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Caccia

Il Ticino annulla il permesso di abbattimento per un lupo

Il Cantone Ticino ha annullato il permesso di abbattimento per un lupo nella Valle Rovana. Un successo per la protezione del lupo in Svizzera.

Redazione Wild beim Wild — 12 giugno 2022

Il governo cantonale ticinese ha revocato il permesso di abbattimento per un lupo legato all'uccisione di 19 pecore nella Valle Rovana, alla luce di nuove evidenze.

Non si trattava di un lupo solitario, bensì di un branco.

L'episodio si era verificato il 26 aprile a Piedipodi-Cerentino TI. Come comunicato dal governo ticinese il 10.6.2022, le indagini del Centro nazionale per l'ecologia dei predatori e la gestione della fauna selvatica (Kora) hanno rilevato che le pecore non erano state uccise da un esemplare solitario, bensì da una femmina (F93) e un maschio (M149).

Premesse errate

Questi due animali appartengono al branco dell'Onsernone, che si riteneva finora stanziato in un'area più a sud della Valle Rovana. Il branco attraversa frequentemente i confini nazionali.

Il permesso di abbattimento si era quindi basato su premesse errate e doveva pertanto essere sospeso ai sensi della legislazione nazionale, si legge nel comunicato. Le autorità cantonali erano in contatto con l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) per definire le misure successive.

Ricerche finora senza esito

Le operazioni di ricerca delle guardie cantonali, finora senza esito, vengono sospese in attesa di una decisione dell'UFAM. Nel frattempo, i collaboratori dell'Ufficio cantonale della caccia e della pesca continueranno a monitorare la situazione nella Valle Rovana. L'obiettivo è in particolare stabilire se nel 2022 vi siano stati cuccioli in questo branco.

Le 19 pecore cadute vittima del lupo il 26 aprile sono state classificate come «non proteggibili» a causa della difficile topografia della zona e hanno potuto quindi essere conteggiate nella quota di predazione consentita.

Pecore depositate davanti all'edificio del governo

Alla fine di aprile, alcuni allevatori del distretto della Valle Maggia avevano deposto diverse pecore morte davanti all'edificio governativo di Bellinzona. Con questo gesto reagivano a un attacco ai danni di pecore a Cerentino e chiedevano al governo misure più incisive nella lotta contro il lupo.

«Ora basta», aveva dichiarato all'epoca Armando Donati, presidente della sezione ticinese dell'associazione per un territorio senza grandi predatori, al portale online tio.ch. Le norme per la protezione del lupo sarebbero lontane dalla realtà. Le autorità dovrebbero finalmente ascoltare gli allevatori. «Il numero di lupi continua ad aumentare, mentre il numero di aziende diminuisce costantemente. Se continuiamo così, non ci saranno più contadini disposti a occuparsi dell'agricoltura di montagna», aveva sottolineato Donati.

Già alla fine di marzo erano state uccise diverse pecore nella Valle Rovana. A metà aprile un lupo aveva abbattuto 13 animali nel Ticino meridionale, nei pressi di Novazzano.

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