I cacciatori ricreativi non hanno nulla da cercare nelle riserve di caccia
Il Consiglio di Stato vallesano e l'UFAM richiamati all'ordine sulla caccia ricreativa nella foresta di Aletsch.
Il Tribunale federale ha accolto il ricorso dell'organizzazione ambientalista Pro Natura contro la caccia al cervo nella riserva di caccia della foresta di Aletsch in Vallese.
Il Tribunale federale dà ragione a Pro Natura
Il Consiglio di Stato aveva aperto una parte della riserva di caccia nel 2018 alla caccia al cervo in generale. Il Tribunale federale giunge in una sentenza pubblicata alla conclusione che la caccia ricreativa nella riserva di caccia della foresta di Aletsch sia vietata in base alle disposizioni legali vigenti.
La caccia ricreativa non equivale all'abbattimento
Nella legge, in tali casi, viene utilizzato il termine abbattimento, che non può essere equiparato alla caccia ricreativa. Un'apertura della riserva di caccia alla caccia ricreativa per i titolari di licenza è esclusa secondo il Tribunale federale!
A tal proposito, il Tribunale federale ritiene che si debba tener conto degli obiettivi di protezione e del valore della foresta di Aletsch, con i suoi esemplari di pino cembro vecchi di centinaia di anni, così come di specie di uccelli fortemente minacciate e sensibili ai disturbi, come il gallo forcello.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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