4 settembre 2026, 11:34

Cerca

Caccia

Alta caccia ticinese 2026: Wild beim Wild segue la stagione

Da domani, durante le giornate di caccia, saranno di nuovo in azione in Ticino circa 1'800 cacciatori ricreativi patentati. Documentiamo la stagione, episodio dopo episodio.

Redazione Wild beim Wild — 4 settembre 2026

Da domani, 5 settembre, in Ticino inizia l'alta caccia.

Durante le giornate di caccia, in ampie parti del cantone saranno di nuovo in azione circa 1’800 cacciatori ricreativi patentati. La caccia si svolge in due fasi fino al 27 settembre e si estende dalla Leventina al Mendrisiotto. Le date esatte e gli orari di sparo, che variano a seconda dell'altitudine, sono stabiliti dal cantone nel regolamento cantonale sulla caccia.

Due regole speciali caratterizzano questa stagione. Nei distretti di Blenio e Leventina vige dal 2025 una moratoria triennale sulla caccia al capriolo. I rilevamenti cantonali avevano infatti evidenziato un netto calo delle popolazioni di caprioli. E in Valle di Blenio continua a farsi sentire il caso di Faido e Leontica: un cacciatore ricreativo vi ha ucciso a colpi d'arma da fuoco la ex moglie e ha poi fatto esplodere una casa. Il caso si affianca ad altri episodi documentati in cui accesso legale alle armi, crisi personali e violenza si sono intrecciati nel contesto venatorio.

L'alta caccia è però solo una parte del sistema venatorio ticinese. Già il 3 settembre il Consiglio di Stato ha deciso la regolazione parziale dei branchi di lupi Molare e Lepontino. Sono autorizzati all'abbattimento fino a due terzi dei giovani nati nel 2026, concretamente due nel branco Molare e tre nel branco Lepontino. Oltre al servizio faunistico cantonale possono essere impiegati anche cacciatori ricreativi appositamente formati. Il cantone non pone come presupposto una predazione concreta attribuita ai branchi interessati.

A questo si aggiunge la caccia estiva al cinghiale, introdotta dal Ticino nel 2022. Si svolge da giugno ad agosto: a giugno si caccia su superfici aperte all'alba e al tramonto, mentre a luglio e agosto esclusivamente di notte da altane assegnate nel bosco. Ufficialmente serve a contenere i danni causati dai cinghiali alle colture e alle proprietà private e a prevenire la diffusione della peste suina africana.

Nel loro insieme, caccia estiva, alta caccia, caccia alla volpe e al cinghiale nonché regolazione del lupo creano in Ticino un sistema in cui gli animali selvatici vengono cacciati o disturbati da attività venatorie ricreative non necessarie durante gran parte dell'anno. Una fase di quiete lunga e affidabile su scala cantonale è quindi difficilmente riconoscibile per molti degli animali interessati.

I periodi di caccia in Ticino in sintesi

  • Caccia estiva al cinghiale: da giugno ad agosto; a giugno su superfici aperte al crepuscolo, a luglio e agosto di notte da altane assegnate nel bosco.
  • Alta caccia: 5–19 settembre e 23–27 settembre 2026.
  • Caccia alla volpe («Caccia bassa»): secondo la regolamentazione stagionale cantonale annuale; nei mesi invernali, a seconda della zona e delle autorizzazioni, con metodi supplementari.
  • Caccia tardo autunnale per cervo e capriolo: possibile caccia supplementare dopo l'alta caccia, qualora gli obiettivi cantonali di abbattimento non vengano raggiunti; le date per il 2026/27 non sono ancora note.
  • Caccia invernale al cinghiale: secondo disposizione cantonale; le date per il 2026/27 non sono ancora note.
  • Regolazione proattiva del lupo: secondo disposizione cantonale ed entro il termine di autorizzazione di volta in volta vigente.

Che cosa significa per escursionisti e popolazione

Chi si muove nella natura in Ticino durante l'alta caccia dovrebbe conoscere le regole in vigore. Per chi cerca svago sono soprattutto importanti gli orari di sparo, che variano a seconda dell'altitudine. Sopra i 400 metri valgono orari di caccia giornalieri più lunghi: lì si caccia dal mattino alla sera, in Valle di Blenio e nelle altre regioni di montagna quindi quasi tutto il giorno. Sotto i 400 metri, nelle zone di fondovalle più densamente popolate, il cantone limita maggiormente la caccia e chiude una finestra durante l'ora di pranzo, affinché la popolazione possa usufruire della natura. Chi pianifica una determinata escursione farà bene a verificare gli orari validi per il 2026 nel regolamento annuale Regolamento sulla caccia.

La distanza di sicurezza mostra quanto sia risicata la protezione. Secondo l'informazione ufficiale dell'Ufficio della caccia e della pesca (art. 53 RALCC), i cacciatori ricreativi devono rispettare soltanto 50 metri di distanza da case d'abitazione, campeggi, percorsi Vita e sentieri didattici naturalistici; la stessa distanza vale per strade cantonali, autostrade e linee ferroviarie. Inoltre non si può sparare a distanze superiori a 250 metri. Cinquanta metri sono pochi: è la lunghezza di una piscina.

Dopo i gravi episodi venatori dell'autunno 2019, in cui in tutta la Svizzera cacciatori ricreativi hanno colpito colleghi e persone estranee — tra cui uno spazzacamino con gilet ad alta visibilità, ucciso da un colpo, e un uomo che un accompagnatore scambiò per un cinghiale e uccise — il Ticino annunciò di voler portare la distanza minima da 50 a 200 metri e di ridurre gli orari di tiro nelle zone di pianura. La distanza annunciata di 200 metri non è però mai stata introdotta: ancora oggi vale la regola dei 50 metri. Dal 3 luglio 2026, inoltre, nella caccia in Ticino sono ammessi i silenziatori. Tra le motivazioni addotte vi era anche quella di poter sparare con meno rumore in prossimità delle zone abitate. La riduzione tecnica del rumore non cambia però nulla ai rischi legati allo sparo, alla traiettoria del proiettile e alla vicinanza agli insediamenti. Abbiamo documentato l'allora dibattito sulla sicurezza nel contributo «Il Cantone Ticino si oppone ai cacciatori ricreativi». Il nostro dossier «Quanti incidenti di caccia avvengono in Svizzera?» mostra che tali episodi non vanno considerati tragedie isolate, bensì inseriti nel contesto di un problema strutturale di sicurezza.

È esattamente quanto Wild beim Wild documenterà nelle prossime settimane: per tutta la durata dell'alta caccia analizzeremo i comunicati della Polizia cantonale, la copertura dei media ticinesi e le segnalazioni che giungono all'IG Wild beim Wild. Registreremo dove avvengono gli episodi, come se ne parla e quanto spesso il racconto del «deplorevole caso isolato» lasci il posto a uno schema ricorrente.

Altro sul tema:

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

Alle Beiträge werden von der IG Wild beim Wild sowie von externen Co-Autorinnen und Co-Autoren verfasst. Recherche, Strukturierung und redaktionelle Prozesse können dabei durch KI-gestützte Werkzeuge unterstützt werden.

Unterstütze unsere Arbeit

Mit deiner Spende hilfst du, Tiere zu schützen und ihrer Stimme Gehör zu verschaffen.

Jetzt spenden →