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Legge sulla caccia

Lupo: il Consigliere federale Rösti aggira lo stato di diritto

In futuro i lupi potranno essere abbattuti anche prima di aver causato danni. L'abbattimento preventivo è consentito già a partire da dicembre – da parte di guardie faunistiche cantonali e cacciatori ricreativi.

Redazione Wild beim Wild — 2 novembre 2023

Il Consiglio federale agisce contro lo stato di diritto

Con l'ordinanza sulla caccia che entrerà in vigore il 1° dicembre 2023, il Consiglio federale agisce contro qualsiasi principio dello stato di diritto.

Il Consigliere federale Rösti e soci dimostrano una mancanza di comprensione per la protezione delle specie, la democrazia e l'interazione tra l'economia alpina, gli animali selvatici e il bosco.

Questo massacro è contrario alla Convenzione di Berna e alla decisione del corpo elettorale.

Ordinanza sulla caccia arbitraria priva di basi scientifiche

Il Consiglio federale avanza a passi forzati con modifiche alle disposizioni sulla caccia che mancano di qualsiasi approccio biologico-faunistico. Il numero di capi di bestiame predati è diminuito della metà (GR) e di circa l'80% (GL). È noto da tempo che il numero di capi di bestiame predati non dipende né dal numero di animali da reddito né dal numero di lupi presenti nell'area, bensì dipende principalmente dal fatto che siano state attuate efficaci misure di protezione delle greggi . E si ignora consapevolmente la volontà popolare, secondo cui il corpo elettorale si è espresso chiaramente contro l'abbattimento preventivo dei lupi nel referendum sulla caccia del 2020.

Rösti crea fatti compiuti in tutta fretta, senza alcun fondamento scientifico. Contrariamente alla volontà popolare, che al momento del rifiuto della nuova legge sulla caccia si era espressa chiaramente a favore del lupo.

I lupi salvano più pecore di quante ne predano

Prima della comparsa del lupo, ogni anno 10’000 pecore morivano sugli alpeggi perché, non sorvegliate, precipitavano, si smarrivano o morivano di freddo e di fame durante le intemperie. Da quando è comparso il lupo e la sorveglianza delle greggi è diventata di fatto necessaria, solo 3’000 pecore periscono durante il periodo di monticazione.

Dure critiche da parte cantonale

La Conferenza per la foresta, la fauna selvatica e il paesaggio dei Cantoni ha qualificato il 6 settembre l'ordinanza sulla caccia, ora adottata dal Consiglio federale in gran parte invariata, come arbitraria nei contenuti, unilaterale e in contraddizione con le considerazioni scientifiche sulla protezione delle specie.

Oggi vivono da noi circa 300 lupi in 32 branchi. Di questi, tutti tranne 12 branchi dovrebbero essere sterminati, la popolazione dovrebbe essere abbattuta del 70 percento, in via preventiva, senza che nemmeno uno di questi lupi abbia precedentemente attaccato animali da reddito come pecore o bovini.

Il modello di Ginevra dimostra dal 1974 che una convivenza tra esseri umani e animali selvatici senza caccia ricreativa è possibile.

Dossier: Il lupo in Svizzera: fatti, politica e i limiti della caccia

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Altro sul tema della caccia ricreativa: Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.