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Caccia

Cacciatrice per hobby di trofei posa con il cuore di una giraffa

Ha un cuore enorme. Ma non nel petto. Bensì tra le mani. E non è il suo. È quello di una giraffa (†17).

Redazione Wild beim Wild · 23 febbraio 2021

La sudafricana Merelize van der Merwe ha una passione morbosa: la caccia ricreativa.

Una battuta di caccia da 1.500 sterline per San Valentino

Per questo motivo, a San Valentino, il marito le ha regalato una battuta di caccia da 1.500 sterline in un parco naturale a Sun City. L'obiettivo: una giraffa. Dopo l'abbattimento, la trentaduenne ha pubblicato delle immagini sui social network mostrandosi orgogliosa con il cuore della giraffa — estratto dall'animale e del peso di 11 chilogrammi — tra le mani.

Cacciatrice di trofei per hobby con il cuore di una giraffa

500 animali uccisi

Van Der Merwe, che ha iniziato a cacciare per hobby all'età di cinque anni e ha ucciso fino a 500 animali, tra cui leoni, leopardi ed elefanti, ha dichiarato di aver pubblicato lo scatto per deridere la lobby dei diritti degli animali.

Il dottor Mark Jones della Born Free Foundation: «Le affermazioni dei cacciatori ricreativi di trofei, secondo cui si preoccuperebbero per la protezione della fauna selvatica, sono quanto mai fuorvianti. La caccia ai trofei non è uno strumento di conservazione della natura, né contribuisce in modo significativo alle comunità locali.»

Elisa Allen di PETA: «Chi uccide un altro essere vivente, ne estrae il cuore e se ne vanta corrisponde alla definizione di sociopatico. Un giorno la caccia ai trofei sarà annoverata tra i segni di un disturbo psichiatrico.»

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Psicologia della caccia ricreativa classifichiamo la ricerca, le motivazioni e le conseguenze sociali. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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