6 settembre 2026, 05:19

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Episodio del podcast: la caccia nei Grigioni e la politica sul lupo

A chi devono rendere conto, in ultima analisi, le regole venatorie e la gestione del lupo: agli animali selvatici, all'opinione pubblica o agli interessi della caccia per hobby?

Redazione Wild beim Wild — 6 settembre 2026

In questa puntata Wild beim Wild esamina la stagione venatoria 2026/27 nei Grigioni.

Al centro vi sono le contraddizioni nelle prescrizioni venatorie e la responsabilita politica per la regolazione proattiva del lupo.

Nelle regole venatorie emerge uno schema ricorrente: dispositivi di visione notturna e a immagine termica, droni nonche l'adescamento degli ungulati sono in linea di principio vietati, ma non appena si desiderano abbattimenti piu efficienti nascono le eccezioni. Per la caccia notturna al cinghiale in Mesolcina viene autorizzata la tecnologia a immagine termica; per la volpe manca un divieto equivalente dei siti di foraggiamento. Anche l'uso venatorio dei telefoni cellulari era un tempo chiaramente vietato, ma nell'attuale testo dell'ordinanza non e piu disciplinato in modo altrettanto univoco. La pretesa di correttezza nei confronti degli animali selvatici resta cosi soggetta a riserve.

La puntata si interroga anche sullo scopo di una caccia per hobby la cui precedente dirigenza associativa ha definito essa stessa la caccia bassa a volpe, tasso e lepre come «non necessaria, ma legittima». Se manca la necessita ecologica, resta aperta la domanda se l'insieme delle regole protegga gli animali selvatici oppure organizzi soprattutto un interesse ricreativo.

Il secondo tema centrale e la regolazione del lupo. L'UFAM ha autorizzato, per il periodo a partire dal 1° settembre 2026, abbattimenti in dodici branchi di lupi grigionesi; per altri quattro branchi sono possibili dopo la conferma della presenza di cuccioli. Inoltre i Grigioni chiedono il prelievo completo del branco di Calderas, benche fino a fine luglio le predazioni di animali da reddito si fossero piu che dimezzate rispetto all'anno precedente.

Adrian Arquint, co-direttore dell'Ufficio caccia e pesca, giustifica gli interventi tra l'altro con la diminuzione del numero di predazioni. Il calo era però iniziato già prima dell'entrata in vigore, nel dicembre 2023, della nuova base legale per gli abbattimenti preventivi. Lo stesso Arquint indica il potenziamento della protezione delle greggi come fattore d'influenza importante. Allo stesso tempo afferma che non si dovrebbero cancellare interi branchi, mentre il suo ufficio chiede il prelievo completo del branco del Calderas.

La puntata mette inoltre in luce il doppio ruolo di Arquint, appassionato cacciatore per hobby e dirigente di quell'autorità che decide sulla regolazione del lupo. Le associazioni di protezione della natura criticano questa prassi definendola una politica di sterminio; già nel 2024 la commissione di ricerca del Parco Nazionale Svizzero aveva messo in guardia sul fatto che i prelievi completi di branchi non siano scientificamente indicati. In tutta la Svizzera, secondo il ticker, il numero di branchi di lupi è passato da 35 a 40 nonostante 226 lupi uccisi in tre periodi di regolazione.

Tutti i contributi sono redatti dall'IG Wild beim Wild nonché da coautrici e coautori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'intelligenza artificiale.

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