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Gufi delle nevi: localizzare la preda sotto un metro di neve

Redazione Wild beim Wild · 2 dicembre 2022

Un nuovo studio condotto dalla University of California, Riverside, ha scoperto che il breve momento di sospensione in volo sopra un bersaglio aiuta i grandi gufi delle nevi a individuare le prede nascoste sotto una coltre di neve alta fino a un metro.

Inoltre, alcune caratteristiche fisiche di questi gufi, come la forma delle ali e del volto, li aiutano a correggere le distorsioni sonore causate dalla neve, permettendo loro di individuare con sorprendente precisione le prede, spesso in rapido movimento.

Sospensione in volo prima dell'attacco

Mentre la maggior parte delle specie di gufi si lancia direttamente sulla preda durante la caccia, i gufi delle nevi restano sospesi per un po' sopra la zona bersaglio prima di lasciarsi cadere e sfondare la neve con gli artigli.

«Non sono gli unici uccelli a cacciare in questo modo, ma in un certo senso sono i più estremi, perché riescono a localizzare le prede così in profondità sotto la coltre di neve», afferma l'autore principale dello studio, Christopher Clark, biologo della UC Riverside. «Questa specie è IL vero specialista della caccia nella neve.»

I ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti nelle foreste del Manitoba, in Canada, scavando buche accanto a quelle osservate durante la caccia dei gufi e installando altoparlanti che riproducevano vari suoni, tra cui un rumore bianco ad alta frequenza e registrazioni di arvicole (una delle prede preferite dai gufi), che hanno una frequenza bassa.

Un ampio disco facciale per le basse frequenze

Analizzando i suoni provenienti da sei diverse profondità nella neve, gli esperti hanno constatato che i suoni a bassa frequenza venivano trasmessi meglio. «Il fatto che i suoni a bassa frequenza penetrino attraverso la neve spiega il disco facciale di questa specie, perché con un disco così grande riescono a percepire meglio i suoni a bassa frequenza», ha spiegato Clark.

Inoltre, l'analisi ha rivelato che la neve normalmente devia i suoni delle arvicole, creando una sorta di «miraggio acustico» che potrebbe trarre in inganno i gufi. Tuttavia, librandosi per un istante direttamente sopra la loro preda, questi uccelli riescono a compensare le distorsioni causate dalla neve. Secondo Clark, «la distanza che il suono deve percorrere dall'alto è minore, e c'è meno neve da attraversare per il suono proveniente da quel punto. Questo aiuta sicuramente i gufi ad atterrare esattamente dove serve.»

Inoltre, le ali di questi gufi sembrano attenuare i rumori del volo, permettendo loro forse di concentrarsi meglio sui suoni della loro preda. Questa scoperta è interessante non solo per gli specialisti dei gufi, ma anche per ingegneri e ingegnere che vogliono progettare velivoli più silenziosi.

«Tra gli anni Quaranta e Sessanta, il rumore degli aerei è diminuito drasticamente, ma da allora gli aeromobili non sono diventati molto più silenziosi. Studiare il funzionamento delle ali di questi gufi potrebbe contribuire a sviluppare nuovi aerei e droni che producono meno rumore», conclude Clark.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences.

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