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Diritti degli animali

Dichiarazione delle pellicce: il 79% dei punti vendita sanzionati

Nei controlli effettuati dall'USAV, il 79% dei punti vendita di pellicce è stato sanzionato. Sussistono ancora lacune conoscitive considerevoli riguardo all'obbligo di dichiarazione.

Redazione Wild beim Wild — 16 ottobre 2020

Il rapporto sui controlli delle dichiarazioni delle pellicce 2019/2020 mostra che nel settore permangono ancora lacune conoscitive significative. Nei controlli effettuati dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), il 79% dei punti vendita è stato sanzionato. Sulla base delle conoscenze acquisite, l'USAV inasprirà l'esecuzione dei controlli, ma informerà anche in modo più capillare i punti vendita.

Come negli anni precedenti, l'USAV ha effettuato nel periodo 2019/2020 controlli sia presso piccole imprese e fornitori online sia presso grandi catene commerciali. Dei 180 controlli effettuati, 142 (79%) hanno dato luogo a contestazioni. In 110 casi le carenze sono state corrette entro i termini stabiliti. In 32 casi è stato emanato un provvedimento e in 4 casi è stato avviato un procedimento penale.

I colletti di pelliccia per giacche sono i più problematici

In totale 6’950 prodotti in pelliccia sono stati controllati nel periodo 2019/20. Di questi, il 63% era dichiarato correttamente. I restanti prodotti in pelliccia sono stati contestati perché privi di qualsiasi dichiarazione (15%) o dichiarati in modo errato (22%).La maggior parte dei prodotti riguardava colletti di pelliccia per giacche, che rappresentavano il 55% di tutti i prodotti contestati. La maggior parte dei prodotti contestati proveniva da animali selvatici, come il procione lavatore, seguiti da prodotti in volpe artica e visone.

I controlli vengono intensificati

Dal 2013 l'USAV effettua controlli. L'elevato numero di contestazioni dimostra che molti punti vendita continuano a non applicare correttamente la dichiarazione delle pellicce e che nel settore persistono lacune conoscitive considerevoli. L'USAV intensificherà pertanto il lavoro di sensibilizzazione e soprattutto inasprirà l'applicazione delle norme. Ad esempio, verrà ridotto il termine per la correzione delle dichiarazioni non conformi. E se la dichiarazione non risulta corretta allo scadere del termine, l'USAV avvierà procedimenti legali.

Migliore informazione della clientela

L'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce è stata rivista il 1° aprile 2020. Sono state introdotte nuove disposizioni, tra cui l'obbligo di contrassegnare chiaramente i prodotti come «pelliccia vera» quando provengono da animali. Ciò deve consentire alla clientela di riconoscere immediatamente se si tratta di pelliccia sintetica o vera.

Dichiarazione delle pellicce

L'etichetta deve ora contenere cinque informazioni: la dichiarazione «pelliccia vera», la denominazione zoologica e quella scientifica della specie animale, il paese di origine e il metodo di ottenimento (ovvero il metodo di allevamento o di cattura dell'animale da cui proviene la pelliccia). In questo modo, le clienti e i clienti possono prendere la loro decisione d'acquisto in piena conoscenza dei fatti.

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