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Criminalità & caccia

Un maltrattatore di animali insegue i lupi e viene condannato

Dal video emerge chiaramente che i lupi hanno subito danni a causa dell'inseguimento.

Redazione Wild beim Wild — 5 agosto 2021

Un automobilista aveva inseguito un branco di lupi per diversi chilometri a una velocità di 50 chilometri orari, minacciando di «macellare» gli animali non appena li avesse «presi».

6.000 euro di multa per maltrattamento di animali

Per questo motivo Luca Ghedina, fratello dell'ex campione italiano di sci Kristian Ghedina, è stato condannato per maltrattamento di animali.Il maltrattatore è stato ora condannato dal tribunale al pagamento di una multa di 6.000 euro.

Una vittoria per i difensori degli animali

«È una vittoria molto importante», afferma Carla Rocchi, presidente nazionale di Enpa. «Sono stati costretti dall'inseguitore a correre per oltre due chilometri a 50 chilometri orari, consumando molta energia in un periodo già di per sé sfavorevole.»

Meglio spegnere i fari

Enpa ha sempre esortato gli agricoltori e le agricoltrici ad adottare tutte le misure possibili per proteggere i propri animali.Un tale comportamento è inaccettabile non solo in termini di rispetto della dignità degli animali, ma anche pericoloso per chi lo mette in atto.

L'uomo avrebbe fatto bene a fermarsi in sicurezza, magari spegnere le luci per qualche istante e poi ripartire con calma: questa è stata la valutazione del tribunale.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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