La Germania come paese di transito nel commercio illegale di cuccioli
Una nuova inchiesta di PETA mostra come cuccioli di cane vengano allevati in Slovacchia in condizioni contrarie alla protezione degli animali e successivamente venduti attraverso la Germania al Belgio nei cosiddetti puppyshop.
I cani vengono trattati come merce, tenuti in parte in isolamento e separati precocemente dalle loro madri.
Molti sviluppano per questo motivo problemi fisici e psichici permanenti.
Il solo allevamento slovacco «Larus» ha realizzato tra il 2021 e il 2023 un fatturato superiore a un milione di euro e ha rifornito almeno tre puppyshop belgi con più di 380 cuccioli nel solo anno 2023.
La Germania funge sia da mercato di sbocco che da paese di transito, mentre il Belgio svolge un ruolo chiave come piattaforma di smistamento nel commercio di cuccioli a livello europeo.
PETA critica l'orientamento al profitto di questa industria e invita a non acquistare mai cani – né online né da allevatori – ma ad adottarli esclusivamente dai canili.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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