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Caccia

Austria: cacciatore ricreativo spara al cane del vicino

Non esistono associazioni con personalità giuridica i cui membri siano così radicati nella criminalità come i cacciatori ricreativi nelle società venatorie.

Redazione Wild beim Wild — 13 aprile 2019

Nel novembre dello scorso anno, un proprietario di cane nel distretto di Feldkirchen ha chiesto al suo vicino – un cacciatore ricreativo – di sparare al suo Bovaro del Bernese. Il cacciatore avrebbe legato l'animale a un ceppo d'albero nella proprietà del padrone del cane e gli avrebbe sparato con il fucile a pallettoni. Poiché il cane non era morto subito dopo il primo sparo, ha dovuto ricaricare il fucile e porre fine alle sofferenze dell'animale che guaiva. Alcuni passanti si accorsero dell'accaduto e presentarono una denuncia.

La polizia scopre ulteriori reati

Nel corso delle indagini della polizia per crudeltà verso gli animali, al cacciatore ricreativo sarebbero state contestate anche diverse violazioni della legge sulla caccia. Inoltre, il sessantasettenne «al momento degli spari non era in possesso di un valido permesso di caccia per il territorio di caccia«, secondo la polizia.

Denuncia ricevuta – decisione in sospeso

Un portavoce della Prefettura della Carinzia ha confermato la ricezione di una denuncia presso l'autorità competente per le armi. La questione è in fase di esame approfondito. Per il momento, l'autorità non desidera rilasciare ulteriori dichiarazioni sul caso per motivi di protezione dei dati.

Lo attende ora un procedimento penale per crudeltà verso gli animali e per violazioni della legge sulla caccia. Se all'uomo verrà eventualmente revocata l'autorizzazione alla caccia, lo deciderà l'associazione dei cacciatori della Carinzia. In Carinzia, i tesserini venatori vengono rilasciati dal capocaccia distrettuale. L'associazione dei cacciatori assume, nelle questioni riguardanti l'autorizzazione alla caccia, i compiti di un'autorità.

Cane "smaltito" per pigrizia 

Il giudice Pöllinger, egli stesso amante dei cani e intenditore, nonché giudice nelle gare cinofili: "Qui un vecchio cane è stato semplicemente "smaltito" – per pura pigrizia". Per risparmiare i costi del canile o del veterinario.
Per dieci anni "Bella" era stata una fedele cane da fattoria. La pena risulta tanto più salata: sia il padrone che il cacciatore devono pagare ciascuno 3600 euro e si vedono comminare anche sei mesi con la condizionale per maltrattamento di animali. Entrambi si sono presentati senza avvocato – il che ha probabilmente contribuito a dare un'impressione decisamente infelice – e hanno comunque accettato la pena. "Siamo i fessi in ogni caso

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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