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Lince femmina con cucciolo nella Foresta Nera meridionale: probabilmente proveniente dalla Svizzera

Nella Foresta Nera meridionale è documentata per la prima volta la prole di una lince femmina immigrata autonomamente, mentre il Vallese vuole regolare la popolazione di linci.

Redazione Wild beim Wild · 7 novembre 2026
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Nella Foresta Nera meridionale è documentata per la prima volta la prole di una lince femmina immigrata autonomamente. Un osservatore ha segnalato la lince, finora sconosciuta, insieme al suo cucciolo il 19 ottobre 2026, e l'Istituto di ricerca forestale del Baden-Württemberg (FVA) ha reso noto l'accertamento il 4 novembre. Secondo la Badische Zeitung è stata avvistata a Ühlingen-Birkendorf, nel circondario di Waldshut, non lontano dal confine svizzero. La sua provenienza non è ancora chiarita, gli esperti ipotizzano la Svizzera. Allo stesso tempo il Vallese persegue piani per regolare la propria popolazione di linci.

Cosa si sa della lince femmina

La sua provenienza non è chiarita in via definitiva, come scrive BreisgauLIVE citando la FVA. Data la vicinanza geografica, gli esperti ritengono tuttavia molto probabile un'immigrazione dalla Svizzera. L'agenzia di stampa dpa si esprime con maggiore cautela, affermando che «potrebbe essere immigrata dalla Svizzera». Una cosa è certa: non fa parte delle linci rilasciate dal Baden-Württemberg nell'ambito del suo progetto di sostegno alla popolazione.

In totale, nel Baden-Württemberg sono ormai accertati quattro giovani linci, che secondo lo stato attuale delle conoscenze discendono da tre femmine. Tre di essi vivono nella Foresta Nera settentrionale e discendono dalle linci femmine rilasciate Verena ed Elisabeth, provenienti da un programma europeo di allevamento per la conservazione della lince dei Carpazi. Il quarto cucciolo nella Foresta Nera meridionale è l'unico figlio di una madre immigrata spontaneamente. «Uno scambio tra le popolazioni di linci svizzere e quelle del Baden-Württemberg è importante», si legge nella comunicazione.

Perché la Svizzera è l'origine più probabile

La Svizzera è l'area di presenza della lince più vicina. La Fondazione KORA stima la popolazione per l'anno biologico 2024/25 in 364 ± 10 linci indipendenti di età superiore a un anno, di cui 246 nelle Alpi, 86 nel Giura e 32 nella Svizzera nordorientale. La stima combina i dati di monitoraggio più recenti delle singole aree e non è un conteggio simultaneo a livello nazionale. Queste popolazioni discendono da pochi esemplari reintrodotti e sono in parte separate tra loro, sia spazialmente sia geneticamente. Non si sa da quale popolazione svizzera possa provenire la lince. Campioni genetici potrebbero chiarirlo.

Lo scambio tra le popolazioni di lince può rafforzare la diversità genetica e ridurre il rischio di consanguineità. Perché per questo siano decisivi paesaggi permeabili lo mostra il nostro articolo «L'Altopiano come collo di bottiglia: perché la lince ha bisogno di più della semplice presenza». Informazioni di approfondimento sulla specie sono offerte dal dossier «La lince in Svizzera».

Allo stesso tempo il Vallese vuole regolare le linci

Mentre il Baden-Württemberg sostiene la ricolonizzazione con rilasci, il Vallese vuole essere il primo cantone svizzero a regolare una popolazione di lince. In giugno il consigliere di Stato Christophe Darbellay aveva annunciato di voler presentare a tal fine una richiesta all'Ufficio federale dell'ambiente. Un nesso diretto tra la lince della Foresta Nera meridionale e la popolazione di lince del Vallese non è dimostrato. Anche un'origine svizzera confermata non proverebbe ancora un'origine vallesana. Il confronto mostra però quanto diversamente due regioni gestiscano la stessa specie.

Nel dibattito politico si parlava di fino a 80 linci nel Vallese. Uno studio dell'Università di Berna disponibile come preprint, presentato il 25 settembre 2026, stima invece la popolazione vallesana per l'inverno 2025/26 in 37 linci indipendenti, con un intervallo di confidenza da 26 a 52 esemplari. Per il periodo dal 2010 al 2018 lo studio stima la popolazione nell'intero cantone in appena da cinque a otto linci. Una revisione paritaria indipendente è ancora in corso. I dettagli si trovano nell'articolo «Vallese: lo studio dell'Università di Berna conta 37 linci anziché le 80 affermate». L'IG Wild beim Wild raccoglie con la Petizione «Nessun abbattimento di linci nel Vallese» firme contro questi piani.

Commento della redazione

La segnalazione nella Foresta Nera meridionale mostra quanto possa essere importante l'immigrazione naturale per il ritorno della lince. Se l'ipotizzata origine svizzera dovesse essere confermata, la lince femmina sarebbe un esempio concreto dello scambio transfrontaliero che la FVA ritiene importante per la costruzione a lungo termine di una popolazione stabile.

Il contrasto politico resta: il Baden-Württemberg sostiene la ricolonizzazione con rilasci, mentre il Vallese punta agli abbattimenti. Lo studio dell'Università di Berna mette in seria discussione il numero di fino a 80 linci citato nel dibattito politico.

I piani di abbattimento necessitano di una base di dati solida. I numeri massimi citati dalla politica non possono sostituire le stime scientifiche della popolazione. Allo stesso modo, l'interesse della caccia ricreativa per le popolazioni di caprioli e camosci non deve passare davanti alla ripresa a lungo termine e alla connessione della lince.

Fonti

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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