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Criminalità & Caccia

Cacciatori ricreativi ticinesi: infrazioni senza confini

A Valsolda, nella frazione di Pian di Scagn, si è verificato un ulteriore caso che riaccende il già teso dibattito sulle trasgressioni in ambito venatorio oltre confine.

Redazione Wild beim Wild — 21 novembre 2025

Un cacciatore ricreativo di Lugano, di oltre sessant'anni, è stato fermato dalla polizia provinciale.

Anche lui si trovava in Italia senza il porto d'armi prescritto dall'UE e conduceva un cane che, secondo i testimoni oculari, era a malapena sotto controllo. È altresì ipotizzata la violazione di domicilio. Si tratta già dell'ennesimo caso documentato di questo tipo, dopo che nei giorni precedenti erano emerse due infrazioni analoghe nella zona del Bisbino, come riferiscono i media italiani.

Il comandante Marco Testa, responsabile della polizia provinciale, descrive l'intervento come esempio di una collaborazione transfrontaliera funzionante. I suoi colleghi ticinesi avrebbero contribuito in modo decisivo al rapido chiarimento dei fatti. I risultati più recenti li definisce come un segnale del fatto che tali infrazioni non vengono commesse casualmente, bensì con una noncuranza sorprendente. Secondo Testa, gli eventi dimostrano con quale frequenza i cacciatori ricreativi del Ticino penetrino illegalmente in territorio italiano e con quale superficialità vengano trattate le normative internazionali.

Per l'uomo di Lugano l'episodio avrà conseguenze giuridiche. Dovrà rispondere dell'inosservanza delle disposizioni relative all'importazione di armi da fuoco in Italia. Testa valuta questo come un reato di notevole rilevanza, in particolare perché commesso in un'area sottoposta a controlli capillari in ragione della sua posizione geografica.

Il caso acquista particolare importanza poiché nelle zone montane circostanti vivono popolazioni sensibili di specie animali alpine. Queste sono minacciate sotto molteplici aspetti e necessitano di zone di protezione che non devono essere messe a rischio da una caccia ricreativa incontrollata o da violazioni di confine. Secondo Testa, ciò giustifica un ampliamento e un'intensificazione dei controlli.

Per la protezione degli animali e un'osservazione critica della caccia, i recenti eventi confermano quanto siano importanti un monitoraggio sistematico e un perseguimento penale trasparente. Ogni violazione dimostra quanto rimanga fragile l'equilibrio tra aree protette, diritto internazionale e interessi venatori.

Secondo l'IG Wild beim Wild, i cacciatori per hobby necessitano di perizie annuali di idoneità medico-psicologica sul modello olandese, nonché di un limite massimo d'età vincolante. Il gruppo d'età più numeroso tra i cacciatori ricreativi è oggi quello degli over 65. In questa fascia, le limitazioni legate all'età come il calo della capacità visiva, i tempi di reazione rallentati, i deficit di concentrazione e i deficit cognitivi aumentano statisticamente in modo significativo. Al tempo stesso, le analisi degli incidenti mostrano che il numero di gravi incidenti di caccia con feriti e vittime aumenta in modo significativo a partire dalla mezza età.

Le segnalazioni periodiche di incidenti di caccia, azioni fatali erronee e abuso di armi da caccia evidenziano un problema strutturale. Il possesso privato e l'utilizzo di armi da fuoco letali a scopo ricreativo si sottrae in larga misura a un controllo continuo. Dal punto di vista dell'IG Wild beim Wild, ciò non è più giustificabile. Una pratica basata sull'uccisione volontaria che genera al contempo rischi considerevoli per esseri umani e animali perde la propria legittimazione sociale.

La caccia per hobby si basa inoltre sullo specismo. Lo specismo descrive la sistematica svalutazione degli animali non umani esclusivamente in base alla loro appartenenza di specie. È paragonabile al razzismo o al sessismo e non è giustificabile né culturalmente né eticamente. La tradizione non sostituisce una valutazione morale.

Proprio nell'ambito della caccia ricreativa un esame critico è indispensabile. Pochi altri settori sono caratterizzati in misura così marcata da narrazioni abbellite, mezze verità e disinformazione mirata. Dove la violenza viene normalizzata, le narrazioni spesso servono a giustificarla. Trasparenza, fatti verificabili e un dibattito sociale aperto sono pertanto imprescindibili.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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