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Caccia

L'industria cosmetica usa meno peli di tasso

Sempre più aziende cosmetiche rinunciano ai peli di tasso nei pennelli da barba. I tassi vengono uccisi brutalmente per la produzione. Esistono alternative.

Redazione Wild beim Wild — 23 marzo 2021

Gli animali selvatici uccisi per la loro pelle, il loro pelo e i loro capelli tengono alla propria vita quanto gli esseri umani e non vogliono morire.

Dopo che PETA nel 2018 ha pubblicato un video sugli allevamenti di tassi in Cina, circa 100 produttori e marchi, tra cui L'Oréal e Wilkinson, hanno nel frattempo accettato di rinunciare in futuro ai peli di tasso.

Il Gruppo L’Oréal – la più grande azienda cosmetica e di bellezza del mondo – ha addirittura vietato il tasso, la capra e tutti gli altri peli animali nella propria industria.

PETA Asia ha rivelato che i tassi vengono catturati illegalmente in natura con trappole e altri metodi crudeli. Negli allevamenti vengono rinchiusi in piccole gabbie e infine uccisi con la forza, per ricavare dai loro peli pennelli da pittura, da trucco e da barba da vendere in tutto il mondo.

Gli esseri umani possono avere un aspetto diverso dai tassi, ma quando si tratta di caratteristiche fondamentali, come la capacità di provare gioia, stringere legami familiari, apprezzare la vita e sentire il dolore, siamo tutti uguali.

I tassi sono animali estremamente sociali che in natura costruiscono elaborate strutture sotterranee, alcune delle quali vecchie di secoli e abitate da molte generazioni dello stesso clan. Sono molto esigenti e dispongono di spazi separati per dormire e partorire, nonché di aree esterne designate come «bagni». Proprio come gli esseri umani, queste creature meritano di vivere la loro vita complessa come la natura ha previsto, e non in una gabbia sporca ad attendere una morte crudele e dolorosa.

Non c'è alcun motivo di usare pennelli con peli animali, soprattutto quando sono disponibili tante valide alternative. Acquistate solo pennelli sintetici, affinché i tassi negli allevamenti non debbano più soffrire in gabbia.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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