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Criminalita & Caccia

Di nuovo un incidente di caccia mortale: cacciatore ricreativo ucciso a colpi d'arma da fuoco sull'altana

Un affittuario di caccia di 58 anni ha colpito, verso le 00.25, un collega di 50 anni su un'altana. Entrambi erano esperti, sul posto vi era una termocamera, e ciononostante si è verificato un morto: la procura di Coblenza indaga per omicidio colposo.

Redazione Wild beim Wild — 2 settembre 2026
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«La notte rubata»

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Nel Westerwald un cacciatore ricreativo ha perso la vita durante una battuta di caccia notturna.

Nella notte tra il 29 e il 30 agosto, verso le 00.25, un affittuario di caccia di 58 anni ha sparato un colpo in un campo di mais vicino a Dürrholz, nel distretto di Neuwied. È stato colpito un collega di 50 anni, seduto su un'altana alta circa tre metri. Per lui ogni aiuto è arrivato troppo tardi. La procura di Coblenza ha confermato l'accaduto e indaga contro il tiratore per sospetto iniziale di omicidio colposo.

Entrambi gli uomini sono considerati cacciatori ricreativi esperti. Secondo quanto finora accertato, sul luogo dell'accaduto era presente una termocamera. Se il dispositivo sia stato utilizzato al momento dello sparo resta da chiarire ed è oggetto delle indagini. L'intervento notturno nel campo di mais fa pensare a una caccia al cinghiale, come avviene in molti luoghi durante la stagione calda.

La promessa di «sicurezza» della tecnologia

Proprio qui sta il problema che la caccia ricreativa non può eludere con argomentazioni. La tecnologia a termocamera viene venduta al pubblico come garanzia di un «riconoscimento sicuro», come strumento che esclude gli scambi di persona e previene gli incidenti. La realtà è ben diversa. Come mostra il nostro dossier su caccia notturna e caccia high-tech, questa tecnologia sposta l'uccisione nell'oscurità e la sottrae a ogni controllo in tempo reale. I guardiacaccia sono pochi, le riserve di caccia sono vaste, e la notte protegge soprattutto i tiratori. In questa notte, l'high-tech non ha protetto una persona.

La costellazione dei fatti è degna di nota. La vittima non è stata scambiata per un presunto cinghiale nel campo, ma è stata colpita su un'altana rialzata, in una postazione fissa e conosciuta. Due cacciatori ricreativi esperti, attrezzatura moderna, una persona morta: l'argomento ricorrente secondo cui esercizio e tecnica impedirebbero simili casi non regge alla realtà.

Non un caso isolato

Il caso si inserisce in una lunga serie. In Germania si moltiplicano gli incidenti di caccia e i reati commessi con armi da caccia. Già nell'agosto 2025 un cacciatore ricreativo polacco ha ucciso il proprio vicino, scambiandolo di notte in un campo di mais per un cinghiale. Nel gennaio 2026, nella Vestfalia Orientale, un giovane cacciatore ricreativo ha colpito a morte un collega sull'altana vicina. Anche in Svizzera le cacce per hobby terminano ripetutamente con morti e feriti gravi. Le vittime non sono più solo cacciatori ricreativi, ma anche battitori, familiari, passanti, ciclisti e bambini.

Ogni singolo episodio viene classificato come «tragico caso isolato». Ma nel complesso emerge un quadro diverso: la caccia ricreativa è un'attività ricreativa con armi da fuoco nello spazio pubblico e miete regolarmente vite umane. Gli animali selvatici non sono bersagli. E la sicurezza di persone e animali può essere garantita in modo affidabile solo se non si spara affatto.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti.

Tutti gli articoli sono redatti dall'IG Wild beim Wild e da co-autrici e co-autori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'IA.

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