USA: 23 specie dichiarate estinte
Il picchio dal becco d'avorio e altre 22 specie sono ufficialmente dichiarate estinte negli USA. Una perdita drammatica per la biodiversità.
Il picchio dal becco d'avorio, la parula di Bachman e altre 21 specie sono considerate estinte dall'agenzia americana per il Pesce e la fauna selvatica (USFWS) a partire dal 29.9.2021.
L'agenzia del Ministero dell'Interno di Washington ha rimosso le specie dalla lista delle specie in pericolo, dopo che non erano state avvistate per decenni.
Circa 900 specie eliminate a livello mondiale
L'agenzia per il Pesce e la fauna selvatica ha citato l'inquinamento delle acque, il disboscamento e la caccia ai trofei come cause dell'estinzione. Dalla firma della legge per la protezione delle specie in pericolo nel 1973, gli Stati Uniti avevano fino ad allora dichiarato estinte solo undici specie. A livello mondiale sono state finora eliminate circa 900 specie.
Le organizzazioni ambientaliste, come l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura con sede in Svizzera, hanno nel frattempo messo in guardia contro annunci di estinzione affrettati.
««L'estinzione non è inevitabile. È una scelta politica. Salvare le specie non è scienza missilistica. Come nazione dobbiamo alzarci e dire che non permetteremo la perdita di ulteriori specie per estinzione», ha dichiarato Tiera Curry, scienziata senior del Center for Biological Diversity.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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