Le formiche uccidono i membri infetti della colonia
Le formiche uccidono i membri infetti della colonia proteggendo così le proprie colonie dallo scoppio di un'epidemia, quando non è stato possibile prevenire il contagio della malattia letale. È quanto concludono i ricercatori dell'Institute of Science and Technology Austria (IST) http://ist.ac.at nella loro recente pubblicazione, apparsa sulla rivista "eLife".
Secondo gli scienziati, le colonie di formiche mostrano, in questo tipo di lotta contro le malattie, una forte somiglianza con il sistema immunitario che protegge l'organismo dei vertebrati.
Se una formica entra in contatto, ad esempio, con il fungo patogeno Metarhizium, diventa una minaccia per l'intera colonia. Un'infezione tra formiche che vivono a stretto contatto potrebbe significare l'estinzione della colonia, qualora non si riuscisse ad arginare la malattia.
Pulizia e cura come prima difesa
I ricercatori avevano già dimostrato in precedenza che le formiche della specie invasiva Lasius neglectus puliscono e curano intensamente i membri della colonia quando sui loro corpi sono presenti spore di funghi patogeni. In questo modo riducono il rischio che il fungo penetri nel corpo e infetti l'animale. Se invece il fungo non può essere combattuto con i metodi tradizionali, rimane una sola via d'uscita. Nel caso di covate infette, la risposta a un'infezione fungina effettivamente avvenuta è più radicale: in una serie di esperimenti, i ricercatori hanno scoperto che le formiche uccidono le pupe immobili per interrompere il ciclo vitale dell'agente patogeno, impedendone così l'ulteriore diffusione.
Un intervento precoce protegge la colonia
Le formiche agiscono in modo selettivo. Attraverso segnali chimici di malattia individuano gli animali già infettati in modo letale ed li eliminano. «I membri della colonia sono in grado di percepire l'odore dei compagni malati e di isolarli già in una fase precoce del decorso dell'infezione. Dopodiché mettono in atto quello che definiamo «disinfezione distruttiva»: l'uccisione del fungo e dell'animale malato, per impedire all'agente patogeno di diventare contagioso e di diffondersi ai compagni di nido», spiega Sylvia Cremer, responsabile della ricerca all'IST. Questo approccio presenta molte analogie con il sistema immunitario dei vertebrati. Ulteriori informazioni su affascinanti animali selvatici e educazione su wildbeimwild.com.
Sostieni il nostro lavoro
Con la tua donazione contribuisci a proteggere gli animali e a far sentire la loro voce.
Dona ora →Altro sul tema della caccia ricreativa: Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
