26 agosto 2026, 18:47

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Caccia

Francia: denuncia penale per un appello contro la caccia ricreativa

All'UniREVcité vicino a Tours, la politica francese Sandrine Rousseau ha lanciato un appello alla mobilitazione contro la caccia ricreativa. Un deputato del RN vi ravvisa un'istigazione penalmente rilevante, la federazione venatoria FNC annuncia una denuncia.

Redazione Wild beim Wild — 26 agosto 2026

La deputata francese dei Verdi Sandrine Rousseau, durante un incontro ecologista vicino a Tours, ha lanciato un appello al confronto fisico con i cacciatori ricreativi.

Un deputato della destra nazionalista ha presentato in seguito una denuncia penale, mentre la federazione venatoria francese FNC annuncia una propria azione legale. Abbiamo ricostruito che cosa è stato detto, quando, dove e in che modo esattamente, e inquadriamo la situazione giuridica.

Che cosa è successo, quando e dove

Dal 21 al 23 agosto 2026 si è svolta a Saint-Antoine-du-Rocher, vicino a Tours, l'«UniREVcité», l'università estiva del movimento «Révolution écologique pour le vivant» (REV) di Aymeric Caron. Accanto a Caron e al politico di sinistra Philippe Poutou è intervenuta anche la deputata parigina dell'Assemblea nazionale Sandrine Rousseau, che ha scelto deliberatamente questo incontro e non l'università estiva ufficiale del proprio partito «Les Écologistes».

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Domenica 23 agosto, Rousseau è intervenuta in un dibattito sull'imminente apertura della stagione della caccia ricreativa. Secondo il testo documentato da diversi media francesi, ha dichiarato tra l'altro: «Nous n’avons pas le temps d’être polis, d’attendre» («Non abbiamo tempo di essere gentili, di aspettare») e ha annunciato: «Ma résolution de la rentrée, c’est que je n’ai plus rien à péter de leur bienséance, je ne veux plus être polie» («Il mio proposito per la rentrée è che del loro decoro non mi importa più nulla, non voglio più essere gentile»).

Ha poi invitato i suoi sostenitori a recarsi nelle zone di caccia all'inizio della stagione: «Il va nous falloir nous affronter à cette ouverture de la chasse» («Dovremo opporci a questa apertura della caccia»), esprimendo la speranza «que nous serons nombreux et nombreuses à aller dans les forêts, dans les campagnes, dans les lisières, sur les chemins» («che saremo numerosi e numerose ad andare nei boschi, nelle campagne, ai margini dei boschi, sui sentieri»). Ha parlato di mobilitare «ce peuple de l’écologie», «pour empêcher qu’on ait un permis de tuer» («per impedire che esista una licenza di uccidere»).

Centrale per la successiva denuncia è stata questa frase: «C’est parce que nous serons là, debout, face à eux, physiquement, qu’enfin ils prendront conscience de la réalité de ce que nous sommes» («È perché saremo lì, in piedi, di fronte a loro, fisicamente, che finalmente prenderanno coscienza della realtà di ciò che siamo»).

Perché la dichiarazione è diventata un caso giudiziario

Il deputato del RN Matthias Renault (3° circondario della Somme) ha presentato il 25 agosto 2026 una segnalazione alla procura di Tours ai sensi dell'articolo 40 del codice di procedura penale. Egli si fonda sulla combinazione dei termini «affronter» (opporsi), «empêcher» (impedire), «face à eux» (di fronte a loro) e «physiquement» (fisicamente). Renault sottolinea espressamente di non disporre finora di alcun elemento che indichi che all'appello siano già seguiti atti di violenza od ostruzione. La sua segnalazione riguarda quindi la dichiarazione in sé e la sua possibile portata, non fatti già avvenuti.

Il 25 agosto anche la Fédération Nationale des Chasseurs (FNC) ha pubblicato un comunicato annunciando una propria denuncia penale contro Rousseau, accompagnata da un ricorso al Primo ministro, al Ministro dell'Interno e al Ministro della Giustizia. Inoltre si intende adire la Presidente dell'Assemblea nazionale affinché vengano esaminate sanzioni nei confronti di Rousseau. La FNC parla di una «radicalisation du discours public visant les chasseurs» e di una «dérive totalitaire de la pensée».

Valutazione giuridica

Due tipi di procedura differenti. La segnalazione di Matthias Renault è un signalement ai sensi dell'articolo 40 CPP: un'autorità o un funzionario porta a conoscenza della procura possibili fattispecie di reato, senza costituirsi parte attrice. La procura decide autonomamente se avviare le indagini. Una causa promossa dalla FNC sarebbe invece un'azione civile o penale con la FNC come parte, che chiede attivamente un risarcimento o una condanna.

Le norme invocate. Renault si richiama all'articolo 24 della legge sulla stampa del 29 luglio 1881, che punisce l'istigazione pubblica a determinati reati, anche qualora l'appello sia rimasto senza conseguenze. In aggiunta cita l'articolo R. 428-12-1 del Codice dell'ambiente (Code de l’environnement), che sanziona gli atti concertati di ostacolo allo svolgimento della caccia ricreativa.

Per una condanna ai sensi dell'articolo 24 occorre, secondo la costante giurisprudenza francese, un'istigazione sufficientemente diretta e determinata a un reato concreto, e non semplicemente una generica dichiarazione di battaglia politica. Le formulazioni di Rousseau sono ambigue: «affronter» e «physiquement» possono essere lette sia come un appello a uno scontro violento sia come un invito a una presenza visibile ma non violenta sul posto («debout, face à eux» – in piedi, di fronte a loro). Se la giustizia vi ravvisi un'istigazione penalmente rilevante dipende fortemente dal contesto complessivo del discorso, che secondo la stessa lettera di Renault la procura dovrà ancora chiarire.

I precedenti inducono alla prudenza nel valutare l'esito. La FNC ha già fallito una volta con un procedimento strutturalmente simile contro Rousseau. Dopo la sua dichiarazione del febbraio 2022 nella trasmissione «Télématin», secondo cui un quarto di tutti i femminicidi sarebbe legato ad armi da caccia e ciò sarebbe espressione di una «violence intrinsèque» dei cacciatori ricreativi in quanto gruppo, la FNC ha intentato una causa civile chiedendo circa 9’888 euro di risarcimento danni. Il Tribunal judiciaire di Parigi ha respinto la domanda nell'ottobre 2024: la responsabilità extracontrattuale generale prevista dall'articolo 1240 del Codice civile non può essere invocata per sanzionare violazioni della libertà di espressione, che rientrano propriamente nella legge sulla stampa del 1881. Inoltre il tribunale ha ritenuto che il gruppo del milione circa di cacciatori ricreativi fosse troppo indeterminato perché il singolo potesse sentirsi personalmente chiamato in causa. La FNC ha presentato appello.

Differenza rispetto al caso attuale. L'accusa odierna non mira alla diffamazione di un gruppo, bensì a una possibile istigazione pubblica a un'azione concreta ai sensi della stessa legge sulla stampa, ossia della medesima legge sotto la quale la precedente causa era fallita proprio per l'errato fondamento giuridico. La situazione giuridica di partenza è quindi questa volta diversa; se sia più solida dipenderà dal fatto che la giustizia qualifichi la combinazione di parole come concreto invito all'azione oppure come retorica politica. Allo stato attuale non vi sono elementi che indichino ostacoli già verificatisi all'esercizio della caccia o atti di violenza in seguito al discorso.

Da dove proviene la cifra «un quarto di tutti i femminicidi»

La cifra utilizzata da Rousseau nel 2022 e ripresa nei resoconti sul caso attuale risale a un'inchiesta del media online francese Reporterre del dicembre 2021. Il giornalista Moran Kerinec ha analizzato a tale scopo i resoconti della stampa relativi a omicidi e suicidi degli anni 2020 e 2021, costruendo una propria banca dati, poiché non esiste alcuna statistica criminale ufficiale su questa correlazione. Risultato: in almeno il 27,54 per cento dei 102 femminicidi del 2020 e nel 25,44 per cento dei 106 casi del 2021 è stata impiegata un'«arme de chasse», da cui deriva l'ordine di grandezza riportato di «un quarto».

Importante per inquadrare il dato: Reporterre ha inteso il termine «arma da caccia» in senso ampio, includendovi armi delle categorie B e C, tra cui anche armi semiautomatiche a colpi multipli che in Francia non sono nemmeno ammesse per la caccia. Voci critiche provenienti dall'ambiente venatorio hanno perciò obiettato che la cifra mescola tipologie di armi differenti. Indipendentemente da questa debolezza metodologica della singola inchiesta, altre fonti confermano il dato di fondo: la medico legale Alexia Delbreil e il criminologo Jean-Louis Senon hanno riscontrato in uno studio che, tra gli omicidi commessi con armi da fuoco, circa il 71 per cento è stato perpetrato con fucili da caccia, poiché questi, in quanto «armi di opportunità», sono spesso presenti in casa. Lo psichiatra Jean-Louis Terra aveva già constatato nel 2003 che il rischio di essere uccisa, per una donna che vive in un'abitazione in cui è presente un'arma da fuoco, è cinque volte più elevato: un risultato che nel 2021 ha definito a Reporterre ancora valido.

La Svizzera: una situazione dei dati peggiore che in Francia. Mentre in Francia esiste almeno una banca dati giornalistica, da noi manca persino questa. Nei casi di violenza domestica con esito mortale, in Svizzera in circa la metà dei casi viene impiegata un'arma da fuoco; in oltre l'80 per cento dei suicidi allargati con uccisione della partner e dei figli è coinvolta un'arma da fuoco. Le armi da caccia, tuttavia, non vengono indicate separatamente nella statistica criminale svizzera: non si sa quanti femminicidi siano stati commessi con armi da caccia né quanti autori disponessero di una patente di caccia. È invece ben documentato a livello internazionale il nesso generale secondo cui la disponibilità di armi da fuoco in casa aumenta il rischio di violenza letale contro le donne, uno schema riscontrato anche per le armi d'ordinanza svizzere in studi delle Università di Losanna e San Gallo.

Così la Francia, nonostante tutte le critiche metodologiche alla cifra di Reporterre, si trova in una posizione migliore della Svizzera quanto a trasparenza: esiste almeno il tentativo di una rilevazione sistematica. In Svizzera finora manca del tutto.

Un caso svizzero esemplare di questo schema. Quanto sia rilevante nella pratica questa lacuna lo dimostra il femminicidio di Faido TI del luglio 2026. Un uomo di 59 anni vi ha ucciso a colpi d'arma da fuoco la ex moglie e il giorno seguente ha fatto esplodere una casa a Leontica, in Valle di Blenio, ferendo diversi agenti di polizia e perdendo egli stesso la vita. Alla conferenza stampa della polizia giudiziaria ticinese del 13 luglio 2026 è stato confermato che l'autore era un cacciatore ricreativo e possedeva legalmente diverse armi. Wildbeimwild.com ne ha riferito citando una conferma scritta della redazione della RSI, che ha qualificato il dato come «fatto accertato e confermato». Nessun altro media ha ripreso questo punto. Nell'ampia copertura mediatica del caso il retroterra venatorio dell'autore è rimasto taciuto, benché fosse stato tematizzato in conferenza stampa.

Questo caso è quindi più di una nota a piè di pagina: illustra in modo esemplare perché, anche laddove una conferma è pubblicamente disponibile, non possa nascere alcuna statistica solida. Se il retroterra venatorio di un autore di reato non confluisce regolarmente nella copertura mediatica già a livello di cronaca quotidiana, a maggior ragione non può confluire nelle statistiche criminali successive, che comunque si basano su categorie generiche come «arma da fuoco» anziché «arma da caccia» o «titolare di patente di caccia». Il sommerso non nasce dunque soltanto dalla mancanza di rilevazioni ufficiali, ma già da una selezione mediatica che di regola non fa nemmeno diventare tema l'ambiente di provenienza dell'autore.

Maggiori informazioni sul caso: Femminicidio a Faido, esplosione a Leontica: non un caso isolato, ma uno schema ricorrente tra i cacciatori ricreativi.

Maggiori informazioni sul tema nel Dossier Caccia e armi nonché sui testi modello per interventi critici verso la caccia su armi da caccia e femminicidi nei parlamenti cantonali. Sul modo in cui la lobby venatoria francese affronta le critiche: Cacciatori ricreativi come vittime? Critica della caccia e cifre dalla Francia. Ulteriori approfondimenti nel Dossier sulla caccia ricreativa in Francia.

Maggiori informazioni sul tema della caccia ricreativa: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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