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Caccia

I cacciatori ricreativi friburghesi falliscono nella caccia al cinghiale

I cacciatori friburghesi possono abbattere cinghiali nei mesi di luglio e agosto. Il governo cantonale ha approvato un nuovo regolamento che prevede questa estensione della stagione di caccia.

Redazione Wild beim Wild — 20 maggio 2019

Con il nuovo regolamento, Friburgo risponde al forte aumento dei danni causati dai cinghiali.

Questa caccia è limitata a tre giorni alla settimana (mercoledì, giovedì e sabato) ed è consentita al mattino e alla sera per una durata determinata prima e dopo l'alba e il tramonto.

Né la caccia ordinaria né le misure aggiuntive, come la straordinaria proroga della caccia nel febbraio 2019, sono riuscite a contenere l'entità dei danni. Nel 2018 i pagamenti di indennizzo ammontavano a 160 333 franchi, mentre negli ultimi quattro anni la media era di 76 926 franchi.

In base alla legislazione venatoria federale e del Cantone di Friburgo, la caccia al cinghiale può essere eccezionalmente autorizzata per la regolazione della popolazione.

Nei boschi e nelle zone di protezione della fauna la caccia ai cinghiali rimane vietata. I cacciatori ricreativi devono notificare ogni abbattimento alla polizia cantonale, affinché questa possa rispondere a eventuali segnalazioni della popolazione riguardo agli spari uditi.

I periodi di caccia sono simili a quelli del Cantone di Vaud, dove la caccia al cinghiale è anch'essa consentita in luglio e agosto. L'obiettivo è armonizzare le pratiche con quelle dei cantoni limitrofi. Il prezzo del brevetto di 50 franchi è volutamente mantenuto basso per incentivare i cacciatori ricreativi a partecipare a questa caccia.

L'apertura della caccia in un periodo dell'anno solitamente tranquillo per la fauna selvatica potrebbe risultare disturbante per gli uccelli nidificanti e altre specie animali. Il Consiglio di Stato ritiene tuttavia che il principio di proporzionalità sia rispettato, tanto più che sono state adottate misure per prevenire eventuali disturbi. È infatti vietato cacciare nei boschi e nelle zone di protezione della fauna, e la caccia è limitata ai settori venatori in cui nel 2018 e all'inizio del 2019 sono stati accertati ripetuti danni alle colture. Inoltre, la misura è limitata al 2019 e verrà effettuato un bilancio per valutare se fosse giustificata ed efficiente.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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