La disputa sul smergo maggiore: Fabio Regazzi chiede abbattimenti
Lo smergo maggiore rimane protetto, ma potrà essere regolato in modo mirato per proteggere meglio le specie ittiche minacciate. Questo approccio è controverso, poiché l'influenza dello smergo maggiore sulle popolazioni ittiche non è ancora sufficientemente documentata scientificamente.
Il dibattito sullo status di protezione dello smergo maggiore prende slancio.
Con 10 voti contro 3, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (Urek-S) ha dato seguito a una iniziativa parlamentare del cacciatore per hobby e ex presidente della caccia Fabio Regazzi (Centro/TI).
Non possiamo permettere che gli uccelli ittiofagi, che oggi godono di una protezione assoluta ingiustificata, caccino e catturino pesci indisturbati. – Fabio Regazzi
In questo modo, in futuro anche lo smergo maggiore – analogamente al cormorano – potrebbe essere decimato attraverso la caccia in determinate situazioni. Ma mentre le associazioni dei pescatori accolgono con favore l'allentamento, i protezionisti lanciano l'allarme.
La Stazione ornitologica invita alla prudenza
La Stazione ornitologica di Sempach valuta la situazione in modo molto diverso. Sebbene la popolazione dello smergo maggiore sia cresciuta negli ultimi 20 anni, l'influenza concreta sulle popolazioni ittiche è scientificamente poco documentata. Fattori come la canalizzazione dei corsi d'acqua, l'aumento delle temperature dell'acqua o la concorrenza di specie invasive avrebbero un impatto ben maggiore.
Un portavoce della Stazione ornitologica sottolinea: «La Svizzera porta una responsabilità particolare per questa popolazione alpina geneticamente distinta. Gli interventi possono avvenire solo in situazioni strettamente delimitate – e solo quando sia effettivamente dimostrato un danno concreto.»
Le organizzazioni ambientaliste mettono in guardia da un precedente
Anche Pro Natura, WWF e BirdLife si oppongono alla modifica legislativa prevista. Vedono nella possibile declassificazione dello status di protezione un indebolimento della tutela internazionale delle specie. Il rischio è che la Confederazione trasferisca la propria responsabilità di protezione ai Cantoni, minando così il mandato costituzionale di tutela della biodiversità.
«Si tratta di una legge di abbattimento dalla porta sul retro», afferma Pro Natura. Invece di prendere di mira il merganso maggiore, sarebbero necessarie misure complete per la rivitalizzazione dei corsi d'acqua e l'adattamento ai cambiamenti climatici.
La decisione politica è ancora in sospeso
Con la decisione della commissione del Consiglio degli Stati, la strada per una modifica legislativa non è ancora libera. Prima di tutto, la commissione gemella del Consiglio Nazionale deve prendere posizione. Solo quando entrambe le camere avranno approvato la proposta, lo statuto di protezione potrà essere effettivamente allentato.
Fino ad allora, il confronto è destinato a continuare – tra pescatori che lottano per le loro popolazioni ittiche e ambientalisti che vedono nel merganso maggiore soprattutto un simbolo del valore della biodiversità.
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