Ticino: 1’100 cinghiali abbattuti
880 cacciatori ricreativi hanno partecipato alla prima caccia estiva al cinghiale in Ticino. Sono stati uccisi 1'100 animali. Il controllo della popolazione tramite abbattimento fallisce.
Prima stagione di caccia estiva al cinghiale
La caccia estiva è stata introdotta quest'anno per la prima volta in Ticino, per contenere la popolazione di questi animali.
Alla prima stagione di caccia estiva al cinghiale, iniziata il 2 giugno e conclusasi il 31 luglio, hanno partecipato in totale 880 cacciatori ricreativi in quasi tutto il cantone.
In totale sono stati abbattuti 1’100 animali: 566 nella zona di Lugano, 234 nella zona di Locarno, 173 nella zona del Mendrisiotto, 100 nella zona di Bellinzona e 27 nel distretto di Rivera.
La caccia ricreativa fa proliferare la specie
Secondo le disposizioni federali, la caccia alla cerca è stata effettuata a giugno all'alba e al tramonto nei prati, e a luglio di notte da postazioni rialzate nel bosco.
L'alta caccia inizia presto
La nuova stagione, quella dell'alta caccia, in cui vengono presi di mira anche cervi, caprioli e camosci, inizia presto. È prevista dal 2 al 16 e dal 22 al 26 settembre.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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