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Caccia

Il modello di business è ancora maltrattamento degli animali

Da decenni, le popolazioni di ungulati nei Grigioni non vengono realmente regolate dalla cultura della violenza della caccia, bensì decimate, stimolando al contempo il tasso di natalità. La caccia non significa meno selvaggina, ma più nascite.

Redazione Wild beim Wild — 8 luglio 2021

A causa degli elevati effettivi di ungulati, la pressione venatoria nei Grigioni viene nuovamente aumentata significativamente per cervi e caprioli.

Poiché il capriolo in particolare svolge un ruolo determinante nei conflitti tra selvaggina e foresta, la popolazione di caprioli nei Grigioni deve essere sfruttata in modo più intensivo dalla caccia.Con una caccia attraente si intende raggiungere gli obiettivi venatori da parte dei cacciatori e delle cacciatrici grigionesi, scrive l'Ufficio per la caccia e le stupidaggini il 6.7.2021.

Il prelievo totale di cervi nell'anno 2020 ha potuto essere leggermente superato rispetto al piano di abbattimento. Inoltre, nello scorso inverno è stato registrato un calo per mortalità naturale superiore alla media per il cervo rosso. Di conseguenza, la popolazione di cervi ha potuto essere ulteriormente ridotta a 16 000 esemplari (2020: 16 300).Nella Surselva si constata che la popolazione di caprioli è diminuita drasticamente a causa degli inverni nevosi e della presenza di lince e lupo.Lo stesso vale in questa zona per il camoscio. Per lo stambecco e il camoscio, solo i censimenti estivi e autunnali tuttora in corso forniranno indicazioni affidabili sulle dimensioni delle popolazioni, secondo l'Ufficio.

Oggi si sa che nei Grigioni e altrove si tratta principalmente, come in un'agenzia di viaggi, di organizzare battute di caccia attraenti, pianificate dall'Ufficio per la caccia e la pesca. L'uomo viene sempre più degradato dall'Ufficio a predatore, e gli animali selvatici a bestie da reddito e da allevamento.Se ci fossero abbastanza predatori come ad esempio le volpi o lupi, non si avrebbero popolazioni di caprioli e cervi così elevate e artificialmente allevate, che, per usare il linguaggio anomalo dei cacciatori ricreativi: «prosperano».

Sebbene le autorità venatorie grigionesi abbiano aumentato costantemente il piano di abbattimento negli ultimi anni, la popolazione di cervi continua a crescere.

Il sistema venatorio grigionese non funziona in modo soddisfacente da decenni, altrimenti le popolazioni di cervi difficilmente sarebbero aumentate di 5'000 unità negli ultimi anni. A causa dei gravi problemi legati alle popolazioni di selvatici eccessivamente elevate da decenni, che ad esempio nel 60% dei boschi del Prättigau rendono impossibile il rinnovamento naturale, il ritorno del lupo è molto auspicabile e necessario.

Continua regolazione sistematica delle popolazioni di ungulati

La valutazione dell'influenza degli ungulati sul rinnovamento forestale da parte degli organi forestali mostra che i problemi sono ancora molto gravi soprattutto nelle zone del Prättigau/Herrschaft, della valle renana di Coira, dello Schanfigg, del Domleschg/Heinzenberg e in parte anche nella Mesolcina/Valle Calanca e nella regione della Media Engadina (Descrizione della situazione www.awn.gr.ch) e richiedono una riduzione delle popolazioni di selvatici. È compito della caccia ridurre le popolazioni di ungulati in queste zone. Altre misure come recinzioni di protezione della selvaggina e protezioni per singoli alberi possono avere solo un effetto complementare. Nella caccia di quest'anno sull'intero territorio cantonale dovranno essere abbattuti complessivamente 5565 cervi (2020: 5560 cervi). La regolazione avviene, con una ponderazione orientata agli obiettivi per le singole regioni forestali, in particolare attraverso l'abbattimento di esemplari femminili. Il piano è adempiuto quando sono stati abbattuti almeno 3177 esemplari femminili (2020: 3154). Inoltre, in alcune regioni forestali occorre intensificare anche la caccia ai caprioli e allo stambecco, scrive l'ufficio.

Caccia più intensa ai cinghiali nella Mesolcina

Le popolazioni di cinghiali nella bassa Mesolcina sono in forte aumento e causano grandi conflitti nei terreni agricoli. Vengono pertanto adottate diverse misure per stabilizzare la popolazione e impedire un ulteriore aumento. Le misurazioni della radioattività sui cinghiali abbattuti introdotte l'anno scorso verranno proseguite.

Grazie al monitoraggio intensivo è documentato che le popolazioni di selvaggina minuta, in particolare della lepre comune e del gallo forcello, sono sane nei Grigioni e che le specie continuano a prosperare molto bene.

Hannes Jenny, vicedirettore dell'Ufficio caccia e pesca dei Grigioni

Se ci fossero meno cacciatori problematici con una mentalità di sfruttamento della natura, anche più persone normali potrebbero dedicarsi all'idea della protezione della natura – persone che trattano le specie con rispetto, dignità e correttezza e non massacrano gli animali selvatici per divertimento. La caccia è sempre anche una forma di guerra contro gli esseri viventi, in cui emergono i lati negativi dell'essere umano.

Un cervo su dieci nei Grigioni viene solo ferito invece di essere abbattuto. I cacciatori ricreativi grigionesi hanno abbattuto complessivamente 56'403 cervi, caprioli, camosci e cinghiali nell'arco di cinque anni. In 3’836 casi questi animali sono stati però solo feriti dai tiratori, secondo la trasmissione Rundschau di SRF. Di questi, 1’600 animali feriti non sono stati ritrovati, sono fuggiti con la ferita da sparo, sono sopravvissuti o sono morti dissanguati. I colpi mancati con conseguenti ferite agli animali sono più frequenti nei Grigioni durante la caccia al cervo.

È di fatto così che la caccia grigionese, che glorifica la violenza, gode da decenni di una reputazione poco onorevole tra i cacciatori e gli esperti stimati, ben al di là dei confini cantonali e nazionali, ed è oggetto di critiche.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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