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Bracconaggio ittico sul Lago Maggiore: quando solo il documento mancante diventa reato

Cinquanta pesci uccisi, una barca sequestrata, mille euro di bottino. A rispondere è solo chi dimentica l'autorizzazione, non chi uccide.

Redazione Wild beim Wild — 23 settembre 2026

Nelle acque italiane del Lago Maggiore, la Polizia Provinciale di Varese ha sorpreso di notte un cinquantasettenne ticinese mentre tirava su le sue reti.

Circa un chilometro e mezzo delle cosiddette «reti volanti» avevano catturato una cinquantina di pesci, tra cui diversi coregoni, per un peso di una decina di chili e un valore stimato di circa mille euro. Barca, reti e pescato sono stati sequestrati, l'uomo denunciato alla procura di Varese per bracconaggio ittico.

Il reato è il documento mancante, non la morte di cinquanta animali

È degno di nota su cosa si concentri l'accusa: non sull'uccisione degli animali, ma sulla mancanza di autorizzazione. Chi possiede la licenza adeguata può far soffocare legalmente gli stessi cinquanta pesci. I pesci sono vertebrati senzienti, provano dolore, paura e stress. Che un essere umano li strappi dall'acqua con o senza il timbro delle autorità, non cambia nulla alla loro sofferenza.

Pesca ricreativa e caccia ricreativa seguono la stessa logica

Conosciamo questo schema dalla caccia ricreativa: un'attività ricreativa orientata all'uccisione di animali viene glorificata come tradizione innocua e persino pubblicizzata come hobby attraente nelle fiere. Proprio contro questo si rivolge la nostra petizione «Nessuna fiera della caccia, della pesca e degli animali nell'Umwelt Arena Spreitenbach». Il fatto che sia proprio un modulo mancante a tracciare il confine tra ciò che è permesso e ciò che è punibile smaschera l'intera costruzione.

In Italia, per il colpevole rischiano comunque il carcere o una multa. Quanto sia timida invece la giustizia svizzera nel perseguire il bracconaggio lo dimostra il caso «300 franchi per una lupa»: un animale protetto ucciso, liquidato come una bazzecola.

Che il consigliere agli Stati Daniel Jositsch voglia includere la protezione della vita anche per i pesci nella legge sul benessere animale vuole portare, è ormai improrogabile. Finché la vita di un pesce conta legalmente quasi nulla, l'unico limite che conta davvero è un pezzo di carta. Maggiori informazioni nella categoria i diritti degli animali.

Tutti gli articoli sono redatti dall'IG Wild beim Wild e da co-autrici e co-autori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'IA.

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