Divieti di fuochi d'artificio in Svizzera: dove i fuochi rumorosi sono già limitati
Sempre più comuni vietano i fuochi d'artificio rumorosi, spesso esplicitamente per proteggere gli animali selvatici. Le loro esperienze mostrano perché la protezione non deve fermarsi ai confini comunali.
Foto: Felipe Souza / Unsplash
«Per chi brucia il cielo»
Fino alla votazione sull'iniziativa sui fuochi d'artificio del 29 novembre 2026, la protezione dal rumore dei fuochi d'artificio dipende dalle regole cantonali e comunali. Molti comuni limitano già i fuochi d'artificio rumorosi. Una panoramica mostra cosa ottengono questi divieti e dove stanno i loro limiti.
Zürcher Oberland: sei comuni, una sola regola
Dürnten, Gossau, Hinwil, Rüti, Wald e Wetzikon vietano l'accensione di fuochi d'artificio rumorosi, in parte già da tempo, al più tardi dal 1° agosto 2026. I sei comuni hanno adeguato i propri regolamenti di polizia e hanno comunicato congiuntamente il divieto. Obiettivo dichiarato è, tra l'altro, proteggere dallo stress gli animali domestici e selvatici. Le regole valgono volutamente in modo uniforme, per creare una situazione chiara nella regione. Per occasioni particolari sono possibili autorizzazioni eccezionali.
A Rüti gli aventi diritto di voto avevano approvato il divieto alle urne il 30 novembre 2025 con il 59,69 per cento. Dal maggio 2026 i fuochi d'artificio rumorosi sono lì vietati tutto l'anno, anche il 1° agosto e a Capodanno. Bubikon e Hombrechtikon avevano già introdotto un divieto nel 2024.
Altri comuni decidono divieti, un'iniziativa chiede regole cantonali
Nel giugno 2026 le assemblee comunali di Stäfa e Richterswil si sono espresse a favore di un divieto. A Maur l'assemblea comunale ha respinto un divieto nel dicembre 2025. A livello cantonale, deputate e deputati di PEV, Alleanza del Centro, Verdi, PS e AL chiedono con un Postulato una regolamentazione per l'intero cantone. La loro motivazione: il rumore dei petardi non si ferma ai confini comunali.
La stessa consapevolezza si ritrova anche nei comuni che esitano. Il Consiglio comunale di Langnau am Albis ha rilevato nel suo messaggio all'assemblea comunale che un divieto solo a Langnau ha poco senso finché i comuni vicini consentono i fuochi d'artificio.
Grigioni: divieti il 1° agosto per amore degli animali selvatici
Nei Grigioni una lunga serie di comuni vieta i fuochi d'artificio nella festa nazionale, tra cui Arosa, Bergün Filisur, Bregaglia, Disentis, Domat/Ems, Falera e Flims. L'organizzazione turistica del cantone motiva il quadro generale espressamente con la protezione della natura e degli animali domestici e selvatici. I fuochi d'artificio silenziosi, come i vulcani, sono in parte esclusi; le regole precise le stabilisce ogni comune per conto proprio. Davos ha deciso il suo divieto con una votazione popolare.
Estate 2026: quando quasi tutta la Svizzera ha rinunciato
A causa della persistente siccità, i fuochi d'artificio privati erano vietati quasi ovunque il 1° agosto 2026, come ha riferito la SRF a fine luglio. Vallese e Ginevra hanno inoltre vietato la vendita di articoli pirotecnici. Eccezioni c'erano solo per singoli grandi spettacoli pirotecnici autorizzati. La festa nazionale è stata celebrata comunque.
Questi divieti, tuttavia, valevano solo per il pericolo di incendi boschivi e solo temporaneamente. Ciò che i fuochi d'artificio lasciano nell'ambiente, invece, non dipende dal tempo.
Valutazione: molto movimento, ma nessuna protezione continuativa
Gli esempi mostrano che in molti luoghi la popolazione vuole meno botti e che i comuni agiscono. Mostrano però anche quanto siano diverse le regole: tutto l'anno a Rüti, solo il 1° agosto in molti comuni grigionesi, per nulla a Maur. Inoltre, i divieti locali di accensione non equivalgono a un divieto di vendita a livello nazionale. L'iniziativa interviene espressamente su vendita e utilizzo. Alcuni rivenditori sono andati volontariamente oltre: la Migros Aare ha annunciato già nel 2018 di non vendere più fuochi d'artificio. Una simile decisione sull'assortimento non sostituisce però una regola vincolante.
Gli animali selvatici si muovono attraverso questo mosaico di norme senza conoscerlo. Il 29 novembre la popolazione voterà se creare per loro un quadro valido in tutta la Svizzera. IG Wild beim Wild raccomanda un sì all'iniziativa sui fuochi d'artificio. Chi vuole partecipare trova tutto sulla nostra pagina Sì per gli animali selvatici.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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