Italia: le nutrie vengono sterilizzate a Torino
Un progetto presentato questo mese dal centro per animali non convenzionali dell'Università di Torino prevede di sterilizzare le nutrie con l'aiuto di droni.
Un progetto presentato questo mese dal centro per animali non convenzionali dell'Università di Torino prevede di sterilizzare le nutrie con l'aiuto di droni.
Sterilizzazione invece dell'abbattimento
L'obiettivo è arginare la riproduzione incontrollata di questa specie. Una legge europea impone il controllo della popolazione di questa specie animale, secondo i media italiani.
La nutria, nota anche come castorino o, più raramente, come topo d'acqua o coypu, è un roditore originario del Sudamerica ormai naturalizzato nell'Europa centrale.
Si tratta di una specie animale introdotta anche in Italia negli anni '70 per la produzione di pellicce, che si è diffusa dopo essere stata rilasciata in natura.
Ora le nutrie dovranno essere conteggiate con l'aiuto di droni e almeno 100 esemplari verranno sterilizzati. Nel giro di 4 anni la popolazione dovrà essere ridotta del 40%, secondo il piano delle associazioni animaliste e dell'Università di Torino.
Lista dell'Unione europea delle specie invasive
Nella «lista dell'Unione» delle specie invasive, l'UE individua specie animali e vegetali che, con la loro diffusione, possono danneggiare habitat, specie o ecosistemi, minacciando così la biodiversità. Nel 2017 è stata ampliata da 37 a 49 specie. Vi figurano anche le nutrie, sebbene siano ormai da tempo specie stanziali. Ulteriori informazioni su animali selvatici e ambiente e tutela della natura.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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