Una matadora tedesca uccide tori in Spagna
PETA presenta denuncia penale contro la prima matadora tedesca
Come prima matadora tedesca, Clara Sofie Kreutter ha ucciso due tori il 16 agosto nell'arena di Ledaña, in Spagna.
PETA presenta denuncia penale
Dopo aver esaminato i fatti, il 31.8.2021 PETA ha presentato denuncia penale contro Kreutter presso la Procura di Siegen per sospetta violazione della legge sulla protezione degli animali. L'organizzazione per i diritti degli animali si impegna per il divieto delle corride.
Per il proprio piacere e per l'intrattenimento dei visitatori paganti, Kreutter ha lentamente torturato fino alla morte un essere senziente con ripetute lanceate e coltellate. Per Kreutter chiediamo conseguenze legali. Questa crudele usanza deve finalmente scomparire dai libri di storia.
Peter Höffken, responsabile del team campagne di PETA
La crudeltà rituale sugli animali incontra un'opposizione sempre più ampia
Sondaggi indicano che anche la maggior parte degli spagnoli e delle spagnole rifiuta l'uccisione rituale nell'arena. Nella corrida a cavallo i cosiddetti toreri provocano ripetutamente il toro da cavallo, conficcano lance nel suo corpo e lo indeboliscono sistematicamente. La banalizzazione della violenza contro gli animali inermi può portare a un'insensibilizzazione emotiva negli spettatori.
Aggiornamento 11.1.2022: La Procura di Siegen ha avviato un procedimento penale contro Kreutter (Az.: 41 Js 797/21). Kreutter intende continuare a essere attiva come matadora e pianifica da 40 a 50 esibizioni a partire dalla fine di febbraio.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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