netto miglioramento è possibile!»
- Rapporto «State of the World’s Birds 2022»: birdlife.ch/report2022
1 https://www.birdlife.ch/sites/default/files/documents/Orn1_36-38_RoteListe.pdf
2 – https://www.birdlife.ch/de/content/neuer-bericht-zeigt-biodiversitaet-schwindet-bund-schaut-zu
– https://www.birdlife.ch/de/content/biodiversitaet-wo-steht-die-schweiz
3 Specie di uccelli presenti nella Lista Rossa europea che nidificano in Svizzera: edredone, moriglione, pavoncella, chiurlo maggiore (estinto in CH), gipeto barbuto, martin pescatore, tortora selvatica, averla maggiore (estinta in CH). Specie presenti nella lista di allerta europea: smergo minore, folaga, nibbio reale, pernice bianca alpina, pispola, coturnice
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