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Animali selvatici

I tassi avanzano nelle città

La presenza dei tassi negli insediamenti urbani era finora considerata un retaggio dell'espansione delle città: i tassi erano già lì quando le zone erano ancora rurali e vi rimasero mentre attorno a loro crescevano gli insediamenti. Per questo motivo li si trovava principalmente in periferia. Tuttavia, un nuovo studio della comunità di ricerca Swild mostra che i tassi sembrano

Redazione Wild beim Wild · 13 dicembre 2018

La presenza dei tassi negli insediamenti urbani era finora considerata un retaggio dell'espansione delle città: i tassi erano già lì quando le zone erano ancora rurali e vi rimasero mentre attorno a loro crescevano gli insediamenti. Per questo motivo li si trovava principalmente in periferia. Tuttavia, un nuovo studio della comunità di ricerca Swild mostra che i tassi sembrano avventurarsi sempre più spesso verso i centri urbani.

I ricercatori guidati da Fabio Bontadina dell'Istituto di ricerca WSL hanno analizzato i dati delle fototrappole a Zurigo e San Gallo, i registri dei tassi morti sulle strade svizzere e le osservazioni effettuate a Zurigo nell'ambito di un progetto di scienza civica. È emerso che la popolazione di tassi in Svizzera sembra essere in aumento complessivo e che la loro presenza si estende sempre più anche agli spazi insediativi.

Sempre più animali in città

Il numero di tassi uccisi dal traffico in Svizzera si sarebbe più che raddoppiato dal 1992 al 2015, scrivono i ricercatori sulla rivista specializzata «Hystrix». L'analisi delle fototrappole ha mostrato che nel 2014 a Zurigo gli animali comparivano davanti all'obiettivo più di tre volte tanto rispetto al 1997. A San Gallo il numero è triplicato tra il 2008 e il 2016.

Negli ultimi dieci anni, inoltre, i tassi sono stati osservati con maggiore frequenza direttamente nella zona centrale di Zurigo. Secondo lo studio, negli anni '90 le segnalazioni erano presenti solo nelle aree periferiche vicine ai boschi.

Sembrerebbe dunque che anche i tassi stiano stabilendosi negli spazi urbani, in modo simile a quanto hanno fatto le volpi prima di loro. Queste ultime sembrano essersi riprese molto più rapidamente da un'epidemia di rabbia tra gli animali selvatici tra il 1967 e il 1996, acquisendo così un vantaggio nella conquista delle città. I ricercatori ipotizzano che il ritardo con cui i tassi li hanno seguiti possa essere dovuto alla loro generazione più lunga e a un comportamento meno flessibile.

Brutte notizie per i ricci

Gli scienziati valutano in modo ambivalente la tendenza verso un maggior numero di tassi in città: da un lato, gli animali selvatici in ambiente urbano potrebbero suscitare negli abitanti un maggiore interesse per la natura – un presupposto importante per gli sforzi di tutela delle specie. Dall'altro, con la loro tendenza a scavare tane, potrebbero anche causare danni e generare malcontento. Inoltre, gli animali potrebbero essere portatori di agenti patogeni.

Per i ricci urbani, che figurano tra le prede dei tassi, l'aumento della presenza di tassi in città non è nemmeno una buona notizia, affermano gli scienziati. Tanto più che la tendenza osservata – sebbene focalizzata su Zurigo – rispecchia probabilmente uno sviluppo generale della popolazione di tassi a livello europeo.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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