Un comune francese bandisce la caccia per hobby dai terreni comunali
Le Lherm, vicino a Tolosa, ottiene una novità dopo quasi tre anni di controversia legale: l'esclusione della caccia su tutte le particelle comunali.

Il comune francese meridionale di Le Lherm, dopo una controversia legale durata anni, ha ottenuto che la caccia per hobby venga vietata su tutti i suoi 56 ettari di terreno comunale, secondo il sindaco Frédéric Pasian, che si definisce lui stesso pioniere di questa decisione in Francia, un passo finora unico.
Cosa è successo a Le Lherm
Il comune di Le Lherm, a sud di Tolosa nella regione dell'Occitania, ha ritirato tutti i suoi 56 ettari di terreno comunale, tra cui il Bois des Escoumes, dal territorio di caccia della locale società venatoria ACCA. Ciò è stato reso possibile grazie all'articolo L. 422-10 del codice ambientale francese, che consente ai proprietari terrieri di sottrarre tutte le proprie particelle da un territorio di caccia ACCA. La prefettura dell'Haute-Garonne e l'associazione venatoria dipartimentale hanno convalidato il ritiro. Il sindaco Frédéric Pasian, che aveva guidato il conflitto durato quasi tre anni, si è detto soddisfatto dell'esito alla «Dépêche du Midi» e si è definito pioniere di questo tipo di decisione in Francia.
Un percorso difficile con una prima tappa fallita
Il successo è stato preceduto da una prima tappa fallita. Già in precedenza il comune aveva tentato di vietare la caccia nel Bois des Escoumes tramite un'ordinanza comunale. Questa prima ordinanza è stata annullata nel 2025. Solo la via alternativa dell'articolo L. 422-10, ovvero il ritiro completo di tutte le particelle comunali dal territorio ACCA anziché un divieto mirato per singoli lotti boschivi, ha infine portato al risultato.
L'inquadramento dell'associazione venatoria: più che un'eccezione, un precedente
Il presidente dell'associazione venatoria dipartimentale dell'Haute-Garonne, Jean-Bernard Portet, relativizza il carattere eccezionale della decisione. Secondo lui, ogni anno nel dipartimento vengono ritirate superfici dalle aree di caccia, si tratterebbe della quotidianità del diritto venatorio. La vera novità risiederebbe unicamente nel fatto che questa volta è interessato un terreno comunale anziché privato. Proprio in questo, tuttavia, sta la carica politica esplosiva: l'Haute-Garonne conta circa 20’000 cacciatrici e cacciatori per hobby, nonché diverse decine di ACCA che gestiscono gran parte della superficie cacciabile del dipartimento. Un precedente su terreno comunale potrebbe quindi, come sottolineato nell'articolo del «Midi Libre», fungere da modello per iniziative analoghe in altri comuni della regione.
Contesto: un precedente dai confini stretti
Il caso di Le Lherm mostra quanto sia faticoso uscire dalla caccia per hobby là dove, a differenza del cantone di Ginevra, non è possibile un referendum popolare democratico su un divieto generalizzato, ma solo una via individuale basata sul diritto di proprietà fondiaria. Quasi tre anni di contenzioso giudiziario e un decreto inizialmente annullato si contrappongono a ciò che il cantone di Ginevra ottenne nel 1974 con un unico referendum popolare a maggioranza dei due terzi: un divieto di caccia completo e immediatamente efficace per un intero territorio. Nonostante il successo giuridico, Le Lherm resta un'isola di 56 ettari all'interno di un sistema che continua a trattare la caccia per hobby come la normalità stabilita e ammette eccezioni solo attraverso la via della proprietà privata. Come il modello ginevrino dimostri che una gestione professionale e democraticamente legittimata della fauna selvatica può reggere interi cantoni, lo documenta il dossier Ginevra e il divieto di caccia su wildbeimwild.com.
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