Messa di Sant'Uberto a Zurigo: la pastora chiede di rinunciare alla veglia
La chiesa cittadina di St. Peter rifiuta di farsi carico della tassa di autorizzazione e fa riferimento alla propria proprietà della piazza. Il 25 ottobre il Duomo di Arlesheim aveva donato la colletta agli oppositori della caccia.
Foto: John Disandolo / Unsplash
Perché mi dai la caccia
Domenica 15 novembre 2026, alle 10, la chiesa riformata di St. Peter nel centro storico di Zurigo celebrerà di nuovo la sua messa di Sant'Uberto. Secondo la pastora, vi si riuniscono ogni volta circa 400 persone, tra cui i cacciatori ricreativi e i sorveglianti della caccia di tutto il cantone di Zurigo che ricevono la nuova patente, con i loro familiari. L'organizzatore è JagdZürich, l'associazione dei cacciatori ricreativi zurighesi. Davanti alla chiesa, quella mattina, a partire dalle 9.15 sarà presente il gruppo per i diritti degli animali Hunt Watch con una veglia silenziosa, autorizzata dalla città di Zurigo. La pastora responsabile l'avrebbe preferito evitare.
Che cosa ha scritto la pastora
Hunt Watch aveva scritto alla pastora Cornelia Camichel Bromeis il 28 ottobre; la corrispondenza è stata messa a disposizione della IG Wild beim Wild dal gruppo e si trova agli atti della redazione. Il gruppo ha fatto notare che la leggenda di Sant'Uberto non è una storia sulla caccia moderata, bensì sul smettere: dopo l'incontro con il cervo, Uberto depone l'arma. Ha chiesto alla parrocchia se fosse disposta a farsi carico della tassa di autorizzazione della città per la veglia, poco meno di 100 franchi.
La risposta è arrivata il 29 ottobre ed è chiara. La parrocchia non può «sostenere finanziariamente» la veglia. Segue l'osservazione che la St. Peterhofstatt, sopra la scalinata, è di proprietà della parrocchia e che «eventi di questo tipo dovrebbero essere concordati con noi». E infine: «Personalmente apprezzerei se rinunciaste a una veglia in relazione al nostro servizio religioso.»
La pastora motiva la sua posizione con il dialogo. Negli ultimi anni avrebbe avuto molte conversazioni con cacciatori ricreativi e avrebbe conosciuto «un approccio attento e responsabile alla caccia». Escludere JagdZürich non le sembra una strada che porti a qualcosa.
Dal punto di vista di IG Wild beim Wild, questa impressione dice più sugli interlocutori che sulla caccia: la pastora si è lasciata gettare polvere negli occhi. Nel Cantone di Zurigo, dal 2015 al 2025 sono state abbattute complessivamente 21’846 volpi, in media circa 2’000 all'anno, l'ultimo anno 1’675, senza alcun piano di abbattimento e senza alcuna utilità per l'essere umano o la natura; i dati sono riportati nel dossier sulla caccia alla volpe nel Cantone di Zurigo. A queste si aggiungono le battute, in cui cani e battitori scovano gli animali dal riparo e si spara a bersagli in fuga. Chi pratica tutto questo non agisce in modo responsabile, ma tormenta animali non umani per passatempo. Che si possa fare diversamente lo dimostra il Cantone di Ginevra dal 1974: lì sono i guardiacaccia statali a occuparsi degli animali selvatici, senza cani da caccia che inseguono, senza i colpi mancati di tiratori inesperti e senza i casi di bracconaggio, alcol e violenza che IG Wild beim Wild documenta continuamente nella rubrica Criminalita e caccia. Ed è proprio questa pratica che la chiesa di San Pietro benedice quando organizza una funzione per i cacciatori ricreativi appena brevettati.
Secondo la pastora, la colletta della messa di quest'anno andrà al gruppo di lavoro Chiesa e animali (AKUT).
Hunt Watch resta
Hunt Watch ha preso atto del rifiuto e ha risposto che una veglia pacifica non è «una rinuncia al dialogo», ma una forma legittima di protesta pubblica. La veglia si svolgerà nel luogo autorizzato, l'accesso alla chiesa resterà libero e la funzione non sarà disturbata. La pastora ha chiuso lo scambio con una frase: «Allora ci vediamo il 15 novembre!»
La questione della proprietà resta aperta. È documentato pubblicamente che il campanile appartiene alla città di Zurigo e la navata alla parrocchia. Per la veglia è determinante l'autorizzazione della città, e questa è disponibile.
La chiesa dice dialogo e intende la caccia ricreativa
L'argomento del dialogo ha un'insidia. Nello spazio di dialogo della Hubertusmesse vengono invitati i cacciatori ricreativi, con corni da caccia, cerimonia di consegna delle patenti e aperitivo. Chi all'esterno alza in silenzio un cartello, preferibilmente non dovrebbe venire. JagdZürich descrive sul proprio sito web che cosa sta a cuore all'associazione con questa messa: essa promuove «l'agire comune e responsabile per un mestiere di grande rilevanza sociale: la caccia!». Ubertino sarebbe passato da «cacciatore selvaggio e sfrenato» a «cacciatore e curatore della fauna cristianamente moderato». Proprio questa reinterpretazione di una storia di conversione, trasformata in marchio di qualità per l'uccisione di animali selvatici, è stata criticata dalla IG Wild beim Wild già a ottobre nel suo comunicato stampa sulla Hubertusmesse di quest'anno a St. Peter.
La consegna delle patenti avviene ogni anno in questa chiesa. Nel 2021 l'ispettore cantonale della pesca e della caccia diede lì il benvenuto ai neopatentati nella «comunità solidale dei cacciatori». La patente di caccia è rilasciata dal Cantone. Il fatto che la consegna avvenga durante una funzione religiosa conferisce alla caccia ricreativa una consacrazione ecclesiastica che nessuna legge sulla caccia prevede.
Arlesheim ha fatto diversamente
Come la Chiesa possa reagire in altro modo lo ha mostrato il Duomo cattolico di Arlesheim il 25 ottobre. Il Consiglio comunale ha autorizzato la veglia di Hunt Watch espressamente nel segno della libertà di opinione e di riunione; il parroco responsabile ha accolto personalmente il gruppo con un rinfresco vegano, ha ringraziato con una stretta di mano ogni attivista e ha destinato loro l'intera colletta della Hubertusmesse. La IG Wild beim Wild ne ha riferito, dopo aver criticato in precedenza la messa.
Ben diversamente a Möhlin AG: lì il consiglio comunale ha negato a Hunt Watch, nel 2024, l'autorizzazione per una veglia davanti alla chiesa cristiano-cattolica; Olivier Bieli ha impugnato la decisione davanti al Consiglio di Stato. A Zurigo la situazione è più chiara: la città autorizza la veglia a pagamento, come ogni manifestazione su suolo pubblico. La parrocchia di San Pietro non può impedirla, può solo sperare che non venga nessuno.
Partecipa il 15 novembre
La veglia di Hunt Watch inizia domenica 15 novembre 2026 alle 9.15 davanti alla chiesa St. Peter, in St. Peterhofstatt a Zurigo, e dura al più tardi fino alle 12.15. È silenziosa, visiva e autorizzata. Chiunque voglia dare un segnale contro la glorificazione ecclesiastica della caccia ricreativa è il benvenuto. Hunt Watch ha creato a tal fine un evento Facebook «Veglia contro la Hubertusmesse che glorifica la violenza» tramite il quale ci si può iscrivere e raccomandare la veglia ad altri.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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