Allevamento intensivo: la controproposta esclude oltre il 90% degli animali
L'iniziativa chiede l'abolizione dell'allevamento intensivo in Svizzera e prevede a tal fine un periodo di transizione di massimo 25 anni.
L'associazione «Sì all'iniziativa contro l'allevamento intensivo» accoglie con favore il fatto che il Consiglio federale tenga conto del desiderio della popolazione svizzera di una maggiore considerazione del benessere animale.
Nel suo messaggio relativo alla controproposta diretta, il Consiglio federale esclude tuttavia diverse richieste centrali dell'iniziativa e nega a quasi tutti gli animali interessati le garanzie di benessere animale appositamente formulate. La controproposta non prevede inoltre alcuna restrizione alle importazioni, indebolendo così la competitività degli agricoltori e delle agricoltrici nazionali. Essa è inadeguata come alternativa all'iniziativa popolare «Nessun allevamento intensivo in Svizzera».
I promotori dell'iniziativa accolgono favorevolmente la disponibilità del Consiglio federale ad inserire nella Costituzione «la protezione e il benessere degli animali». Si tratta di un riconoscimento simbolico dell'importanza che la popolazione svizzera attribuisce al benessere e alla dignità degli animali. È tuttavia incomprensibile l'affermazione secondo cui la legislazione sulla protezione degli animali vieterebbe già oggi l'allevamento intensivo. Contrariamente a quanto sostenuto dal Consiglio federale, la legislazione vigente ammette effettivamente forme di allevamento intensivo. Per questo è anche indispensabile ridurre le dimensioni dei gruppi nell'allevamento agricolo di animali – così come richiede l'iniziativa.
È particolarmente preoccupante che il Consiglio federale voglia escludere fin dall'inizio la stragrande maggioranza degli animali dalle nuove normative. Nel testo scrive: «Inoltre, il programma RAUS per l'allevamento di pollame da carne è realizzabile solo se nelle vicinanze delle stalle sono disponibili pascoli idonei, poiché il pollame non può essere condotto al pascolo come i bovini. Anche per RAUS sarebbe necessario utilizzare razze diverse, poiché viene richiesta una maggiore durata di vita degli animali. Per il pollame da carne il programma RAUS non dovrebbe pertanto essere vincolante.» Questa formulazione esclude ogni anno oltre 75 milioni di animali dalle più severe linee guida sul benessere animale.
La controproposta del Consiglio federale si squalifica al più tardi con le sue disposizioni eccezionali. Linee guida che non sono vincolanti per oltre il 90 percento degli animali interessati difficilmente possono essere considerate una seria alternativa all'iniziativa.
Philipp Ryf, co-responsabile della campagna dell'iniziativa
Come il Consiglio federale riconosce nel suo messaggio, l'iniziativa avrebbe un effetto positivo sull'ambiente e contribuirebbe così agli obiettivi ambientali della Confederazione. Al contrario, il Consiglio federale stesso giunge alla conclusione che la controproposta avrebbe effetti negativi sull'ambiente. Dal punto di vista dei promotori dell'iniziativa, ciò è dovuto non da ultimo al fatto che la controproposta non contiene alcuna disposizione sulle importazioni. In caso di attuazione della controproposta, le agricoltrici e gli agricoltori dovrebbero continuare a competere con i prodotti esteri, mentre i propri costi di produzione verrebbero aumentati unilateralmente. L'approccio del Consiglio federale, che si affida alla regolazione del libero mercato, non è pertanto sostenibile.
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