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Caccia

La protezione delle specie e della natura funziona solo senza cacciatori ricreativi

Un successo per la protezione degli uccelli migratori in Italia.

Redazione Wild beim Wild — 7 maggio 2025

I valichi alpini in Lombardia, in Italia, diventano zone vietate alla caccia.

Un divieto assoluto di caccia nel raggio di mille metri attorno a tutti i valichi attraversati dall'avifauna rappresenta il requisito minimo.

Da decenni i contrari alla caccia lottano per l'attuazione di una normativa UE che impone la protezione delle rotte importanti per gli uccelli migratori.

Tra queste rientrano indubbiamente molti valichi alpini delle Alpi. Già vent'anni fa un tribunale aveva stabilito, in seguito a un ricorso, che 42 di questi valichi dovevano essere esclusi dalla caccia. Da allora il governo della Lombardia, favorevole alla caccia, ha continuato a rimandare l'applicazione di tale sentenza con nuovi pretesti, nonostante numerosi ulteriori procedimenti e sentenze a favore degli uccelli migratori.

Con la sentenza 1516 del 2 maggio 2025, il Tribunale amministrativo della Lombardia, al termine di una lunga controversia tra l'amministrazione regionale e la Liga per l'abolizione della caccia (Lac), ha ordinato l'applicazione del divieto di caccia su 475 valichi montani in un raggio di almeno 1’000 metri attorno ad essi.

Migliaia di capanni da caccia dovranno ora essere demoliti o abbandonati; ancora più cacciatori ricreativi perderanno il proprio territorio di caccia, affinché in futuro pettirossi, allodole, tordi e fringuelli possano attraversare indenni le creste alpine.

Lac si è dichiarato molto soddisfatto del risultato: «Da quasi 33 anni la regione aveva sospeso una disposizione statale esplicita che prevedeva il divieto di caccia sui passi montani per proteggere il transito degli uccelli migratori. I passi montani», si legge in un comunicato, «sono stati nel frattempo occupati illegalmente da migliaia di postazioni di caccia fisse e temporanee per gli uccelli migratori, causando gravi danni alla nostra fauna selvatica da decenni. Lac si impegnerà ora affinché la giustizia contabile riconosca il danno finanziario causato dalla pluridecennale inerzia della regione. Grazie a questa sentenza, almeno nei prossimi anni, milioni di animali selvatici saranno salvati».

Il tribunale amministrativo ha emesso una sentenza che abolisce la caccia su circa il 70% del territorio lombardo, ovvero sui cosiddetti 'passi' e nelle aree circostanti, lamentano i cacciatori ricreativi.

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