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Criminalita & Caccia

Argovia vuole abbattere il procione

Questo è «specismo» vissuto, il che significa: Reto Fischer dimostra ancora una volta, con il suo atteggiamento nei confronti degli animali non autoctoni, di essere convinto che, in virtù della sua specie, sia superiore a tutte le altre specie e possa quindi trattarle come vuole. Questo atteggiamento è più che riprovevole e non deve più essere tollerato.

Redazione Wild beim Wild — 15 agosto 2023

Procione avvistato a Rheinfelden

Un lettore-informatore ha segnalato a un tabloid l'avvistamento di un procione a Rheinfelden, nel cantone di Argovia.

Il pericolo per l'ecosistema autoctono sarebbe grande, predica Reto Fischer, «specialista» dell'ufficio caccia e sciocchezze del cantone di Argovia in questo media online.

Continuano a essere diffuse, dall'ambiente venatorio, affermazioni che, a un'analisi accurata, si rivelano avere origine nella letteratura venatoria e in fonti altrettanto non scientifiche.

Nessuna base scientifica per le campagne d'odio

Secondo gli esperti, risulta che non esiste alcuna base scientifica per le vere e proprie campagne d'odio contro questi animali intelligenti, né per la caccia intensiva e crudele a cui sono sottoposti.

Il pubblico farebbe bene a non segnalare gli avvistamenti di procioni alle autorità locali o ai cacciatori ricreativi, poiché gli animali non rappresentano un pericolo diretto per l'uomo, a differenza del cacciatore ricreativo.

Possibili misure non letali

Esisterebbero altre possibilità, misure non letali per il controllo della popolazione di procioni, come previsto anche dal regolamento UE. Ma queste non vengono applicate, perché la militante cacciatori ricreativi anche nella Svizzera preferisce agire da sola, talvolta invocando il diritto dell'UE.

L'allarmismo espresso nei confronti di specie «invasive» come il procione si ritrova in tutta la Svizzera. Come mostra il nostro contributo «Anche i procioni hanno diritto alla vita!», questa dinamica si ripete anche altrove.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

Tutti gli articoli sono redatti dall'IG Wild beim Wild e da co-autrici e co-autori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'IA.

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