«Feminist» e «Nigerianer» non sono morti invano
Nella corrida di Gijón sono stati uccisi tori con i nomi «Feminist» e «Nigerianer». La sindaca ritiene che ciò costituisca una violazione dei diritti umani.
Gijón è una grande città costiera nel nord della Spagna.
Fine delle corridas a Gijón
La sindaca Ana González Rodríguez ha ora annunciato a sorpresa che il consiglio comunale non rinnoverà la concessione per l'arena dei tori di El Bibio. Questa decisione significa che non si svolgeranno più corride in futuro.
Poiché durante una corrida a Gijón sono stati uccisi due tori con i nomi «Feminist» e «Nigerianer», la sindaca ritiene che siano stati «superati diversi limiti». L'evento sarebbe stato utilizzato per scopi «ideologici» e avrebbe violato i diritti umani.
«Non si può permettere che accada una cosa del genere», sottolinea González Rodríguez.
Il torero parla di una «vergogna»
Il conservatore Partido Popular (PP) ha annunciato azioni legali. Il divieto rappresenterebbe una «tutela ideologica» e «una limitazione della libertà». Il famoso torero El Juli ha criticato la misura definendola «assurda» e «una vergogna».Politici e politiche dello schieramento di sinistra hanno invece elogiato l'iniziativa della cinquantottenne.
La questione di quanto si possano vietare o limitare le corride in Spagna è controversa. Dopo che decine di comuni e regioni in tutto il paese avevano adottato dei divieti, nel 2016 il Tribunale costituzionale di Madrid ha stabilito che solo lo Stato può decidere in merito all'abolizione di tali eventi — poiché la corrida era stata dichiarata patrimonio culturale nazionale nel 2013.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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