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Animali selvatici

Il 58% dei tedeschi vuole il divieto dei fuochi d'artificio rumorosi

Capodanno e feste nazionali senza rumore e paura: l'organizzazione per i diritti degli animali PETA ha incaricato l'istituto di ricerca di mercato GfK di condurre un sondaggio rappresentativo. Il risultato: più della metà di tutti i tedeschi farebbe volentieri a meno dei fuochi d'artificio scoppiettanti. Il 58,2% degli intervistati si è espresso a favore di un fine anno senza fuochi d'artificio rumorosi; tra le donne intervistate la percentuale è salita addirittura al 65%. PETA fa ora appello al governo federale per un divieto generale dei fuochi d'artificio rumorosi. Gli scoppi estremamente forti disturbano le persone e mettono in pericolo la vita di numerosi

Redazione Wild beim Wild · 9 febbraio 2018

Capodanno e feste nazionali senza rumore e paura: l'organizzazione per i diritti degli animali PETA ha incaricato l'istituto di ricerca di mercato GfK di condurre un sondaggio rappresentativo. Il risultato: più della metà di tutti i tedeschi farebbe volentieri a meno dei fuochi d'artificio scoppiettanti. Il 58,2% degli intervistati si è espresso a favore di un fine anno senza fuochi d'artificio rumorosi; tra le donne intervistate la percentuale è salita addirittura al 65%. PETA fa ora appello al governo federale per un divieto generale dei fuochi d'artificio rumorosi. Gli scoppi estremamente forti disturbano le persone e mettono in pericolo la vita di numerosi animali.

PETA chiede il divieto dei fuochi d'artificio ad alto impatto sonoro

«I petardi rumorosi non spaventano solo i nostri animali domestici e selvatici. Anche molte persone sono contrarie ai fuochi d'artificio fragorosi durante la notte di Capodanno», afferma Jana Hoger, esperta di animali da compagnia presso PETA. «Oltre la metà di tutti i tedeschi desidera festeggiare senza botti assordanti. Chiediamo al governo federale di seguire gli esempi virtuosi già esistenti e di vietare i fuochi d'artificio rumorosi.»

Sondaggio GfK sul divieto di fuochi d'artificio

Le città danno il buon esempio

In molte città e comuni si sta già dando il buon esempio, vietando i fuochi d'artificio all'interno del proprio territorio: tra questi figurano 850 comuni in Italia, dove la protezione degli animali è al primo posto. In 56 città e comuni dei Paesi Bassi i fuochi d'artificio privati sono vietati, tra cui Amsterdam, L'Aia e Amersfoort. Anche in Germania, nella città vecchia di Volkach, a Tübingen e in alcuni comuni della Turingia, le persone festeggiano il nuovo anno senza i fragorosi fuochi d'artificio. Qui il divieto è motivato principalmente da ragioni di prevenzione degli incendi. PETA chiede di vietare l'uso di petardi rumorosi in tutta la Germania, attribuendo così maggiore importanza alla protezione degli animali e della natura.

La fauna selvatica soffre in modo particolare

Cani, gatti, uccelli e molti altri animali domestici sono sottoposti a un grande stress durante il capodanno. Per molti animali ci vogliono settimane per riprendersi dallo shock. Ogni anno aumenta il numero di animali che nella notte di San Silvestro finiscono nelle cliniche veterinarie con ferite o fratture ossee causate da tentativi di fuga in preda al panico. Anche le persone subiscono danni, poiché i fragorosi fuochi d'artificio causano ogni anno numerosi incidenti con animali spaventati. In particolare, gli animali selvatici soffrono per l'enorme rumore, percepiscono il pericolo e fuggono, il che costa loro moltissima energia. Lo stress estremo può indebolire così tanto gli animali selvatici da non permettere loro di sopravvivere ai mesi invernali. Per saperne di più sull'argomento diritti degli animali su wildbeimwild.com.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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