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Caccia

L'ONU vuole proteggere i minori dalla violenza della corrida

Bambini e giovani non dovrebbero più poter assistere alle corride in Spagna. È quanto raccomanda il Comitato ONU per i diritti dell'infanzia. L'appello del più alto organo internazionale per i diritti dei minori si basa su un rapporto della Fondation Franz Weber. Con la Spagna, la raccomandazione del Comitato ONU per i diritti dell'infanzia ha raggiunto anche il paese d'origine e cuore della corrida. Con ciò sono

Redazione Wild beim Wild · 9 febbraio 2018

Bambini e giovani non dovrebbero più poter assistere alle corride in Spagna.

È quanto raccomanda il Comitato ONU per i diritti dell'infanzia. L'appello del più alto organo internazionale per i diritti dei minori si basa su un rapporto della Fondation Franz Weber.

Sette paesi su otto invitati ad agire

Con la Spagna, la raccomandazione del Comitato ONU per i diritti dell'infanzia ha raggiunto anche il paese d'origine e cuore della corrida. Sono così sette degli otto paesi in cui la «corrida» è ancora legale ad essere stati invitati dall'ONU a proteggere i minori dai «danni provocati dalla corrida» e a vietare la loro partecipazione come toreri o spettatori. Il Comitato per i diritti dell'infanzia, che verifica il rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, si è sempre basato nelle sue raccomandazioni sui rapporti della Fondation Franz Weber (FFW), redatti nell'ambito della campagna «Infanzia senza violenza».

Condanna netta da parte del Comitato

Così il Comitato ha chiaramente condannato l'8.2.2018 il fatto che la Spagna consenta ancora la partecipazione passiva e attiva di bambini e adolescenti alle corride. La Convenzione sui diritti dell'infanzia comprende, tra l'altro, il diritto di tutti i minori all'integrità fisica e mentale. Al tempo stesso, essa implica l'obbligo dello Stato di garantire la protezione di tali diritti. Nel campo della corrida, la Spagna viola chiaramente questo obbligo. La FFW lo dimostra nel suo rapporto con solide basi scientifiche. I bambini che partecipano passivamente o attivamente alle corride sono infatti esposti in modo inequivocabile a violenze estreme.

Oltre alla presentazione del rapporto su cui si basa la raccomandazione dell'ONU alla Spagna, la Fondation Franz Weber ha partecipato nel giugno 2017 alla sessione preparatoria tra il Comitato per i diritti dell'infanzia e le organizzazioni non governative nel campo della protezione dei minori. Il rapporto della FFW ha suscitato particolare attenzione anche per la constatazione che la Spagna, consentendo l'accesso alle corride, non espone i minori soltanto passivamente a violenze estreme. Nel paese iberico esistono infatti anche oltre 58 scuole di tauromachia che, attraverso la loro formazione, mettono a rischio l'integrità fisica e mentale di bambini e adolescenti.

Vietare le corride a tutti i minori di 18 anni

Il 22 gennaio 2018, in occasione di una seduta pubblica del Comitato ONU con una delegazione del governo spagnolo a Ginevra, la Spagna è stata nuovamente interrogata su questo tema. «Gli eventi tauromachici espongono i bambini a violenze estreme», ha confermato senza mezzi termini Gehad Madi, membro del Comitato per i diritti dell'infanzia: pertanto tali eventi devono essere vietati a tutti i minori di 18 anni. E non solo per i giovani toreri, ma anche per gli spettatori minorenni, ha sottolineato Madi: «Il compito del nostro comitato è proteggere i bambini dalla violenza estrema. Speriamo che la Spagna vieti ora la partecipazione dei minori alle corride.»

Le reazioni della delegazione spagnola non sono riuscite a convincere il comitato. Si è limitata alla scappatoia che sono le regioni autonome a stabilire, in alcuni casi, un'età minima di 14 anni per le scuole di tauromachia. In ultima analisi, spetta tuttavia al governo nazionale garantire la tutela dei minori. Per questo motivo, il Comitato per i diritti dell'infanzia raccomanda in conclusione una modifica legislativa che vieti la partecipazione dei minori agli eventi di tauromachia in tutta la Spagna. «La salvaguardia del benessere del bambino, obiettivo primario della Convenzione, prevale chiaramente in questo caso sul diritto di accesso alla cultura», aggiunge Ana Mulá, avvocata della FFW.

Constatando anche nei confronti della Spagna che gli spettacoli di tauromachia violano i diritti dell'infanzia, l'ONU ribadisce la propria posizione netta. Ciò mette sotto ulteriore pressione tutti gli otto paesi in cui le corride sono ancora legali. Per garantire i diritti dei propri bambini, sono ora chiamati ad adeguare finalmente le proprie leggi per proteggere i minori dalla violenza della tauromachia. «L'ONU ha lanciato un ulteriore segnale contro questa crudele e anacronistica forma di maltrattamento animale», afferma Vera Weber, presidente della Fondation Franz Weber. «Perché non solo i tori e i cavalli sono le vittime delle corride, ma anche i bambini e i giovani. E con loro, l'intera società.»

Questo dovrebbe valere in realtà anche per la caccia ricreativa, raccomanda l'IG Wild beim Wild. Per saperne di più sui diritti degli animali e sul problema del benessere animale nella caccia ricreativa.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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