2 settembre 2026, 08:24

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Wieder tödlicher Jagdunfall: Hobby-Jäger auf Hochsitz erschossen

Ein 58-jähriger Jagdpächter traf gegen 00.25 Uhr einen 50-jährigen Kollegen auf dem Hochsitz. Beide erfahren, eine Wärmebildkamera vor Ort, und trotzdem ein Toter: Die Staatsanwaltschaft Koblenz ermittelt wegen fahrlässiger Tötung.

Redaktion Wild beim Wild — 2. September 2026
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«Die geraubte Nacht»

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Im Westerwald ist ein Hobby-Jäger bei einer nächtlichen Jagd ums Leben gekommen.

In der Nacht auf den 30. August, gegen 00.25 Uhr, gab ein 58-jähriger Jagdpächter in einem Maisfeld bei Dürrholz im Landkreis Neuwied einen Schuss ab. Getroffen wurde ein 50-jähriger Kollege, der auf einem rund drei Meter hohen Hochsitz sass. Für ihn kam jede Hilfe zu spät. Die Staatsanwaltschaft Koblenz bestätigte den Vorfall und ermittelt gegen den Schützen wegen des Anfangsverdachts der fahrlässigen Tötung.

Beide Männer gelten als erfahrene Hobby-Jäger. Nach bisherigem Kenntnisstand befand sich eine Wärmebildkamera am Ort des Geschehens. Ob das Gerät im Moment der Schussabgabe genutzt wurde, ist offen und Teil der Ermittlungen. Der nächtliche Einsatz im Maisfeld deutet auf eine Jagd auf Schwarzwild hin, wie sie in der warmen Jahreszeit vielerorts stattfindet.

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Das «Sicherheits»-Versprechen der Technik

Genau hier liegt das Problem, das die Hobby-Jagd nicht wegargumentieren kann. Wärmebildtechnik wird der Öffentlichkeit als Garant für die «sichere Ansprache» verkauft, als Instrument, das Verwechslungen ausschliesst und Unfälle verhindert. Die Realität sieht anders aus. Wie unser Dossier zur Nachtjagd und Hightech-Jagd zeigt, verlagert diese Technik das Töten in die Dunkelheit und entzieht es jeder Kontrolle in Echtzeit. Wildhüter sind dünn gesät, die Reviere gross, und die Nacht schützt vor allem die Schützen. In dieser Nacht hat die Hightech einen Menschen nicht geschützt.

La costellazione dei fatti è notevole. La vittima non è stata scambiata per un presunto cinghiale in campo aperto, ma è stata colpita su un'altana sopraelevata, in una postazione fissa e conosciuta. Due cacciatori per hobby esperti, equipaggiamento moderno, un morto: l'argomento ricorrente secondo cui esercizio e tecnica impedirebbero casi simili non regge alla prova dei fatti.

Non è un caso isolato

Il caso si inserisce in una lunga catena. In Germania si moltiplicano gli incidenti di caccia e i reati commessi con armi da caccia. Già nell'agosto 2025 un cacciatore per hobby polacco ha ucciso a colpi d'arma da fuoco il proprio vicino, che di notte aveva scambiato per un cinghiale in un campo di mais. Nel gennaio 2026, nella Vestfalia orientale, un giovane cacciatore per hobby ha colpito mortalmente un collega su un'altana vicina. Anche in Svizzera le cacce per hobby finiscono ripetutamente con morti e feriti gravi. A essere colpiti non sono affatto soltanto i cacciatori per hobby, ma anche battitori, familiari, passanti, ciclisti e bambini.

Ognuno di questi episodi viene classificato singolarmente come «tragico caso isolato». Nel complesso emerge però un quadro diverso: la caccia per hobby è un'attività del tempo libero con armi da fuoco nello spazio pubblico, e miete regolarmente vite umane. Gli animali selvatici non sono bersagli. E la sicurezza di persone e animali si garantisce nel modo più affidabile evitando del tutto di sparare.

Approfondimenti sul tema della caccia per hobby: Nel dossier critica complessiva alla caccia per hobby raccogliamo fact check, analisi e approfondimenti.

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