Germania: accusa contro cacciatori ricreativi per l'uccisione di una lince
Procura di Ratisbona
La Procura di Ratisbona ha concluso il procedimento penale per l'uccisione illegale di una lince, archiviando parte delle accuse per mancanza di prove e presentando per il resto un'accusa al Tribunale distrettuale di Cham per il possesso non autorizzato di due armi vietate e per l'inseguimento intenzionale e l'uccisione di un animale selvatico appartenente a una specie strettamente protetta.
Come già riportato più volte dai media, nel maggio 2015 furono trovati quattro arti anteriori di linci nella Foresta Bavarese, nella zona di Lamer Winkel. Da allora la Procura di Ratisbona ha indagato dapprima contro ignoti e, in seguito alla ricezione di segnalazioni, contro un indagato specifico con l'accusa di bracconaggio nonché di violazioni della Legge federale sulla protezione della natura e della Legge sulla protezione degli animali.
Nella misura in cui all'indagato veniva addebitata la responsabilità dell'uccisione delle due linci i cui arti anteriori erano stati rinvenuti nel maggio 2015, il procedimento penale nei suoi confronti è stato archiviato ai sensi del § 170 comma 2 del Codice di procedura penale per mancanza di prove.
Inoltre, presso l'indagato sono stati sequestrati parti corporee (zampe e orecchie) di un'altra lince. Anche in questo caso non è stato possibile dimostrare che l'indagato fosse responsabile dell'uccisione di tale lince, pertanto anche il relativo procedimento penale è stato archiviato.
Infine, non è stato possibile dimostrare nemmeno che l'indagato abbia ucciso illegalmente animali selvatici negli ulteriori casi da lui stesso dichiarati a un testimone. Non è stato possibile accertare con la certezza necessaria eventi concreti – anche con riguardo all'azione delittuosa, al momento del fatto e al luogo del reato – per mancanza di tracce o mezzi di prova idonei.
Nel corso delle indagini, condotte con grande impegno, una perizia commissionata appositamente ha stabilito che i quattro zampe anteriori rinvenuti appartenevano a due linci europee selvatiche, presumibilmente un esemplare maschio e uno femmina. Su uno dei due animali sarebbero stati esplosi almeno due colpi già almeno due mesi prima della sua morte, ferendolo, ma senza impedirgli di fuggire.
Sull'altra lince non sono state riscontrate tracce di colpi d'arma da fuoco alle zampe anteriori. Tuttavia, dall'esame comparativo tra i frammenti di proiettile rinvenuti nelle zampe della lince e le munizioni sequestrate all'imputato nell'ambito dell'esecuzione di un decreto di perquisizione giudiziaria, non è emersa alcuna corrispondenza. Analogamente, il confronto tra le zampe di lince rinvenute e quelle sequestrate all'imputato, insieme alle orecchie di lince trovate in suo possesso, non ha prodotto alcun riscontro positivo.
Tuttavia, nel corso della perquisizione effettuata presso l'imputato sono stati sequestrati ulteriori elementi di prova, sulla base dei quali la procura ha ora elevato l'accusa per ulteriori capi d'imputazione.
Da un lato, nella proprietà dell'imputato sono stati rinvenuti un dispositivo per la visione e il puntamento notturno nonché uno shuriken. Nell'atto d'accusa della procura, all'imputato viene pertanto contestato il possesso doloso di due armi proibite.
Trappola collocata nel bosco
Dall'altro lato, in un'area boschiva è stata rinvenuta e sequestrata una cosiddetta trappola a cattura viva. Sulla base delle tracce rilevate sulla trappola e di ulteriori elementi di prova, la procura ritiene sussistente il fondato sospetto che l'imputato si sia servito di tale trappola per tendere agguati alle linci e che, nel periodo compreso almeno tra il giugno 2014 e il settembre 2016, abbia catturato una lince, uccidendola successivamente con un'arma corta. La procura contesta pertanto all'imputato, nel proprio atto d'accusa, anche il deliberato bracconaggio e l'uccisione di un esemplare selvatico appartenente a una specie strettamente protetta, punibili ai sensi della legge federale sulla tutela della natura.
Gli ambientalisti ringraziano gli investigatori
Gli ambientalisti elogiano il lavoro meticoloso degli investigatori. La Federazione bavarese per la protezione degli uccelli avverte che le linci continuano a scomparire nella Foresta Bavarese.
È uno scandalo che in Baviera specie in via di estinzione come la lince vengano nuovamente sterminate, mentre al tempo stesso esigiamo da paesi molto più poveri in Africa e in Asia enormi sforzi e sacrifici economici per la protezione della natura. Riconosciamo tuttavia, nel caso in esame, il lavoro professionale della polizia e della procura, condotto con grande impegno come in un'indagine per omicidio.
Claus Obermeier, membro del consiglio della Gregor Louisoder Umweltstiftung
Sostieni il nostro lavoro
Con la tua donazione contribuisci a proteggere gli animali e a dare voce alle loro esigenze.
Dona ora →