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Animali selvatici

Svizzera: il Calvo ibis dovrebbe tornare

L'associazione Zoosvizzera con i suoi nove parchi zoologici affiliati, come Goldau SZ, Basilea o Garenne VD, è all'origine dei piani.

Redazione Wild beim Wild · 13 aprile 2018

L'associazione Zoosvizzera con i suoi nove parchi zoologici affiliati, come Goldau SZ, Basilea o Garenne VD, è all'origine dei piani.

Si punta su esemplari nati in cattività. Il progetto è il frutto degli sforzi di allevamento effettuati in Germania, Austria, Spagna e Italia, come ha comunicato Zoosvizzera.

Una caccia spietata ha portato all'estinzione il Calvo ibis

L'uccello migratore era un tempo molto diffuso nell'arco alpino. Una spietata caccia ricreativa, che non risparmiava nemmeno le uova, lo portò però rapidamente alla rovina. Dapprima sopravvisse solo in alcune vallate. All'inizio del XVII secolo scomparve del tutto.

In Turchia la popolazione si ridusse nell'arco di un secolo da 3’000 esemplari a tre. Questi ultimi furono catturati per l'allevamento in cattività.

Oggi il Calvo ibis (Geronticus eremita) è presente in natura solo sulla costa atlantica del Marocco. Ma anche lì ne sopravvivono solo poche centinaia. Il Calvo ibis è dunque una delle specie di uccelli più minacciate al mondo.

Reintroduzione con ultraleggeri

Il Calvo ibis, un uccello della famiglia degli ibis, nidifica e vive tutto l'anno in colonie. In inverno migra verso il Mediterraneo. I luoghi di nidificazione preferiti sono rovine o pendii di vario tipo.

Per salvare la specie, sono stati avviati programmi di reintroduzione nell'Andalusia spagnola e nelle Alpi di Germania, Austria e Italia. Gli animali sono stati in parte allevati a mano e devono reimparare la vita da uccelli migratori. A tal fine, in autunno vengono guidati da piloti di ultraleggeri oltre le Alpi fino al loro luogo di svernamento.

Quando alcuni esemplari si sono smarriti in Svizzera durante la migrazione, negli ultimi anni hanno sempre suscitato grande scalpore. Rimane impressa nella memoria la femmina Shorty, che nel 2012/2013 da giovane esemplare svernò da sola sul lago di Zugo.

Nel 2014 Shorty perse nuovamente il contatto con i suoi simili durante il volo verso sud e dovette essere accudita al Tierpark Goldau. Nel 2015 ci fu un lieto fine: Shorty covò due pulcini a Burghausen (D). Nel 2016 un'altra femmina di ibis eremita perse il contatto con il gruppo e riapparve sul Lago Maggiore in Ticino.

Programma di allevamento in Svizzera

Al Tierpark de La Garenne vengono allevati pulcini di ibis eremita, come già avviene per il progetto del gipeto barbuto. Coppie riproduttive provenienti da Goldau e Basilea sono già presenti sul posto. Altre da Repubblica Ceca e Portogallo sono attese a seguire.

Con la sua testa rossa calva, il becco ricurvo e il collo piumato, l'ibis eremita è un uccello dal aspetto inconfondibile. Il trampoliere raggiunge fino a 80 centimetri di altezza e ha un'apertura alare di 1,30 metri. Il piumaggio è nero intenso con riflessi verdi, blu o purpurei. Ulteriori informazioni su animali selvatici e biodiversità.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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