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Caccia

Cacciatore ricreativo scambia il vicino per un cinghiale

Nella Polonia orientale si è verificato un tragico incidente di caccia: un uomo di 60 anni è stato ucciso davanti alla propria abitazione dopo essere stato scambiato per un cinghiale da un cacciatore ricreativo.

Redazione Wild beim Wild · 19 agosto 2025
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«Scambiato per un cervo»

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Secondo le dichiarazioni della procura di Lublino, la vittima era uscita di casa nella notte tra sabato e domenica, il 16.8.2025.

Si era svegliato di notte sentendo un'auto transitare sulla strada. Dopodiché aveva lasciato la propria proprietà e si era fermato al cancello.

Contemporaneamente, tre cacciatori ricreativi erano in agguato nelle vicinanze tra le 22 e le 23. Uno di loro ha sparato un colpo, convinto di puntare su un cinghiale nel campo di mais. Il proiettile ha colpito l'uomo al petto – è morto sul posto nel comune di Michów.

Il tiratore ha immediatamente allertato i soccorsi, ma per il sessantenne ogni aiuto è giunto troppo tardi. Il cacciatore ricreativo e i suoi due accompagnatori sono stati inizialmente arrestati, ma in seguito rilasciati, ad eccezione del tiratore.

Il fatto che un essere umano venga scambiato per un cinghiale non è un triste caso isolato, bensì un sintomo dei rischi connessi alla caccia ricreativa. Gli incidenti in cui non sono animali ma persone a essere colpite si ripetono continuamente – escursionisti, ciclisti, residenti, ricorda l'IG Wild beim Wild.

La realtà dimostra che la caccia ricreativa non genera soltanto sofferenza animale, ma mette a rischio anche vite umane. Un numero crescente di studi attesta inoltre che la regolazione naturale attraverso i predatori e la gestione degli habitat sarebbe più efficace e sostenibile rispetto agli spari nel bosco. L'IG Wild beim Wild chiede l'abolizione della caccia ricreativa.

La tragica morte dell'uomo in Polonia è un monito: la caccia ricreativa non è un passatempo innocuo. Comporta rischi che vanno ben oltre il bosco. Invece di continuare a trasfigurare la caccia ricreativa come patrimonio culturale, è necessario un dibattito aperto sulle alternative, su controlli più severi e sulla questione se la caccia ricreativa nella sua forma attuale sia ancora al passo con i tempi.

Il caso diventa particolarmente esplosivo per il fatto che il tiratore è apparentemente il figlio di un magnate dell'industria della carne. I critici sospettano che la posizione sociale e le connessioni familiari potrebbero influenzare il trattamento giuridico. Tali intrecci tra associazioni venatorie, politica ed economia minano la fiducia in un'elaborazione indipendente di simili tragedie.

Sławomir A., 40 anni, è stato accusato di omicidio in relazione alla morte di un uomo di 60 anni nel villaggio. Per l'omicidio è prevista una pena detentiva da dieci anni all'ergastolo.

Gli investigatori conducono indagini per chiarire tutte le circostanze dell'incidente e, tra l'altro, per acquisire documenti al fine di verificare se i cacciatori ricreativi disponessero delle relative autorizzazioni.

La caccia richiede la massima concentrazione e senso di responsabilità. Eppure la realtà dimostra: l'oscurità, le cattive condizioni di visibilità e la pressione di abbattere animali selvatici, portano regolarmente a valutazioni errate. Il fatto che un cacciatore ricreativo abbia sparato in prossimità immediata di un'abitazione solleva interrogativi sui meccanismi di controllo e sugli standard di sicurezza.

La reazione dell'associazione venatoria

L'incidente ha mobilitato anche la Federazione Venatoria Polacca. Il presidente dell'associazione Marcin Możdżonek ha dichiarato sulla piattaforma X che i membri condannati penalmente dovranno fare i conti anche con misure disciplinari.

Secondo i dati dell'associazione, in Polonia ci sono 132’852 cacciatori ricreativi registrati e circa 2’800 associazioni venatorie.

Il caso ha innescato in Polonia un'ampia discussione sulle norme di sicurezza nella caccia – e solleva ancora una volta la questione di come prevenire tragici scambi di persona tra essere umano e animale selvatico.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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