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Animali selvatici

I rifiuti di plastica uccidono un raro avvoltoio monaco

Durante l'autopsia dell'avvoltoio monaco, al posto del cibo è stata trovata una grande quantità di rifiuti plastici.

Redazione Wild beim Wild · 4 settembre 2021

Un raro rapace è morto di fame nonostante avesse lo stomaco pieno.

Un avvoltoio monaco muore di fame nella Svizzera centrale

In primavera è stato trovato nel territorio del comune di Sattel un avvoltoio monaco estremamente raro, che però è morto poco dopo. Si è rivelato essere uno dei più grandi esemplari della famiglia degli avvoltoi e una vera rarità nella Svizzera centrale.

Il guardiacaccia responsabile Markus Raschle ha catturato l'avvoltoio monaco e lo ha portato da Steven Diethelm presso un centro di recupero per rapaci a Siebnen. L'uccello era in condizioni critiche. La mattina seguente è stato trovato morto nella voliera.

La plastica bloccava la digestione

Normalmente gli avvoltoi monaci pesano dodici chilogrammi, ma questo ne pesava solo quattro. Dall'analisi è emerso che il suo stomaco conteneva esclusivamente rifiuti plastici. Evidentemente questo carico di plastica nello stomaco aveva bloccato la digestione, causando la morte per fame dell'avvoltoio monaco. Sempre più animali selvatici ingeriscono plastica e ne muoiono.

Il motivo per cui l'animale avesse ingerito plastica non è chiaro. Ci mostra però quanto sia importante non lasciare alcun rifiuto plastico all'aperto e tenere conto delle esigenze degli animali selvatici nel nostro modo di gestire i rifiuti.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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