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Caccia

Il presidente della caccia messicano ucciso da un bufalo durante una caccia illegale

Il presidente dell'associazione venatoria messicana è stato ucciso da un bufalo durante una caccia illegale. L'incidente mostra i pericoli della caccia ai trofei.

Redazione Wild beim Wild — 26 ottobre 2022

Il presidente dell'associazione venatoria messicana, Mario Alberto Canales, è morto in Argentina dopo essere stato travolto da un bufalo che stava cercando di cacciare nella provincia di Entre Ríos, nel nordest del paese, come riferito dalla polizia.

«Quando ha sparato il colpo, stava aspettando che il bufalo cadesse a terra da breve distanza, circa 30 metri. L'animale è diventato furioso, lo ha travolto e, mentre era a terra, è stato colpito più volte dall'animale, riportando gravi ferite«, ha dichiarato Cristian Graciani, responsabile della brigata per la prevenzione dei reati nelle zone rurali di Gualeguaychú.

All'emittente Todo Noticias il commissario ha spiegato che i dettagli dell'incidente, già oggetto di indagine da parte della procura locale, emergono dal rapporto della guida della spedizione, che era l'unica presente con la vittima in quel momento.

L'associazione venatoria messicana ha rilasciato una dichiarazione di cordoglio, sottolineando che era «un grand'uomo e un amico ancora migliore» e un «ambientalista e instancabile combattente per i diritti dei cacciatori».

L'indagine ha rivelato che l'agenzia di turismo avventuroso che aveva ingaggiato il gruppo non era autorizzata a svolgere tali attività nella zona e che il gruppo aveva solo il permesso di cacciare piccioni, non grandi animali selvatici, scrive newsweek.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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